Trump, la Groenlandia e il “nuovo accordo”
Davvero quello firmato con la Danimarca è un nuovo accordo, che la dà vinta a Donald Trump?

Quanti dei media che seguite hanno spiegato fatti, invece che usare titoloni che sembrano dare ragione a Donald Trump? ANSA il 18 settembre titolava:
Trump pianta la bandiera sulla Groenlandia, tra terre rare e rotte artiche
‘Subito militari, nessun avversario potrà mettere basi’. La firma a New York la prossima settimana
Un titolo che lasciava supporre che Trump l’abbia avuta vinta su quei famosi territori che da tempo sosteneva di voler in qualche modo acquisire. Ma in realtà le cose non sono proprio come titolato da ANSA, e difatti qualche testata l’ha sottolineato, ad esempio Maurizio Carta su Il Domani il 27 settembre:
La disfida sulla Groenlandia, il patto di Trump è un’illusione
Perché per l’appunto tra USA e Danimarca esisteva già dal 1951 un accordo, e l’unica differenza rilevante rispetto a quella versione è che ora anche la Groenlandia ha diritto di firma (e quindi di veto) nelle decisioni che vengono prese grazie a tale accordo. Ma appunto il trattato del 1951 dava agli USA il diritto di costruire e gestire basi in tutta la Groenlandia. E difatti FocusAmerica si è occupata del trattato, dopo che il testo completo è stato pubblicato, facendo un’analisi punto per punto di quanto deciso. L’analisi spiega che il testo modifica il trattato del 1951 ma che ne resta la base giuridica; l’accordo lega le basi alla difesa del continente americano, limita gli investimenti esteri e vincola una futura Groenlandia indipendente alla NATO. Per quanto riguarda il diritto di sorvolo e atterraggio ovunque sull’isola, tale diritto era già nella versione del 1951 quasi con le stesse parole. C’è un dettaglio che FocusAmerica ha evidenziato e che pochi altri hanno rilevato: se le parti non si accordano su una nuova base, la trattativa passa dal Permanent Committee (90 giorni), poi ai viceministri, poi ai ministri. Il testo non prevede alcun meccanismo per superare il disaccordo, quindi la Danimarca mantiene di fatto un veto.
Quindi, perché sia chiaro a tutti, Trump con annunci come questo:
…sta facendo lo stesso che fa il nostro governo quando ci racconta delle nuove regole su numero di stranieri e burqa a scuola: populismo da campagna elettorale.
Il nuovo trattato ha pochissime differenze col precedente e, volendo essere pignoli, è più favorevole a Groenlandia e Danimarca di quanto non fosse in precedenza. Per essere ancora più pignoli vorrei mostrarvi come ad esempio ha titolato il New York Times sulla materia il 22 settembre:
Trump Once Vowed to ‘Own’ Greenland. He Settled for Something Much Less.
Che tradotto:
Trump una volta ha sostenuto di “possedere” la Groenlandia. Si è accontentato di molto meno.
Per questo troviamo particolarmente azzeccata la scelta musicale mentre gli ospiti della firma del trattato entravano in sala:
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Non credo sia necessario aggiungere altro.
maicolengel at butac punto it
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