rucola

AGGIORNAMENTO ORE 13.30

Mi hanno fatto notare un errore di traduzione. Chiedo scusa. Troverete la parte errata sbarrata. (Il mio consiglio, dopo anni di analisi microbiologiche su alimenti, tra cui insalate “ready-to-eat”: in casi come questo un’ulteriore risciacquata non guasta mai. )


Che mania quella della rucola! Ormai viene messa ovunque, nemmeno fosse prezzemolo: insalata, pizza, contorno di meravigliose tagliate, carpaccio e c’è persino chi ci fa una salsa e osa chiamarla pesto! (Si capisce che odio la rucola? quella piantina verde puzzolente… bleah!)
Rucola protagonista in questi giorni di un episodio decisamente non piacevole:

INSALATA KILLER, SOTTO ACCUSA LA RUCOLA IN BUSTA: DUE MORTI E CENTINAIA DI MALATI DA E-COLI

Sabato 16 Luglio 2016, 16:52

LONDRA – Due persone sono morti, decine ricoverate e centinaia colpite dall’epidemia di infezioni provocate dal batterio E.coli che si è diffusa nel Regno Unito. La colpa sembra essere di un’insalata rucola in busta, che si trova nei supermercati e nei ristoranti, avverte il Telegraph on line. Il ceppo di E.coli in questione è lo 0157 e ha infettato oltre 150 persone. Le autorità sanitarie hanno ordinato ai grossisti che riforniscono ristoranti e catene di supermercati Oltremanica di interrompere l’importazione del prodotto dal Mediterraneo, da dove si pensa provengano le foglie infette. Per ora, comunque, la rucola continuerà a essere venduta perché la Food Standards Agency (Fsa) ha dichiarato di non avere ancora prove sufficienti per giustificare un richiamo completo di prodotti al dettaglio. Le indagini sono state avviate nelle zone intorno a Bristol e Bath, dove tutti i casi sono stati isolati fino alla settimana scorsa. Ma negli ultimi giorni ne sono emersi anche altrove in Inghilterra, Galles e Scozia. La Fsa ha messo in guardia i consumatori raccomandando di lavare accuratamente tutte le verdure destinate a essere consumate crude.
Ebbene sì, la notizia purtroppo è vera. Già una decina di giorni fa ne dava notizia anche Il Fatto Alimentare, con una piccola differenza rispetto ai giornalisti di Leggo e di Libero Quotidiano: viene specificato sin dal titolo che l’epidemia riguarda solo il Regno Unito. Il prodotto è italiano ma sin da subito il consumatore può stare tranquillo, in Italia nessun caso.
Non mi addentrerò nei meandri della microbiologia, qui potete trovare una serie di articoli abbastanza esaustivi sui principali patogeni che possono contaminare i nostri alimenti; vorrei però farvi notare alcune differenze tra chi fa giornalismo in maniera decente e chi solo per attirare click.
I due articoli linkati sopra di Leggo e Libero Quotidiano si limitano al minimo indispensabile, relegando in ultima frase, ma solo Libero Quotidiano perché Leggo nemmeno si degna di dirlo, la frasetta magica che rassicura tutti noi: in Italia per ora nessun caso. Almeno il Fatto Alimentare lo dice già nel titolo. Leggo riporta come fonte della notizia il Telegraph. Forse nella redazione di Leggo sperano che l’utente medio oltre a sapere l’inglese (che sarebbe cosa buona e giusta) si legga tutto l’articolo. Ve ne riporto alcuni stralci molto utili:

Authorities have ordered wholesalers supplying UK restaurant chains and supermarkets to stop importing rocket from the Mediterranean, where the infected leaves are thought to have originated. […]The Food Standards Agency (FSA) has now warned shoppers to thoroughly wash all vegetables, including salads, intended to be eaten raw, unless they are specifically labelled “ready to eat”, which means they have been pre-washed. Despite the outbreak, supermarkets and restaurants will continue to sell rocket as the FSA has stated that they do not have sufficient evidence to justify a full recall of retail products.[…]

A spokesman for the FSA said: “At this stage the link to mixed salad leaves hasn’t been confirmed so we are not advising people to change their eating habits. “As a matter of routine, restaurants and other food outlets should be ensuring vegetables, including salads, are washed and handled hygienically and in accordance with any labelling instructions.[…]

Q. Is it safe to eat rocket?

A. Although the FSA is not advising people to change their eating habits, it recommends washing all salad and vegetables as thoroughly as possible to minimize the chances of consuming bacteria.

Q. What’s the best way to make sure my salad is thoroughly washed? 

A. According to the NHS, bacteria is most likely to be in soil attached to produce. Washing to remove any soil is, therefore, particularly important. When you wash vegetables, wash them under a running tap and rub them under water, for example in a bowl of fresh water. Start with the least soiled items first and give each of them a final rinse. Washing loose produce is particularly important as it tends to have more soil attached to it than pre-packaged fruit and vegetables.

Q. Should I eat rocket or mixed salad served in a restaurant?

A. The guidance from the FSA states that it should be safe to eat if washed properly. If you’re worried ask your waiter for your salad to make sure your salad is well washed.

Ecco questo è un articolo ben fatto. Viene ribadito più e più volte che non è detto che sia stata la rucola e vengono dati consigli utili: niente allarmismi, potete continuare, per ora a mangiare la vostra adorata rucoletta, a patto che la laviate con cura, anche se sulla confezione c’è scritto a meno che sulla confezione non ci sia scritto “ready-to-eat”, cioè “pronta da mangiare”, sottintendendo “già lavata”. In nessuna parte dell’articolo si menziona l’Italia ma solo la zona del Mediterraneo che comprende anche altri paesi (Francia, Spagna, Grecia). Certamente la rucola incriminata può arrivare dall’Italia e i motivi di contaminazione possono essere tanti: ad esempio scarsa attenzione nel lavaggio da parte degli operatori (se la rucola viene lavata nelle vasche e non su nastri trasportatori con getto di acqua continuo la contaminazione potrebbe derivare dall’aver cambiato l’acqua delle vasche con una frequenza inadeguata) oppure c’è sempre lui, l’OSA (operatore del settore alimentare) che se non si attiene alle buone pratiche igieniche sia di lavorazione sia personali, rischia di contaminare tutto. Già, perché per mandare in malora una o più partite di insalata basta davvero poco, perché i vegetali “ready-to-eat” sono molto molto delicati.

Il Fatto Alimentare poi parla di allerta. Sul sito RASFF non ho trovato allerte relative a questa notizia. Forse perché, come spiega il Telegraph, non è stata accertata la correlazione tra l’epidemia e la rucola.

Perché, mi chiedo, per avere un’informazione abbastanza completa e dettagliata, con consigli utili per il consumatore impaurito, devo leggere un quotidiano inglese? Il rischio di un’informazione incompleta come quella di Leggo o di Libero Quotidiano è che la gente si faccia assalire da paure e isterismi inutili, evitando accuratamente le insalate confezionate, gridando allo scandalo e inneggiando al boicottaggio delle aziende, con il rischio di creare danni alle aziende stesse.

Siate consumatori attenti e consapevoli ma non paranoici!

Thunderstruck @ butac punto it

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