Miss Vitalizio? O propaganda politica

maicolengel butac 8 Mag 2014
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Le cronache degli ultimi due giorni hanno attaccato Claudia Lombardo ex consigliera regionale in Sardegna. Ci sono andati giù pesante, come sempre, perché se la KA$TA guadagna è giusto attaccarla. Ma nella mia modesta opinione si è trattato solo di becera disinformazione politica, perché il giornalismo in Italia è morto da anni e oggi si fanno davvero solo editoriali e politica, l’obiettività non esiste più!

Perché esistesse ancora il titolo giusto sarebbe stato:

SCANDALO: TUTTI I CONSIGLIERI REGIONALI SARDI CHE al 2011 ABBIANO MATURATO VENT’ANNI DI CONTRIBUTI DA OGGI HANNO DIRITTO AD UN VITALIZIO (ALTISSIMO)

E non come ho visto attaccare solo l’ex consigliere di Forza Italia; tutti, pd, udc, indipendenti, progressisti e chi più ne ha più ne metta. Poi l’articolo avrebbe dovuto continuare spiegando che dal 2011 questo non succede più e quindi questo è l’ultimo giro di baby pensionati d’oro (che è una buona notizia). Si è vero, Claudia Lombardo riceverà un vitalizio pensionistico di signor rispetto e con lei svariati altri membri del consiglio regionale della Sardegna eletti prima del 2011. Ma lei non ne ha colpa!

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Io concordo con la polemica su pensioni e stipendi d’oro, sono pienamente d’accordo che si sia superato il limite della decenza da tempo in Italia. Ma lo hanno superato tutti, che siano a destra a sinistra o al centro. TUTTI! Sfruttare una cosa causata da norme scritte negli anni ’80 (quando la Lombardo era ancora al liceo) per attaccare qualcuno oggi, nel 2014, è quanto meno assurdo (e l’han fatto in tantissimi). Dimostra la pochezza d’argomenti veri su cui si ha voglia (o si può) discutere, dimostra quanto il nostro paese sia in mano ad idioti a cui di noi non gliene importa un fico secco. Se i giornalisti fossero veri giornalisti avrebbero spiegato e fatto chiarezza. Invece no, gli antagonisti della Lombardo l’hanno attaccata, quelli vicini (che in realtà vicini non lo sono più) pure, perché la politica nel nostro paese si fa così, come diceva bene Maddalena Balacco su Giornalettismo qualche tempo fa…

C’è da mettersi le mani nei capelli. Anni a criticare questa politica diventata marketing, eoni a discutere del drammatico calo culturale del paese, e poi bastano un video virale e due idee per le nicchie e rieccoci punto e a capo a volere vincere facile perché tanto “la gente vota così”.

Delle tante testate note che hanno parlato di Miss Vitalizio solo Giornalettismo mi è sembrato obbiettivo, e questo è bello da un lato (testata web nata da menti giovani che cerca di raccontare i fatti – si veda il racconto di John B sulla vicenda Aldrovandi-), ma dall’altro ci dimostra quanta poca indipendenza (o etica) abbiano i giornalisti delle altre testate, quelle vere, quelle sulla carta che leggono ancora tanti italiani.

Cerchiamo di fare il punto la Regione Sardegna ha fin dagli anni ’80 norme in merito a vitalizi da dare ai consiglieri della regione, norme che dicono che a questi vitalizi ha diritto chiunque versi i contributi per vent’anni, pari a quattro legislature, la Lombardo è stata eletta la prima volta nel 1991, e da allora è sempre rimasta consigliere, quindi ha versato i contributi tali per cui ha diritto a questo vitalizio. Come lei chiunque sia stato eletto nel 1991 (o prima ) e abbia versato suddetti contributi riceverà lo stesso trattamento. Dal 2011 sono cambiate le regole e il vitalizio non viene più erogato, riceveranno la pensione come noi comuni mortali al compimento dei 66 anni. Per rincarare la dose contro la Lombardo si è anche parlato di un assegno di fine mandato, assegno che secondo tanti è scandaloso; anche qui, siamo tutti d’accordo che le cifre percepite dai nostri politici siano vergognose, ma sono le stesse per tutti, l’assegno guarda caso viene da un’apposito fondo deciso dal consiglio regionale (non dalla Lombardo; il fondo esisteva prima ed esiste ora che lei non è più in carica), come riporta SardiniaPost:

Diverso il discorso per l’assegno di fine mandato. Prima del 2009, ogni consigliere versava in un apposito fondo il 6,7% dell’indennità e una volta terminata la legislatura, maturava una cifra pari a cinque indennità per legislatura. “E noi abbiamo aumentato la quota dal 6,7 al 10% (circa 950 euro, ndr) – dice oggi Claudia Lombardo –. Di fatto, ogni consigliere ha incassato ciò che ha accantonato, senza costi aggiuntivi per il bilancio del Consiglio”. L’unica eccezione si è avuta nella 12ma legislatura, quando il presidente dell’Aula era il sardista Efisio Serrenti e le mensilità vennero portate da cinque a dodici (per la consiliatura 2004/2009)

Insomma propaganda politica, nulla più nulla meno; è triste, l’hanno fatta davvero tutti. Peccato…

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