Pannolini per bimbo o per bimba?

maicolengel butac 18 Giu 2015
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Stanno circolando due petizioni che riguardano la pubblicità della Huggies, quella che dice:

“Lei penserà a farsi bella, lui a fare goal. Lei cercherà tenerezza, lui avventure. Lei si farà correre dietro, lui invece ti cercherà. Così piccoli e già così diversi”

E che identifica due pannolini differenti per bimbi e bimbe. Parto col dire che ho un maschietto e una femminuccia in età da pannolino ma non ho provato i suddetti, sulla carta sembrano un’idea intelligente (lo dico da papà), ma mia moglie mi fa notare come vengano presentati come grandiosa novità, quando la Pampers ne aveva fatti di molto simili differenziati per sesso ma ne ha smesso la vendita (e credo la produzione) qualche anno fa.

 
E difatti su un sito della Pampers in Nuova Zelanda alla domanda:

Q: Do you make nappies especially for girls or boys?

Viene risposto:

A: We’ve made it easy! Now all Pampers™ versions can be worn by boys or girls. The improvements in nappy technology allow for similar absorbent protection for either boys or girls.

Ma torniamo alle nostre petizioni, la prima a venirmi segnalata è questa:

Destinatario: ISTITUTO AUTODISCIPLINA PUBBLICITARIA

Vi chiedo di revocare l’ingiunzione contro lo spot della Huggies sui pannolini Bimba/Bimbo, poiché fondata su polemiche ideologiche che non tengono in conto l’evidenza scientifica sulle differenti, tendenziali attitudini comportamentali che caratterizzano bambini e bambine.
Cordialmente
Cercando il comunicato dello IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) trovo la seconda petizione:
Noi non riteniamo che la Vostra sia un’azienda da condannare.
Noi non riteniamo che il Vostro non sia un prodotto valido.
Noi non riteniamo che sia ingiusta l’idea di proporre un pannolino diverso per bambini e bambine.
Noi riteniamo che sia errato proporre questo concetto cavalcando stereotipi di genere.
Chiediamo quindi il ritiro della campagna pubblicitaria Huggies Bimbo Bimba.
Non siamo indignati soltanto dal sessismo, ma dalle aspettative che vengono inculcate a bimb* di tenera età: le bambine “devono” essere belle e passive, i bambini “devono” essere avventurosi e attivi. Ciò è fuorviante per tutti. Non è così che le giovani generazioni devono imparare a rispettarsi reciprocamente.
Partendo dal presupposto che le petizioni online sono solo un sistema per fare sensibilizzazione, e non un vero strumento d’azione. Le firme per avere validità legale e portare a qualche tipo di risultato (disegno di legge, referendum) devono essere validate dalla Corte di Cassazione. Quindi si tratta in entrambi i casi di sistemi non verificabili, senza alcun valore, io potrei usare 100 account differenti e firmare 100 volte e nessuno se ne accorgerebbe. Esistono servizi di posta elettronica fatti ad hoc per casi come questi, gratuiti che forniscono indirizzi email a tempo (nel caso servano codici di autenticazione) insomma, falsificare una raccolta firme del genere è di una facilità estrema.L’Istituto di autodisciplina pubblicitaria qualche giorno fa ha inviato questa risposta ai tanti che segnalavano a loro lo spot:
Segnalazione telecomunicato “Huggies bimba e Huggies Bimbo. Per un asciutto su misura”, trasmesso sulle reti RAI e Mediaset nel mese di giugno 2015
La ringraziamo per la segnalazione. Desideriamo informarla che il Comitato di Controllo ha emesso nei confronti del messaggio pubblicitario in oggetto ingiunzione di desistenza per la violazione degli art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona – e 11 – Bambini e adolescenti – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
Il provvedimento ingiuntivo acquisterà efficacia di decisione allo scadere del termine previsto dall’art. 39 del Codice, qualora la parte non proporrà motivata opposizione.
Il comunicato dello IAP sul sito dello stesso Istituto non compare, e sene fa menzione solo nelle pagine delle petizioni e in blog che ne parlano (per l’una o l’altra fazione). Lo spot non è stato ritirato, Huggies può lasciarlo girare, ed ha tempo 30 giorni dalla richiesta (se effettivamente la richiesta c’è stata) di desistenza per portare motivata opposizione.
Quindi? Per ora, nulla è deciso, ma la petizione su Change e quella su Citizen non hanno avuto quasi alcun ruolo, mentre hanno funzionato, apparentemente, le segnalazioni dirette allo IAP. Cosa succederà? È tutto da vedere, ma io continuo ad avere il dubbio che possa essere stata un’astuta manovra di marketing. Se ci fate caso la pubblicità negativa avuta è solo per il messaggio, anche nella petizione che chiede la rimozione dello spot si difende la bontà del prodotto. E nessuna marca di pannolini poteva sperare in una copertura sulle prime pagine dei giornali così ampia. In un paese cattolico e tradizionalista come il nostro è facile che questa eco non faccia altro che bene alle vendite. Ma sto probabilmente diventando troppo malizioso.
maicolengel at butac.it

 

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