Medico rischia radiazione per razzismo

maicolengel butac 30 Mag 2019
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NurseTimes (e altri siti di rilievo come DagoSpia – mi chiedo da anni come sia possibile che una testata come quella sia ancora in rete e con così tanti lettori) il 26 maggio 2019 hanno pubblicato un articolo che s’intitola:

Chiede a paziente di rimuovere il velo durante la visita: medico rischia radiazione dall’Ordine per razzismo

La storia che ci raccontano si svolge in UK (ma il titolo è studiato ad hoc per indignare i pigri che non leggono l’articolo, e lo condividono basandosi solo sul proprio bias di conferma). Nell’articolo di NurseTimes, come in tutti gli altri che ho visto circolare in Italia (e anche molti in UK) la storia che ci viene raccontata ha una sola fonte, il medico in questione. Che racconta di essersi trovato a dover curare una bimba di 5 anni con la gola arrossata. La mamma della bimba portava il velo di fronte al volto – un uso che in Gran Bretagna è molto più diffuso che da noi – e il medico sostiene di averle gentilmente chiesto di rimuoverlo perché non capiva bene cosa dicesse. La narrazione è che siccome non capiva bene cosa dicesse la mamma, il medico aveva paura di curare male la figlia. Io credo che già qui dovremmo fermarci un secondo a riflettere. La bimba non aveva il velo e aveva cinque anni (oggi sei, visto che i fatti risalgono a maggio 2018), poco importava che la mamma avesse o meno il velo, quella da visitare era la bimba, perfettamente in grado di parlare. Ma procediamo oltre. NurseTimes, come tante altre testate, riportando solo la narrazione del medico contribuisce alla facile indignazione di chi già detesta i musulmani.

Ma se si vuole essere davvero imparziali occorre riportare entrambe le versioni dei fatti. Nella denuncia, presentata a giugno 2018, veniva scritto che:

…the woman told the doctor she did not want to remove the veil on religious grounds but he refused to continue the consultation unless she did. It claims he was ‘rude’ and ‘gave her a dirty look’, leaving her shocked and crying. She said she felt ‘victimised and racially discriminated’ against.

La donna quindi avrebbe subito risposto al medico che non voleva togliersi il velo, ma lui si è rifiutato di continuare con la visita (che, ricordiamo ancora, non riguardava lei ma la figlia). La donna sostiene che il medico si sia comportato in maniera sgarbata e l’abbia guardata male, lasciandola in lacrime. Noi non c’eravamo, non possiamo minimamente sapere come siano andati realmente i fatti. Il fatto che l’Ordine dei medici britannici abbia aperto un’indagine in merito fa pensare che possano esserci altri testimoni dei fatti. Ma per ora non esistono informazioni sufficienti per capire come siano andate realmente le cose. Sfruttare una singola narrazione senza raccontare tutto quanto disponibile sugli organi d’informazione britannici dimostra parzialità.

Questo parteggiare solo per una versione dei fatti danneggia l’informazione nel nostro Paese, lo fa da anni, davvero siamo tutti così ciechi da non rendercene conto?

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it
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