No, Pineschi non era un mercenario!

Facciamo chiarezza su un termine molto utilizzato dalle testate italiane quando si parla di soldati che combattono all'estero...

maicolengel butac 1 Giu 2026
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Nei giorni scorsi è morto un italiano che combatteva in Ucraina, Alex Pineschi, ex alpino di 42 anni che aveva il desiderio di sentirsi utile a una causa. E l’ultima causa a cui è stato utile è quella del difendere l’Ucraina dall’invasione russa.

Peccato che tante, troppe testate, nel parlare di lui abbiano scelto di usare un termine sbagliato, contractor, tradotto in italiano come mercenario. Riporto da ANSA, che l’ha correttamente chiamato volontario:

“Se a oggi una persona mi chiedesse perché hai deciso di combattere, io risponderei: perché ho visto una causa per la quale valesse la pena rischiare”, aveva spiegato una volta riferendosi a quel periodo, durato in complesso circa un lustro, dal 2014 al 2019. Al suo rientro in Italia, la sua vicenda era anche stata oggetto di approfondimenti da parte della procura, per il sospetto che fosse un mercenario. Ma il procedimento si era concluso con l’archiviazione (tra l’altro richiesta dallo stesso pm) perché il suo ruolo era invece stato inquadrato come “volontario”.

Alex non era un mercenario: aveva chiesto di essere inquadrato nell’esercito ucraino, e prendeva uno stipendio, come gli altri soldati che combattono al fronte. Avrebbe probabilmente guadagnato di più a restare in Italia a fare qualsiasi altro lavoro. O magari avrebbe potuto andare nei Paesi arabi che ingaggiano realmente mercenari per difendere i loro investimenti nel turismo dai possibili attacchi terroristici. Scegliere di andare al fronte, in guerra – guerra vera – per uno stipendio striminzito, non è fare il mercenario, ma scegliere di lottare per una causa. Sia chiaro, il termine contractor ha svariate accezioni, ma usarlo in Italia, senza specificare il ruolo di Pineschi in Ucraina, rischia di generare (o forse le genera volutamente) ombre sulla sua scelta di combattere al fianco dei soldati ucraini.

Vi lascio le parole di Vladislav Maistrouk sul tema:

Il sito ufficiale della Legione Internazionale, ospitato sul dominio mil.gov.ua del Ministero della Difesa ucraino specifica esplicitamente che i volontari stranieri sono “full-fledged servicemembers of the Ukrainian Armed Forces”, svolgono gli stessi compiti e godono degli stessi diritti degli altri militari ucraini, incluse garanzie legali, retribuzione e benefici sociali. Dalla firma del contratto, il legionario percepisce lo stipendio standard delle Forze armate ucraine: non una compensazione privata negoziata, ma la paga militare regolare. Pineschi era membro delle forze armate ucraine, con contratto controfirmato dal Ministero della Difesa, e percepiva la paga standard di un soldato ucraino.

In chiusura vi aggiungiamo un appello che stiamo facendo girare con alcuni amici:

Contro le testate che hanno titolato “contractor” in riferimento ad Alex Pineschi, possono intraprendere un’azione legale soltanto coloro che ne fanno le veci. Noi invece possiamo fare pressione chiedendo alle testate di rettificare in via cordiale. Se volete contribuire anche voi, potete inviare una richiesta così formulata:

“In relazione all’articolo XXXXYYYYY, definire Alex Pineschi un ‘contractor’ è un’affermazione fattuale precisa, che rischia di generare nel pubblico un’opinione secondo cui egli fosse un mercenario (figura privata e illegale per l’ordinamento italiano) anziché un militare regolare inquadrato nelle forze armate ucraine. Vi invito pertanto a documentare tale assunto, ricordando l’obbligo inderogabile di verifica delle fonti sancito dall’Art. 2 della Legge 69/1963 e dall’Art. 9 del Testo Unico dei Doveri del Giornalista . In assenza di prove oggettive e contratti visionati da questa redazione, la scelta di questo termine viola il dovere di accuratezza e il rispetto della verità sostanziale dei fatti verso i lettori . In tal caso, vi prego cortesemente di revisionare l’articolo”

Come Oggetto potete mettere “verifica articolo Alex Pineschi”.
Corredando con uno screenshot dell’articolo incrementereste l’efficienza del messaggio.
Vi invio una lista di email trovate sul web dei giornali che hanno usato il termine “contractor”.

Il Messaggero redazioneweb@ilmessaggero.it
Il Fatto Quotidiano redazioneweb@ilfattoquotidiano.it
La Repubblica larepubblica@repubblica.it
Rai News webnews24@rai.it
Sky News skytg24.redazione@skytv.it

Riposa in pace Alex.

redazione at butac punto it

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