Il marito “impotente”, il notaio e Giustitalia

Ancora una volta, un comunicato stampa ripreso senza alcuno spirito critico

maicolengel butac 30 Apr 2025
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Il 19 aprile Il Centro Tirreno titolava:

Mai dare dell’impotente davanti al notaio, ex marito ricorre in appello

Fonte della notizia? La redazione di Adnkronos. I fatti, per come vengono raccontati dal Centro Tirreno:

Mai dare dell’impotente o del sieropositivo al partner davanti a un notaio. Poco importa se in gioco ci sono trasferimenti di quote azionarie, passaggi di proprietà o altro con cifre importanti. Potreste ritrovarvi a giudizio. Come successo a una donna di Verona che, sull’accusa di aver dato dell’impotente all’ex coniuge, è riuscita a evitare la condanna, ma non quella per avergli dato del sieropositivo: dovrà pagare 9mila euro. Ma l’ex marito non ci sta ed è pronto a ricorrere in appello perchè secondo il suo avvocato, Sara Gitto dell’Associazione Giustitalia a cui l’uomo si era rivolto, dare dell’impotente ”lede profondamente la dignità dell’interessato offendendo il suo senso di virilità soprattutto in un soggetto sessualmente sano ed attivo”.

Toni scandalistici, una narrazione improbabile e l’ennesimo comunicato firmato dalla stessa realtà che da anni popola agenzie di stampa con storie virali ma di dubbia consistenza.

Ancora Giustitalia.

Ancora più grave è il fatto che l’articolo, dopo essere stato pubblicato, è stato rimosso da Adnkronos senza fornire alcuna spiegazione. Nessuna nota, nessuna rettifica, nessuna trasparenza. Eppure stiamo parlando di una delle due principali agenzie di stampa italiane. Cosa significa questa cancellazione? Le testate che hanno ripreso la notizia sono state avvertite della rimozione? Gli abbonati ai servizi di Adnkronos sono stati informati? E perché, se ci si accorge di aver pubblicato una bufala o una notizia non verificabile, si procede alla cancellazione silenziosa senza assumersene pubblicamente la responsabilità?

Anche in questo caso non abbiamo prove che queste specifiche notizie siano completamente false, né possiamo fornirvele, proprio perché l’unica fonte disponibile è la stessa entità che la notizia l’ha diffusa. Ma abbiamo il dovere di denunciare un modo di fare giornalismo che punta tutto sulla viralità e nulla sulla verifica. E quando questa deriva parte da chi dovrebbe essere il punto di riferimento per l’informazione in Italia, il problema non è più solo di chi scrive, ma anche di chi legge.

maicolengel at butac punto it

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