Matrimonio, divorzio e reality show

maicolengel butac 18 Giu 2019
article-post
Aggiungi Butac tra le tue fonti preferite su Google

La settimana scorsa su molti media nazionali ha tenuto banco questa notizia, qui col titolo scelto da TPI:

Si sposano in un reality ma ora non riescono a divorziare: il giudice dice no all’annullamento

La maggior parte dei giornali ha raccontato la notizia dando molto risalto al fatto che il matrimonio fosse stato celebrato all’interno di un reality show. Ponendo la frase in questa maniera e altre simili a questa, il messaggio veicolato è che il divorzio non fosse possibile per ragioni legate a come era stato fatto il matrimonio. Ma non è esattamente così. È l’annullamento che non è stato concesso, il divorzio è un’altra questione e vanno distinte. Vediamo di spiegare meglio le cose (grazie a SadBoy99 che me le ha segnalate).

Stefano Soban e Sara Wilma Milani si sono sposati nel corso della seconda edizione di Matrimonio a prima vista, reality che va in onda su SkyUno. Spiega sempre TPI:

Non funzionando il matrimonio tra i due, la sposa si era recata nel suo comune, Abbiategrasso, scoprendo però che la data e il luogo del matrimonio erano sbagliati.

Dunque il funzionario non aveva permesso di avviare le pratiche per la separazione. Così la coppia, lui titolare di una gelateria ad Alessandria e lei cantante, aveva deciso di rivolgersi al tribunale di Pavia per chiedere l’annullamento delle nozze.

Quindi, ricapitoliamo: il divorzio non è stato possibile farlo subito perché i dati di registrazione dello stesso erano errati. Evidentemente si tratta di un problema burocratico, risolvibile, ma meno immediato dell’annullamento, che la coppia ha a quel punto tentato.

Ma come spiega ad ANSA la stessa società che produce il programma:

Con riferimento agli articoli apparsi in queste ore su diverse testate giornalistiche – precisa la Nonpanic S.r.l., società produttrice di Matrimonio a prima vista – le persone che richiedono di partecipare al programma scelgono liberamente di contrarre matrimonio davanti ad un ufficiale dello stato civile. Ciò è a loro ben noto – si legge nella nota – in quanto sono chiamati a sottoscrivere una clausola contrattuale che testualmente recita ‘condizione essenziale per la Sua partecipazione al programma nei termini e modi di seguito specificati è che Lei contragga matrimonio liberamente e senza riserve […]’. E ancora, “il contratto sottoscritto dai partecipanti non li obbliga a contrarre matrimonio né tanto meno prevede penali nel caso in cui uno o entrambi i nubendi cambino idea rispetto alla scelta di sposarsi. Come in tutti i contratti aventi ad oggetto la partecipazione ad una produzione televisiva, il contratto di partecipazione al programma prevede l’applicazione di una penale solo in caso di violazione del patto di esclusiva e degli obblighi di riservatezza nonché l’ammonimento che l’eventuale ingiustificato abbandono del programma può causare un danno alla produzione addebitabile ai partecipanti. Va sottolineato che l’abbandono del programma è peraltro cosa diversa dall’eventuale decisione di non procedere più alle nozze, scelta che comunque consente di proseguire nella partecipazione al programma in considerazione dell’interesse televisivo ad apprendere le motivazioni della nuova scelta

Quindi, sulla base di quanto spiegato dalla società di produzione, i giudici hanno respinto la richiesta d’annullamento visto che mancavano i presupposti. Il matrimonio è stato contratto liberamente dalla coppia, senza nessuna costrizione, la penale prevista non viene applicata se si rinuncia al matrimonio ma se si abbandona il programma (con danno economico per la società di produzione). Tutte queste cose andavano spiegate da subito, mentre invece sono tante le testate che hanno scelto la strada del sensazionalismo, dando a intendere ai lettori che il problema fosse il fatto che il matrimonio era stato celebrato in un reality.

Ci siamo abituati a questo modo di fare, ma è un peccato; compito dei giornalisti dovrebbe essere quello d’informarci sui fatti, non ricamare e sensazionalizzare…
maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!

Oggi procediamo con una sorta di prebunking, visto che la storia che sto per affrontare in Italia ancora non l’ho vista circolare. Ma la mia famiglia si trova in UK, e mi hanno segnalato una notizia che ne ricalca altre che abbiamo trattato negli ultimi tempi, pertanto abbiamo pensato sia utile provvedere a una smentita […]

maicolengel butac | 23 lug 2026

A metà luglio Fratelli d’Italia aveva presentato un emendamento per consentire ai medici cancellati dall’Albo per fatti non dolosi connessi alla pandemia di fare richiesta di reintegro nella professione medica. Non si trattava di un reintegro automatico, ma di un emendamento che apriva una finestra di sessanta giorni (dal momento in cui l’emendamento fosse stato […]

maicolengel butac | 23 lug 2026

AGGIORNAMENTO: Giuseppe Salamone, che abbiamo indicato come firma del post che sta circolando online ci scrive: Passi per il vostro articolo, su cui ci sarebbe da sindacare, ma quello lo farà la sentenza. Ma voi, che vi professate i cacciatori di bufale, non avete avuto nemmeno l’accortezza di verificare il post originale. Dove non scrivo […]

maicolengel butac | 22 lug 2026

Per molti di voi si tratta di questioni di “lana caprina” o, per usare un modo di dire meno antiquato, spaccare il capello in quattro, ma ci sono occasioni che riteniamo importanti proprio per evidenziare come un certo giornalismo un tanto al chilo contribuisca all’analfabetismo funzionale del nostro Paese. Il servizio del TG1 del 18 […]

maicolengel butac | 21 lug 2026