Non solo SPID

Servirà inserire la nostra Identità Digitale per accedere ai siti vietati ai minori?

maicolengel butac 3 Nov 2025
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Su molti siti sta circolando la notizia, rilanciata da pagine social come Trash Italiano, che dal 12 novembre, per accedere ai siti vietati ai minori di 18 anni, servirà lo SPID. La notizia, però, raccontata così è sbagliata – non falsa, ma sbagliata, perché se è vero che è cambiata la normativa, le cose non sono esattamente come vengono raccontate.

La parte di notizia vera è che dal 12 novembre i siti che contengono materiale per maggiorenni dovranno verificare che chi li visita sia realmente maggiorenne, e non come ora affidarsi a quei pulsanti che chiedono solo se hai già 18 anni o meno:

Quelli non basteranno più, spiace. L’Agcom ha difatti approvato un regolamento per applicare il cosiddetto decreto Caivano, ovvero il Decreto Legge n.123 del 15 settembre 2023 seguito dalla legge 159 del 13 novembre 2023 e infine dal regolamento approvato dall’Agcom il 24 settembre 2024.

Regolamento che impone ai siti con contenuti “sensibili” di garantire un serio controllo dell’età. Ma non ha imposto un metodo unico: niente obbligo di SPID o CIE, solo la necessità di un sistema “ufficiale” che certifichi la maggiore età.

Quindi potranno essere usati software o app di terze parti, ma su una cosa c’è chiarezza: tutti questi sistemi dovranno rispettare la privacy dell’utente finale. Chi verifica l’età non deve sapere quali siti stiamo visitando, e il sito non deve entrare in possesso di dati che permettano agli admin di capire chi siamo. Si tratta del cosiddetto “doppio anonimato”.

Concludendo

Non servirà lo SPID per guardare siti vietati ai minori, ma solo una verifica d’età reale e certificata, fatta da terze parti nel rispetto della privacy. L’errore portato avanti da molti media è stato quello di confondere l’obbligo di verifica con l’obbligo di usare un solo strumento per questa certificazione. Nessuno vi chiederà di consegnare la vostra identità ai gestori dei siti porno, starà a loro – se vorranno che i loro servizi possano essere fruibili in Italia – trovare la giusta app o software per permettervi di continuare a visitarli in rispetto delle normative vigenti.

Per chi volesse approfondire qui potete trovare i .pdf del regolamento introdotto da Agcom (ma non le sanzioni in cui incorrerebbero i siti che non le rispettassero, che ho cercato in giro per ora senza successo) e gli allegati che mostrano anche gli esiti della consultazione pubblica.

Sperando di aver fatto sufficiente chiarezza.

maicolengel at butac punto it

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