Il reintegro dei medici radiati durante la pandemia
Facciamo chiarezza sull'emendamento proposto da Fratelli d'Italia qualche giorno fa

A metà luglio Fratelli d’Italia aveva presentato un emendamento per consentire ai medici cancellati dall’Albo per fatti non dolosi connessi alla pandemia di fare richiesta di reintegro nella professione medica.
Non si trattava di un reintegro automatico, ma di un emendamento che apriva una finestra di sessanta giorni (dal momento in cui l’emendamento fosse stato approvato) entro i quali i sanitari avrebbero potuto presentare istanza di reiscrizione all’Ordine. L’emendamento valeva soltanto nei casi in cui il ricorso risultasse ancora pendente davanti alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (CCEPS). Se la radiazione era invece scaturita da una condanna penale, la domanda avrebbe potuto essere presentata solo dopo l’avvenuta riabilitazione.
Perché uso il condizionale?
Perché il 21 luglio 2026 le cose sono un po’ cambiate. L’emendamento al DDL sulle professioni sanitarie è in una fase di stallo, secondo quanto riporta SkyTg24:
A quanto emerge da fonti parlamentari, sulla questione, nella maggioranza ci sarebbero delle crepe. E pesa anche l’attenzione del Quirinale che, secondo quanto emerso nelle scorse settimane in ambienti parlamentari, vorrebbe capire se la norma sia il frutto di un’iniziativa parlamentare o di una scelta condivisa dal governo.
Una cosa da chiarire
In molti però non hanno chiaro che l’emendamento riguardava unicamente i professionisti radiati per fatti collegati alla pandemia, non i sanitari semplicemente sospesi perché non vaccinati. La sospensione per mancata vaccinazione era una misura diversa ed è cessata nel 2022. Quindi, perché sia chiaro a tutti, i medici che si sono rifiutati di vaccinarsi non sono più sospesi, ma da tempo sono tornati alle loro normali mansioni pre-pandemia; l’emendamento riguarda appunto solo quelli che erano stati radiati. Un numero decisamente inferiore a quello dei sospesi che, secondo FNOMCeO, a gennaio 2022 erano 1972. Pochi sul totale dei medici italiani, ma sempre troppi, a nostro avviso.
Da quanto riporta Repubblica, durante la pandemia sono stati radiati, in via definitiva, venti professionisti sanitari, e fra questi soltanto cinque erano medici. Ci sarebbero altri trenta medici che risultavano radiati in primo grado dagli Ordini territoriali, ma con ricorsi ancora pendenti davanti alla CCEPS.
Perché ne parliamo su BUTAC?
Perché durante la pandemia siamo stati per mesi a cercare di chiarire quanto le vaccinazioni fossero importanti, riportando in più modi le stesse informazioni, sperando che la gente capisse la gravità del momento e l’importanza della scienza nel contrastare chi porta avanti teorie non basate sulle evidenze, magari già smentite da anni. Si diceva che ne saremmo usciti migliori, e invece la pandemia ha portato a galla il peggio della nostra società, evidenziando come il problema della functional illiteracy nel nostro Paese sia tanto grave, al punto che ancora oggi vediamo ripetere a pappagallo disinformazione smentita ormai anche dagli stessi che la spacciavano in origine.
redazione at butac punto it
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Immagine di testa di National Cancer Institute su Unsplash