Minacce social contro la piccola Noemi (e denunce)

maicolengel butac 8 Mag 2019
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Siete tanti nei giorni scorsi ad averci segnalato un post, finito su molte testate italiane, che riportava bruttissime frasi contro la piccola Noemi, la bambina ferita nella sparatoria tra camorristi.

Lo screenshot che circolava riportava le parole prese dal profilo di tale Ivan Serri, di Vignolo, che avrebbe scritto nei commenti sotto a un post sulla bambina, su una pagina di tifosi del Napoli:

Spero crepi quella bambina che hanno sparato….una napoletana di meno….

E a seguire auguri simili nei confronti di tutti i napoletani. Ovviamente, come possiamo immaginare non è mancata la risposta dei cittadini partenopei, e insieme a loro tanti altri indignati che hanno subito attaccato Serri e in generale il nord Italia (visto che Serri vive in un comune del Nord). Sono volate parole pesanti. Il profilo di Serri il frattempo era stato chiuso. Impossibile ritrovare i commenti se non via screenshot. Ieri avevo scelto di non trattare la storia, il concetto tanto era sempre lo stesso, non condividere qualcosa che non sai per certo che fonte abbia.

Nella giornata del 7 però c’è stata un’evoluzione della storia. La Radiazza, trasmissione di Radio Marte, è entrata in contatto con Serra, che ha mostrato la denuncia presentata ai Carabinieri alle 9:55 di mattina del 7 maggio 2019.

Denuncia dove Serra sostiene che il suo account sia stato hackerato, e che lui non abbia nulla a che fare con quel post. Nella stessa denuncia Serra sostiene di aver contattato già in data 6 maggio la Polizia Postale di Cuneo, ma l’agente con cui aveva parlato gli aveva detto che il furto di identità online è cosa che capita, che non doveva preoccuparsi. Il consiglio era quello di chiudere il profilo e ricontattare la polizia postale successivamente. Serra spiega che è riuscito solo con ritardo a chiudere il profilo, in quanto poco pratico. L’escalation di minacce ricevute, le foto personali che sono state messe in giro in rete insieme a informazioni personali su dove risiedesse, però, l’hanno spinto a sporgere formale denuncia anche presso i carabinieri.

Ovviamente solo la Polizia Postale e l’amministrazione di Facebook possono aiutare a risolvere il caso. Quello che però vorrei fosse chiaro a tutti è che se venisse confermato che il profilo di Serra è stato rubato da altri soggetti, tutti coloro che hanno diffuso minacce e offese allo stesso potrebbero vedersi a loro volta recapitate querele varie. Specie quelli che hanno diffuso fotografie di Serra e dei suoi familiari, anche una volta che il suo profilo era stato chiuso del tutto.

A questo, siccome ho visto in giro svariati scettici sulla storia dell’hackeraggio, vorrei aggiungere che io stesso durante l’ultimo weekend ho ricevuto molte mail da Facebook dove mi si forniva un codice d’accesso per rientrare sul sito:

Il classico messaggio da “Mi sono dimenticato la password”. Messaggio che mi è arrivato perché qualcuno sta tentando di accedere a uno dei miei profili social. Un denigratore di BUTAC? O magari solo un troll che cerca di accedere a profili apparentemente poco usati (ma controllati in tempo reale tutti i giorni) per poi provocare qualche shitstorm a mio nome?

La rete purtroppo è fatta anche di soggetti come questi. Imparare a difendersi, usando magari più livelli di protezione, cambiando le password spesso, è importante. Chissà se imparerete mai la lezione?

maicolengel at butac punto it
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