Stamattina parliamo di una notizia che viene a seguito delle proteste a Roma a seguito dell’assegnazione di una casa a una famiglia Rom.

Dalla fine della settimana scorsa mi avete segnalato questa fotografia:

In poche ore è diventata virale ed è riportata anche su alcune testate nazionali.

Casal Bruciato, rimossa l’auto dei rom: targa falsa ​e senza assicurazione

Così ad esempio titola Il Giornale, riprendendo un post del portavoce del Coordinamento d’azione IV Municipio, Fabrizio Montanini. Vi avverto, non ho una conclusione per quanto vi riporto, ma colgo l’occasione per darvi qualche suggerimento su come analizzare una notizia come questa. La foto è la stessa ovunque, quindi parto da quella, visto che tutti gli articoli che circolano hanno una sola fonte che, per quel che ho visto, non è sufficientemente imparziale per risultare attendibile.

Nei post che mi erano stati segnalati per primi su Facebook l’unica cosa che si leggeva bene era l’insegna dietro al camion, non la scritta sullo stesso. Quella scritta TAXI e quel cartello posto sotto Onoranze Funebri e un numero di telefono ben chiaro: 800.59.24.24. Apro il mio motore di ricerca, cerco onoranze funebri e il numero di telefono e il primo risultato mi rimanda alle Onoranze Funebri San Pietro, in piazza Balsamo Crivelli 1 – 00159 Roma.

Siamo a poca distanza dagli scontri dell’altro giorno. Sempre nella zona di Casal Bruciato. Quindi la fotografia ha superato il primo livello di controllo. Non appare precedentemente sul web ed è stata scattata in una zona compatibile col racconto.

Ma i fatti sono quelli raccontati? Se quella è davvero l’auto della famiglia a cui è stata assegnata l’abitazione non lo possiamo sapere, perché nessuna delle testate che riporta la notizia fornisce una fonte verificabile. I primi a riprendere la foto sono quelli di Primato Nazionale, che raccontano così i fatti l’8 maggio:

Questa mattina i militanti di CasaPound presenti in loco insieme ai cittadini che non hanno ancora rinunciato a protestare, hanno effettuato un controllo sulla targa dell’auto, tramite una semplice applicazione che permette di verificare se un’automobile sia assicurata o meno. Ebbene, sorprendentemente (termine usato non senza un velo d’ironia) la targa è risultata essere dismessa dal 2004. Non solo: dai medesimi controlli si evince come tale targa, ad ogni modo, non fosse affatto corrispondente ad una Lancia Station Wagon, bensì ad una Mazda – che nessuno, però, ha mai visto transitare per Casal Bruciato.

Nelle foto non si vede targa. Non ci viene raccontato nulla, se non che qualcuno ha mandato una foto alla redazione con quel racconto un filo lacunoso. Come possiamo fidarci sulla parola che quella sia l’auto della famiglia Rom in questione? Una storia non basta che sia plausibile, se finisce sui media nazionali deve (dovrebbe) essere anche verificabile.

Sia chiaro, è normale che non possano diffondere la targa. Quello che difatti per me è errato, non potendomi pronunciare sulla foto, è che l’articolo di Primato Nazionale sia stato ripreso acriticamente e con le stesse lacune anche da testate decisamente più diffuse, meno “schierate”. Che Primato Nazionale sia testata di parte, schierata apertamente è un dato di fatto. Ma gli altri avrebbero dovuto chiedere ulteriori informazioni e spiegare al lettore di avere fatto le dovute verifiche. Non limitarsi a riprendere la storia perché colpisce alla pancia i propri lettori.

In attesa di eventuali aggiornamenti non posso aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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