Pedofilia autorizzata in Germania?

maicolengel butac 7 Nov 2016
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VoxNews è uno di quei siti gestiti benissimo, sanno perfettamente cosa dare in pasto ai propri lettori per poter fomentare di volta in volta le reazioni che vogliono. Amano farlo e in questo mettono tanta passione. Peccato che la stessa passione non la mettano nell’essere obbiettivi.

GERMANIA, TRIBUNALE LEGALIZZA INCESTO E PEDOFILIA: “BAMBINI HANNO DIRITTO ALL’AMORE”

Questo il titolo con cui volevano indignarci qualche giorno fa. I fatti che ci riportano sono i seguenti:

Si sapeva. Era ovvio. Quando l’unica discrimine è la ‘consensualità’, poi non puoi fermarti a due maschioni e due donne. La platea si allarga. E dopo la poligamia, arriva l’incesto. Magari condito da un pizzico di pedofilia.In Germania, un tribunale del Brandeburgo ha oggi, di fatto, in un colpo solo, legalizzato entrambe le pratiche. Creando un pericoloso precedente. Una ragazzina di 14 anni è fuggita da casa con lo zio cinquantenne. Quando è tornata, dopo 2 anni, ha subito precisato che non voleva lasciare lo zio: i genitori l’hanno portata in una clinica psichiatrica, tenendola lì per diverse settimane nel tentativo di convincerla a cambiare idea, ma lei ha chiamato il suo avvocato per presentare una denuncia, contro i genitori.

La fonte ce la linkano a fondo articolo, è il Daily Mail. E questo dovrebbe dircela lunga sull’onestà intellettuale di VoxNews. L’articolo del Mail ci narra una storia che parte da lontano. Una storia che non si capisce perché viene ridotta a poche righe sia dal Mail che da VoxNews.

Peccato per loro che invece esista tutta la storia riassunta nella lunga sentenza emessa dalla corte tedesca. Qui potete trovarla in toto, io qui sotto cerco di riassumere i fatti salienti.

Protagonisti della vicenda Josephine e Gerrit, lo zio acquisito.

La storia appare sui giornali una prima volta a marzo 2015 (anche se la relazione tra i due è probabilmente del 2014), Gerrit è scappato in Francia portandosi dietro la nipote quattordicenne. Una certa stampa sostiene che il padre di Josephine si pronunci così:

Wir sind froh, dass sie nicht mit einem Fremden unterwegs ist. Wir wissen, Gerrit war noch nie gewalttätig. Wir wollen ihn und Josi nicht unter Druck setzen. Wir möchten nur, dass unser Kind heil nach Hause kommt.“

“Siamo contenti che lei non sia in viaggio con uno sconosciuto. Sappiamo che Gerrit non è mai stato violento. Non vogliamo mettere pressione su di lui e Josi. Vogliamo solo che la nostra bambina torni a casa in sicurezza.”

Ma basta mettersi a leggere la sentenza per accorgersi che le cose erano tutt’altro che rosee. Josephine è sempre stata una ragazza senza problemi di sorta, molto matura, nessuna disavventura con droghe o alcol, ottimi voti a scuola. I problemi sono cominciati quando la stessa ha raccontato ai genitori di vedersi con un uomo più grande di lei. Loro, per proteggerla, hanno iniziato a renderle la vita difficile: ricoveri in clinica, trattamenti medici, allontanamento dalla scuola. Tutto volto a farle ammettere chi fosse l’uomo che frequentava e a farle chiudere la relazione. Josephine non ha accettato nulla di tutto questo e alla fine è scappata con lo zio. Al suo ritorno sono scattate denunce e controlli, e la sentenza emessa è stata decisamente chiara in merito.

Die Beziehung zu dem Beteiligten zu 3. mag unerwünscht und sozial geächtet sein; sie ist aber grundsätzlich nicht (straf-)rechtlich sanktioniert, also nicht schlechthin „verboten“.

Il rapporto con le parti  può essere messo al bando come socialmente indesiderabile; ma non è in linea di principio (penale) da sanzione legale, cioè non semplicemente “proibito”.

