Multiterapia di Bella e giornalismo non verificato

maicolengel butac 9 Mag 2017
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La Gazzetta di Modena evidentemente non aveva rappresentanti presenti alla riunione #BastaBufale del 21 aprile scorso presso la Camera dei Deputati, e neppure a Dogliani al Festival della TV e dei nuovi media, dove insieme a Fnomceo parlavamo proprio di come i media diffondano spesso pseudoscienza e psuedomedicina. E nemmeno leggono il buon Enrico Mentana, che giusto qualche settimana fa aveva fatto un lungo mea culpa proprio sul Metodo di Bella.

No, loro evidentemente non c’erano ed è per questo che l’8 maggio 2017 titolano così:

Modena, «La cura Di Bella funziona: l’Ausl di Teramo l’autorizza»

Purtroppo c’è la legge della privacy ma basta leggere con attenzione l’articolo della Gazzetta di Modena per accorgersi di una frase importante:

«Su carta intesta – continua il dottor Di Bella dal suo ambulatorio di Bologna – un centro istituzionale ha certificato su carta intestata che un grave tumore cerebrale in progressione dopo i trattamenti oncologici classici, l’intervento chirurgico, la chemioterapia e la radioterapia, ha ridotto il suo volume del 50%. Ma non basta: lo stesso oncologo di riferimento, che lavora per l’Ausl, ha consigliato caldamente il proseguimento della terapia».

Quindi la Gazzetta di Modena sta pubblicando un articolo basandosi su una lettera scritta dal figlio del Dottor Di Bella, lettera che spiega chiaramente che la paziente in cura si è sottoposta a tutte le terapie classiche, oltre che alla terapia Di Bella. Non è guarita, sta continuando la terapia Di Bella, ma ha fatto tutte le altre terapie che la scienza riteneva necessarie. Chi ci dice che il merito di qualsivoglia miglioramento lo si deve a Di Bella? Di Bella stesso. È sensato per un giornalista pubblicare un articolo del genere? O meglio, è sensato farlo senza prima aver sentito un oncologo e magari aver pubblicato anche la sua opinione? Un titolo come quello usato può fare gravi danni, può portare gente ad abbandonare terapie di riconosciuto valore per affidarsi a una che a oggi non ha portato una singola evidenza di efficacia.

Sì lo so, nell’articolo si cita di Dott. Di Bella che sostiene che ci siano tantissime evidenze scientifiche che la Terapia Di Bella sia una valida cura contro i tumori, peccato che di tutti gli studi di cui parla non ce ne sia uno che lo dimostri davvero.

Perché una testata registrata debba comportarsi così non mi è chiaro, finché sono blogger come Gioia Locati a sostenere la cura Di Bella ci può anche stare, ma perché un giornale, che dovrebbe informare i cittadini, si riduca a disinformarli con titoloni sensazionalistici non mi è chiaro, aumentano le vendite?

Sempre sulla Gazzetta troviamo:

Dosaggi e percentuali, cercati e sperimentati a partire dagli anni ‘60, li conosceva lui solo ma col tempo ha elaborato un protocollo che ha mostrato pregi e limiti soprattutto nella cura dei tumori. Di qui uno scontro durissimo tra Di Bella e le multinazionali farmaceutiche che ha coinvolto il ministero e la quasi totalità delle autorità accademiche e del mondo scientifico.

Come spiegavo già nel 2013:

Il Metodo Di Bella non è riconosciuto come efficace dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, pertanto è considerato INEFFICACE in tutti i ministeri della salute, ci sono paesi dove è praticato privatamente ma questo non vuole dire che sia riconosciuto dalla medicina ufficiale.

Ad oggi questi sono i fatti, se davvero il figlio del professor Di Bella pubblicherà qualcosa di nuovo che dimostri l’efficacia della Terapia in alcuni casi saremo sempre pronti a evidenziarlo, ma finora ogni anno abbiamo solo visto articoli che promettono novità nel campo senza che queste si siano concretizzate in qualcosa di rilevante.

Se volete approfondire qui potete trovare il bellissimo Dossier Di Bella dell’amico Dott. Salvo di Grazia, credo farebbe bene a leggerlo anche l’autore dell’articolo sulla Gazzetta di Modena, e su ogni altro giornale che nei prossimi giorni deciderà di parlare della vicenda.

La AUSL di Teramo è caduta dalle nuvole alla mia richiesta di conferma dei fatti, loro non ne sanno niente, ma evidentemente alla Gazzetta di Modena sono bastate le parole del Dott. Di Bella. Verificare i fatti è un lavoro troppo lungo e complesso (a me per chiamarli e verificare ci sono voluti tre minuti e tutti quelli con cui ho parlato sono stati cortesissimi). Purtroppo la telefonata ha dimostrato subito i danni che può fare un articolo come quello sulla Gazzetta di Modena, uno dei responsabili con cui ho parlato mi ha subito informato che alcuni pazienti l’hanno cercato, imbestialiti che su di loro non venga usata la Multiterapia Di Bella.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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