Mi è stato segnalato un video pubblicato da PandoraTv sulla situazione siriana. Purtroppo chi dovrebbe leggere quanto segue non lo farà, ma poco importa, scrivo per me stesso, scrivo per amore della corretta informazione. Scrivo perché spero sempre che qualcuno si ponga qualche dubbio.

Il video:

 

Chi l’ha caricato ha scelto come titolo “La verità distorta”. E mai titolo poteva essere più azzeccato, solo che a distorcere la realtà è chi ha realizzato il video di Pandora. Totalmente in malafede.

Il bimbo in mezzo alle tombe

Secondo l’autore di Pandora l’immagine è un falso spacciato da giornali e tv come vero, il bimbo è un attore e loro di Pandora ci mostrano la verità. Peccato che quella foto sia famosa e che sia noto che fosse uno scatto in posa, mai diffuso parlando di Siria. Nel 2014 Giornalettismo spiegava:

Il ragazzino della foto, che in uno scatto successivo vediamo sorridente e apparentemente sereno, è il nipote di Abdel Aziz Al-Atibi, un fotografo che vive in Arabia Saudita e che ha scelto il bambino come protagonista di un progetto fotografico sul delicato tema della violenza domestica.

LA FOTO DIVENTA VIRALE, MA CON UN SIGNIFICATO DIVERSO –La foto, tolta dal suo contesto, ha cominciato a circolare sul web e il suo senso è stato completamente stravolto: Al-Atibi voleva rappresentare in modo quasi satirico come un figlio maltrattato possa sentirsi più vicino a un genitore scomparso che non a uno ancora in vita. Invece il ragazzino della foto è diventato un orfano della strage siriana. La foto, approdata su Reddit, ha ricevuto più di un milione di visualizzazioni soltanto nella notte tra giovedì e venerdì.

Che Pandora voglia dare a intendere ai propri lettori che quella foto sia stata spacciata dai giornali come proveniente dalla Siria e nessuno abbia cercato di fare chiarezza è squallido, e non poco, e dovrebbe mostrare chiaramente a chi segue quel canale quanto i suoi autori siano in malafede.

Il musulmano in fuga

La seconda foto risale al 2012, le agenzie che hanno pubblicato l’originale confermano che si tratti di un uomo che fugge dalle aree bombardate in Siria. Il problema è che la testata populista austriaca aveva scelto di fare un fotomontaggio per renderla più drammatica, senza spiegarlo ai propri lettori. Ma lo scatto originale è apparso su tantissime altre testate senza che nessuno sentisse il bisogno di photoshopparlo. Anche qui siamo di fronte a fatti noti dal 2012.

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Il bimbo impolverato

La famosa foto del bambino siriano completamente ricoperto dalla polvere. Pandora sostiene che tra la foto con il bimbo sporco e la foto con lo stesso ripulito sia passata mezz’ora. Ma ci vogliono cinque secondi per verificare le fonti dei due scatti. Tra il primo e il secondo passa un anno. Non è malafede questa? Che non ci sia nessuno che indaghi sulle ragioni di questa narrativa che vuole manipolare l’informazione sulla questione siriana a me lascia sconcertato. Direi sia palese che dietro canali come PandoraTv (e i blog che ne seguono la narrativa) ci siano interessi decisamente più importanti che il colpire qualche centinaio di complottari.

La Mannequin Challenge

E poi si passa alla Mannequin Challenge, sfruttato da Pandora per fare ulteriore disinformazione. Ne avevamo parlato nel 2017, attaccando la famosa SocialTv che riportava proprio quello stesso video, sbufalato da noi come anche dall’amico Puente. PandoraTv fa finta che gli articoli miei e di David non esistano. Sanno benissimo che il loro pubblico da noi non viene, specie perché loro per primi, se possono, denigrano. Ma i fatti erano molto chiari già due anni fa. Si trattava di uso manipolato di frammenti video per portare avanti narrative ad hoc.

La ragazza truccata

Per finire in bellezza ci viene mostrata la foto di una ragazza con una vistosa ferita sul volto, foto che nel nostro paese è circolata solo sui social network e sui blog che l’hanno sfruttata, come PandoraTv, per dare forza a una narrativa che vuole che i ribelli siriani siano impegnati a creare prove false del dramma che stanno vivendo. Nessun giornale serio l’ha sfruttata. Solo chi aveva necessità di materiale con cui convincere i propri follower di essere dalla parte del giusto. Peccato che la foto sia stata trattata sempre dall’amico David nel 2016. E che non avesse nulla a che vedere con la Siria.

Non comprendere che vi stanno prendendo per i fondelli è grave, vi distraggono sostenendo che il cattivo siano gli altri: Facebook, Cambridge Analytica, la stampa “di regime”. Ma chi veramente sta disinformando sono sempre i soliti. Soggetti che sono anni che lo fanno, e che riescono anche ad avere spazi e credibilità su alcuni media. Ma si tratta di impenitenti bufalari che campano sul giornalismo a tesi e sui complotti. Lo fanno da anni, e non smetteranno se qualcuno non comincerà seriamente a chiedere conto della loro malafede.

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Nel video oltre alle immagini compaiono anche schermate che vogliono allertare lo spettatore:

Facendogli credere di essere su unno dei pochi siti che diffonde la verità. Purtroppo non è così, siamo di fronte a un immane tentativo di delegittimazione dell’informazione. Denigrare gli altri per dare a intendere di essere l’unica vera voce sul tema. Ma in realtà sono proprio i diffusori di questo video i primi colpevoli della disinformazione su questioni delicate come la guerra in Siria.

Cui prodest? A chi giova tutto questo? Non sarebbe frorse il caso che il Ministero dell’Interno si occupasse della questione? Perché dietro a blog e siti come PandoraTv (e SocialTv, e altri) ci sono anche soggetti che ora sono culo e camicia col Parlamento italiano e da tempo lo sono con quello russo.

Che dite, ce la diamo un’occhiatina?

maicolengel at butac punto it

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