I medici che hanno valutato la ragazza non hanno trovato traccia di abusi da parte dello zio acquisito, e anzi hanno visto una ragazza ben conscia di quanto stesse facendo e determinata nel proseguire la relazione, e alla luce di questo, e dopo attente valutazioni, la corte ha ritenuto che non ci fossero appigli legali per poter emettere sentenza sfavorevole nei confronti della relazione.

La definizione di pedofilia

Una cosa che ritengo sia sempre importante da chiarire, per la legge (e per i medici) si parla di pedofilia in ambito psichiatrico in questi termini:

la pedofilia è catalogata nel gruppo delle parafilie, ovvero tra i disturbi del desiderio sessuale, e consiste nella preferenza erotica da parte di un soggetto giunto alla maturità genitale per soggetti che invece non lo sono ancora, cioè in età pre-puberale. Il limite di riferimento di età varia da persona a persona (poiché ogni individuo raggiunge la maturità sessuale in tempi diversi), ma oscilla generalmente tra gli 11 e 13 anni.

Quindi, anche secondo la legge italiana a 14 anni il termine pedofilia non è più corretto. Come ci spiega Wikipedia, nel nostro paese ci si regola così:

In Italia l’età del consenso è fissata di norma a 14 anni, ma la determinazione dell’età minima per disporre validamente della propria libertà sessuale richiede particolare attenzione, dato che si rende necessario valutare se il soggetto è:

  • minore di 13 anni: il consenso non viene considerato valido, indipendentemente dalla controparte nel rapporto sessuale. Se il minore ha meno di 10 anni, si applica la circostanza aggravante di cui all’articolo 609-ter, secondo comma del codice penale italiano;

  • 13 anni: il consenso non è ancora considerato valido ma esiste una causa di non punibilità nel caso in cui gli atti sessuali vengano compiuti consenzientemente con un minore di 18 anni, purché la differenza di età tra i due soggetti non sia superiore a tre anni;

  • dai 14 ai 15 anni: viene considerato validamente espresso il consenso, salvo che l’autore dei fatti sia l’ascendente, il genitore, anche adottivo, o il di lui convivente, il tutore, ovvero conviva con il minore, o che il minore gli sia stato affidato per ragioni di cura, educazione, istruzione, vigilanza o custodia;

  • dai 16 ai 17 anni: viene considerato validamente espresso il consenso, salvo che il fatto venga compiuto con abuso di potere relativo alla propria posizione da una delle figure citate nel punto precedente.

Quindi i fatti, anche fossero avvenuti in Italia, non vedrebbero una condanna automatica per lo zio, che non è genitore adottivo e neppure tutore della ragazzina. Se chi visita la ragazza le ritiene capace d’intendere e di volere e non succube della personalità dell’uomo, anche da noi, non si configurerebbe alcun reato. Sostenere che la Germania abbia legalizzato incesto e pedofilia sulla base di questi fatti è scorretto. Come scorretti sono i “cari ragazzi” di VoxNews, che da sempre pur di indignare il loro pubblico disinformano a destra e a manca, utilizzando i toni che potete vedere sopra e che sono ben lontani da uno stile giornalistico serio, volto a informare correttamente.

Sia chiaro, io posso anche concordare che una storia d’amore tra un uomo di 47 anni e una ragazzina di 14 sia qualcosa che moralmente non mi piace. Ma un conto è la mia personale morale, un conto è la legge. Se la legge, non nuova oltretutto e non solo tedesca, prevede che dopo i 14 anni un ragazzo (o una ragazza) possano avere la maturità sufficiente per una relazione anche con un adulto, è sciocco prendersela con la singola sentenza, bisognerebbe prendersela con la normativa in sé, magari evitando di attaccare la Germania visto che in Italia la norma è identica (e nessuno dei partiti politici al potere negli ultimi 25 anni ha fatto nulla per cambiarla, inclusi gli amichetti dei gestori di Vox).

Credo non sia necessario aggiungere altro.

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