Plin plin… Uliveto ti fa fare tanta p…olemica

maicolengel butac 22 Ott 2018
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Arrivo tardi, perché la polemica pare essersi placata, ma durante il weekend sui social network era scoppiato l’affaire Uliveto…

Partiamo dall’inizio.

Su Facebook (e altri social) viene fatta circolare questa foto:

Che mostra la nazionale di pallavolo e la bottiglia dello sponsor Uliveto. La bottiglia nello scatto copre due ragazze della squadra. Gli utenti social (come sempre molto lesti nel rilanciare le polemiche, a volte anche senza prima fermarsi a pensare un secondo) accusano Uliveto di razzismo: nella foto non si vede la bravissima Paola Egonu di origini nigeriane ma nata a Padova (che ho apprezzato anche per la sua costante capacità di sorridere, trasmette una gioia e un’allegria entusiasmanti) e nemmeno Miriam Sylla, schiacciatrice, di origini ivoriane.

Tanti si sono indignati, tanti hanno condiviso post ironici o arrabbiati, tutti sicuri che si trattasse di razzismo. Nella foto però manca anche, sempre coperta dalla bottiglia, Serena Ortolani, schiacciatrice, bianca (mamma mia che brutto dover scrivere così).

Cercando la foto però salta fuori che si tratta di un immagine che risale ad altri campionati, Sylla non era presente, dalla foto quindi mancano una ragazza di colore e una bianca. Nessun razzismo. Solo una scelta di posizionamento della bottiglia decisamente infelice. Probabilmente dettata dalla necessità di far vedere il tricolore e quindi sfruttare l’angolo sinistro invece che quello destro. Magari sarebbe stato intelligente chiedere uno scatto differente da usare. Ma fosse stato razzismo sarebbe stato fatto anche nelle foto dei giorni precedenti.

Mentre invece basta cercarle accorgersi che le giocatrici di colore della nostra nazionale sono di solito presenti. La stessa Uliveto è stata costretta ad esprimersi sulla questione il 21 ottobre, su Facebook:

Uliveto ha seguito con entusiasmo l’avventura di tutte le nostre atlete pallavoliste, TUTTE senza alcuna distinzione. Nessuna forma di discriminazione ci appartiene e la vicinanza alla squadra ed alle sue componenti è dimostrata dalle tante foto pubblicate sui social. Contrastiamo pertanto fermamente qualsiasi insinuazione circa un atteggiamento diverso nei confronti di giocatrici che per noi hanno tutte lo stesso grande merito: quello di aver composto una fantastica squadra!

Vedete, io sono dell’opinione che in Italia stia venendo fuori del razzismo, che sia fomentato da determinati gruppi, e che vi siano gruppi politici a cui fa gioco che sia così. Ma non è attaccando Uliveto che risolviamo la situazione, non è con polemiche inutili su una singola immagine di una campagna pubblicitaria che ha comunque supportato una nazionale classificatasi seconda squadra più forte del mondo. Polemizzare invece che festeggiare è sciocco. La storiella del bambino che gridava al lupo al lupo dovrebbe servirci sempre da monito. Indignarsi di fronte a veri casi di razzismo, e lasciare stare tutti i casi in cui la facile indignazione può solo far danni sarebbe un comportamento da persone razionali.

Concludo riportando un post di una giornalista che stimo molto, Charlotte Matteini:

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