Riace, Lucano e la narrazione di Panorama

maicolengel butac 29 Mag 2019
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La manipolazione dei fatti passa anche per come certe storie vengono raccontate ai propri lettori. Oggi parliamo di un articolo apparso su Panorama online, articolo che per come è raccontato ho trovato eticamente scorretto.

Grazie a Elisa che me l’ha segnalato.
Ve ne riporto la parte più significativa:

… immaginiamo faccia male al povero Mimmo è leggere quanti suoi concittadini hanno votato per il suo partito, La Sinistra. Queste le cifre:

Riace: Elettori – 1808. Votanti: 1107. Voti per La Sinistra: 21.

…ripetiamo in lettere (forse dà meglio l’idea): VENTUNO.

Non conosciamo la località e nemmeno la famiglia dell’ex primo cittadino ma viene facile credere che non sia stato votato nemmeno da tutti i parenti, dagli amici, ex fidanzate, compagni di scuola. Tradito pure tra le mura domestiche quindi, tra le pareti del suo ufficio. Tradito da chi lo ha osannato, da persone a cui avrà offerto una pizza, riso e cantato. Tradito e solo.

In realtà forse Domenico Lucano dovrebbe capire che nessuno lo ha tradito. Ma che la città gli ha solo mandato un messaggio:

“Caro Mimmo, il tuo paradiso dell’accoglienza non ci piace più”.

Siamo di fronte a un caso da manuale di manipolazione dei fatti per mezzo di omissione. Vedete, chiunque legga quanto riportato qui sopra si convince che Mimmo Lucano fosse in qualche modo candidato con La Sinistra che ha preso 21 voti, ma le cose non stanno così. Il giornalista di Panorama che si nasconde dietro il marchio “la redazione” ha omesso completamente una parte del suo racconto. Vediamo di riportare tutti i numeri nella maniera corretta.

1107 votanti, 28 schede nulle, 113 schede bianche, 297 voti per Lega Salvini Premier, 265 per il Movimento 5 Stelle, 168 voti per il PD, 87 Forza Italia, 62 Fratelli d’Italia, 21 La Sinistra. Ma Mimmo Lucano non era tra i candidati per le europee, ha solo detto che per quelle elezioni sosteneva la Sinistra. I voti non erano dunque per lui come titola Panorama, ma per la lista che aveva dichiarato di appoggiare. Contando probabilmente sulla confusione data dal fatto che Lucano fosse effettivamente candidato, sì, ma non con quella lista.

Infatti lui, l’ex sindaco di Riace, era in lista per le amministrative, come consigliere comunale con Il Cielo sopra Riace. Ha comunque perso, ma i numeri sono un filo diversi dalle percentuali delle europee. Alle amministrative comunali la lista vincitrice di centrodestra ha preso 462 voti, quell’altra (sempre di centrodestra) 321, quella con Lucano candidato 320. Che sono insufficienti per dare una poltrona in consiglio a Lucano ma decisamente di più dei 21 per cui Panorama lo prendeva in giro. La lista che ha vinto vede come vincitore delle preferenze Franco Salerno, ex segretario del PD locale che ha deciso di passare di squadra, portando così sulla poltrona di sindaco Antonio Trifoli. La lista dell’ex sindaco Lucano regala solo un seggio in consiglio comunale che va comunque alla capolista, Maria Spanò.

Da RaiNews:

La lista in cui si era candidato Lucano – che ha ricevuto 140 preferenze personali – ha ottenuto un buon risultato nel paese, posto all’interno, ma ha avuto molti meno consensi nel quartiere marinaro posto a 7 chilometri di distanza e “lontano” dalle politiche di integrazione portate avanti da Lucano nel borgo antico. – See more at:

Ancor più interessante è vedere quest’immagine, dove invece dei 140 detti da mamma Rai si parla di 130 voti per Lucano, ma è curioso guardare il resto:

Secondo questo ritaglio di giornale (grazie a Diego che l’ha trovato) Lucano è in assoluto secondo come preferenze a Riace, dietro a Salerno, ex segretario del PD locale. Tutti gli altri candidati non hanno superato le 100 preferenze.

Quando il giornalismo si riduce a mero tifo politico significa purtroppo che si è persa di vista quella che sarebbe la missione della professione: informare i lettori. Sia chiaro, è normale che ogni testata rappresenti la propria linea editoriale, ma questo modo di fare omettendo dati importanti per comprendere appieno i fatti è, a mio avviso, eticamente scorretto.

Non ho altro da aggiungere.
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