L’ospedale di Ichilov e il centro comando israeliano

maicolengel butac 16 Giu 2025
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Su La Stampa, raccontando degli attacchi su Israele in corso in queste ore, è apparsa quella che ci viene da definire disinformazione, e che probabilmente ha come fonte qualche velina di stampa inaffidabile.

Leggiamo da La Stampa:

Israele istituisce un centro di comando nei sotterranei dell’ospedale Ichilov di Tel Aviv.

Una misura conseguente alla distruzione dell’edificio del Ministero della Guerra, che non si trova più in una zona sicura dopo il lancio dei missili iraniani che hanno colpito la città israeliana. L’ospedale ha gallerie sotterranee che conducono a diversi appartamenti del quartiere ad uso militare.

Storicamente, l’ospedale Ichilov viene utilizzato come centro di comando in situazioni di emergenza grazie alle sue strutture sotterranee fortificate.

Peccato che si tratti appunto di disinformazione. L’ospedale Ichilov, infatti, ha davvero dei sotterranei d’emergenza, ma non servono come centro di comando al posto del Ministero della Guerra, bensì – come spiegato su testate internazionali:

In central Israel, Tel Aviv’s Ichilov Hospital cleared its Sami Ofer parking area to begin operating its underground emergency facility as part of a pre-established emergency plan.

O ancora:

Opened in 2014, the FUEH set a new international standard. Built on lessons from the Second Lebanon War, this facility can transform from a three-level, 1,500-vehicle underground parking lot into a 2,000-bed hospital within 72 hours.

Quindi non un centro di comando sotto un ospedale, ma una struttura d’emergenza che può arrivare a contenere oltre duemila pazienti. Sono cose diverse.

Detto ciò: il centro di comando principale di Israele in tempo di guerra non si trova all’ospedale Ichilov di Tel Aviv, bensì a Gerusalemme, nei sotterranei del quartier generale militare di Kirya, che è la sede del Ministero della Difesa e dello Stato Maggiore dell’IDF (l’esercito israeliano). E a Tel Aviv esiste effettivamente un’area militare importante chiamata HaKirya, dove si trovano strutture di comando e bunker, ma di nuovo: non coincidono con l’ospedale Ichilov.

La frase scelta dal giornalista (anonimo) de La Stampa che parla di “gallerie che conducono a diversi appartamenti ad uso militare” suona più come parte di una sceneggiatura di un film sulle spie e il Mossad che come cronaca di guerra.

Come ripetiamo da anni, quando si parla di conflitti in zone di guerra occorre farlo senza fidarsi delle veline giornalistiche e andando, se possibile, a verificare; oppure riportando sì le veline, ma spiegando anche che non è stato effettuata alcuna verifica sulla veridicità di quanto raccontato. In caso contrario, il rischio di pestare delle cacche è sempre molto alto.

Non possiamo aggiungere altro perché noi – come l’anonimo giornalista de La Stampa – sotto l’ospedale a verificare non ci siamo mai stati. Se non fosse che La Stampa ha rimosso l’articolo in questione, che però è ancora visionabile su MSN, perlomeno nella sua parte disinformativa. Come cerchiamo di spiegare da anni rimuovere contenuti è una pratica sbagliata: andrebbero lasciati all’indirizzo originale mettendo in evidenza aggiornamenti e smentite. Ma noi siamo solo blogger in pigiama, loro giornalisti blasonati.

maicolengel at butac punto it

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