Strategie filorusse – L’Operazione Matryoshka

Analizziamo l'evoluzione di una delle campagne di disinformazione coordinata più conosciute - almeno fuori dal nostro Paese - degli ultimi anni

maicolengel butac 2 Lug 2026
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Il 30 giugno nella casella di posta elettronica di BUTAC è arrivata una mail che ha come mittente un nome che già conoscevo: Lars Wienand, responsabile editoriale delle verifiche per T-Online, testata tedesca online di larga diffusione.

Wienand è un ottimo giornalista che in buona parte fa un lavoro molto simile al nostro, quindi vedere una sua mail che cominciava con queste parole:

I am the editor of the investigative department at T-online. We need your help in investigating this information.

mi ha fatto subito venire voglia di aprire la mail e vedere cosa aveva da dirmi. Peccato che la mail del mittente fosse un accozzaglia di lettere e numeri senza senso e un indirizzo gmail.com, decisamente poco professionale per un giornalista tedesco che lavora per una grossa testata. E difatti la mail non è altro che l’ennesimo tentativo di distogliere attenzione da altro convincendo fact-checker e giornalisti a occuparsi di storie inesistenti, inventate appositamente per questo scopo.

Nelle stesse identiche ore sono arrivate altre due mail da altro mittente che come fact-checker conosciamo bene: antibot4navalny Team (che nella realtà sarebbe un gruppo anonimo di ricercatori che contrasta le campagne di disinformazione russe su Twitter), ma anche in questo caso si trattava di una falsa mail.

Mentre Wienand per ora non sembra eessere al corrente del suo nome usato, i ricercatori di Antibot4Navalny sì, e su BlueSky hanno pubblicato un post abbastanza eloquente:

🧵 This is new in how Matryoshka works.

They are emailing fact checkers impersonating us, @Antibot4Navalny team:

asking to “verify” Matryoshka’s daily set of fake videos / front covers *on our behalf*.

— antibot4navalny | bot blocker | блокировщик ботов (@antibot4navalny.bsky.social) 29 giugno 2026 alle ore 11:06

Matryoshka è il nome che è stato dato all’ennesima campagna di propaganda filorussa, attiva dalla fine del 2023, che funziona appunto come una matrioska allo scopo di diffondere disinformazione all’interno di contenuti multimediali su piattaforme come Twitter, Telegram, TikTok e BlueSky, sfruttando account fasulli, deepfake e nei casi peggiori account hackerati.

Come nel caso di Operation Overload anche Matryoshka prende di mira in modo massiccio i fact-checker e le redazioni giornalistiche, inviando deliberatamente spam ai giornalisti su X con richieste di “indagare” sulle loro stesse notizie inventate. Lo scopo è sempre lo stesso: far perdere tempo a chi la disinformazione la constrasta concentrando l’attenzione su notizie create ad hoc.

Purtroppo mentre la stampa estera denuncia queste azioni da tempo – come anche noi di BUTAC – la stampa italiana ci va molto più leggera, e questo purtroppo contribuisce a sua volta all’alto tasso di disinformazione faziosa che circola nel nostro Paese.

redazione at butac punto it

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