L’oro del Burkina Faso e la propaganda
Informazioni che non tornano, omissioni, mancanza di verifiche in quella che sembrerebbe una semplice notizia di cronaca

C’è una notizia che è stata riportata in Italia da alcune testate, ad esempio così titolava il primo ottobre il Sole 24 Ore:
Il Burkina Faso si riprende l’oro: inaugurata la prima raffineria statale
Così L’Indipendente:
A noi avete segnalato il secondo articolo, chiedendoci se quanto raccontato fosse corretto. Ma i due articoli sono pressoché identici, e ho ritenuto sensato analizzarli insieme: pur partendo da una notizia confermata ritengo soffrano di una forma di disinformazione sottile, e per questo più difficile da notare. Che succeda in un pezzo de L’Indipendente non ci sorprende; che succeda sul Sole 24 Ore, un pochino di più.
La notizia
La parte della notizia assolutamente confermata è che il 28 settembre il Burkina Faso ha realmente inaugurato la sua prima raffineria d’oro: RAFFINOR-BF. Come qualcuno di voi sa io nella vita vera mi occupo di metalli preziosi, conosco un pochino la materia, e per questo la notizia mi ha incuriosito più del normale.
La raffineria esiste, è gestita dalla Société Nationale des Substances Précieuses (SONASP) ed è costata circa 11 miliardi di franchi CFA. Sulla carta promette 164 tonnellate all’anno di capacità nella prima fase operativa e 515 nella seconda, cento posti di lavoro diretti e cinquemila indiretti (APA News). Il Burkina Faso ha prodotto oltre 94 tonnellate d’oro nel 2025 (Agence Ecofin). Già qui vorrei ci fermassimo un secondo: se hanno prodotto 94 tonnellate nel 2025 è evidente che non potranno raffinarne 164 il primo anno e 515 il secondo, serve molto più oro perché la raffineria possa lavorare a pieno regime.
Sia nell’articolo de L’Indipendente che in quello del Sole vengono riportati dati che sembrano provenire dalle stesse fonti, dati che purtroppo non corrispondono appieno ai fatti. Guardando gli orari di pubblicazione sembra quasi che il Sole abbia copiato i numeri da L’Indipendente, ma mi pare impossibile che il primo quotidiano economico italiano abbia ripreso la cornice di un sito “militante” e l’abbia riportata senza controllarla.
La conformità agli standard internazionali
In tutti gli articoli si parla di purezza dell’oro al 99,99% sostenendo che questa sia “conforme allo standard internazionale Good Delivery“, ma sono due cose diverse e l’una non è conseguenza diretta dell’altra.
La purezza chimica è un fattore, ma non l’unico fattore per entrare nelle liste del Good Delivery standard e diventare così una raffineria accreditata da LBMA (London Bullion Market Association). Ad oggi, nella lista di quelle accreditate, il Burkina Faso non c’è. E probabilmente è presto per vedercelo arrivare (se mai succederà) visto che una delle condizioni è che l’oro venga spedito a Londra e custodito – nonché venduto – da un caveau londinese accreditato Good Delivery. Ma viste le alleanze del Burkina Faso con la Russia è possibile che non si fidino ad affidare una loro risorsa a un Paese estero con cui al momento ci sono rapporti non esattamente stretti. In pratica quell’oro, anche se sulla carta pare purissimo per i mercati, è ancora tutto da valutare.
Curioso che il Sole non sollevi la questione.
The Africa Report, testata fondata in Francia nel 2005 nata proprio per informare sul continente africano a livello politico, sociale ed economico guarda caso racconta la stessa notizia, ma lo fa con un occhio più critico, e titola proprio:
Burkina Faso opens 164-tonne gold refinery. Now it needs the gold
Che tradotto:
Il Burkina Faso ha aperto una raffineria da 164 tonnellate. Ora le serve l’oro
Senza oro di sua proprietà si deve mettere in concorrenza con progetti analoghi e già esistenti dei Paesi vicini: Guinea, Mali e Costa d’Avorio. Non raccontarlo è disinformazione per omissione.
E invece Sole, Indipendente e gli altri che hanno riportato la notizia l’hanno fatto con toni entusiastici, e pochissima analisi giornalistica pure dal punto di vista delle verifiche.
La nazionalizzazione delle miniere
Ad esempio negli articoli si parla di come nel 2025 lo Stato avrebbe nazionalizzato le due miniere d’oro e anche tre licenze esplorative, ma lo si fa con toni di questo genere:
Le prime due nazionalizzazioni di miniere d’oro sono avvenute nel 2025, insieme alla riassegnazione di tre licenze di esplorazione, precedentemente in mano a sussidiarie della compagnia britannica Endeavour Mining e della società Lilium.
Corretto, ma sarebbe giusto spiegare che non si è trattato di un acquisizione dalla Endeavour Mining, che già nel 2023 aveva ceduto le minire, per 300 milioni di dollari, a Lilium Mining. Lilium Mining è un azienda locale. Lo Stato ha nazionalizzato qualcosa che comunque era già locale, non l’ha strappata agli inglesi come invece sembrano voler intendere.
Il governo filo occidentale e il FMI
Il Sole 24 Ore parla del colpo di Stato del 30 settembre 2022 così:
Da allora diverse lotte intestine hanno insanguinato il Paese africano, fino a quando nel settembre 2022, un ultimo colpo di Stato guidato dal capitano Ibrahim Traoré, non ha rovesciato il precedente governo filoccidentale, sostituendolo con una giunta militare antimperialista e sovranista.
Ma il capitano Traoré non ha cacciato un governo civile, bensì un governo militare, e l’ha sostituito con un altro governo, sempre militare. Ma aspettate, leggete insieme a noi il prossimo passaggio:
Obiettivo di Traoré e del suo governo è sempre stato quello di affrancare il suo Paese e il suo popolo dal giogo delle logiche finanziarie e neocolonialiste che si fanno largo in Africa.
Pare di leggere Lotta Continua, e invece è sempre il Sole 24 Ore. Sia chiaro, non mettiamo in dubbio che Traoré abbia quello tra i suoi scopi, ma sarebbe comunque importante sottolineare come il Burkina Faso di Traoré abbia un programma di prestito del Fondo Monetario Internazionale, l’Extended Credit Facility, regolarmente in corso. Ed è una leggenda anche la narrazione di un Traoré che rifiuta i prestiti della Banca Mondiale, leggenda che è già stata smentita.
Concludendo
Che una testata come L’Indipendente pubblichi un articolo che consciamente o meno disinforma per omissioni è un conto, che lo stesso genere di contenuto appaia sotto il brand Il Sole 24 Ore, a nostro avviso, è grave.
Ma noi siamo solo un blog di fact-checking…
maicolengel at butac punto it
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Immagine di testa di Zlaťáky.cz su Unsplash