ARTICOLO AGGIORNATO

No, Matteo Salvini non ha tolto un bel niente, il post che circola online è un falso post vero di Matteo Salvini, ma di quando non ricopriva alcuna carica ad agosto 2017. Ed evidentemente all’epoca il nostro Ministro dell’Interno (o il suo social media manager)  non avevano ben chiaro come funzionassero le regole sulla scorta. Condiviso da blog e blogghettini anonimi che godono a seminare disinformazione sul web italiano, tanto sanno benissimo che di gente che ci cascherà ne troveranno sicuramente. E quando non ci cascano diventa comunque un ottimo motivo per far sì che i supporter del protagonista sfruttino la notizia per lamentarsi della bufala che circola nei confronti del loro beniamino.

Anche volendo non si può

Capiamoci, Matteo Salvini, pur essendo il nuovo ministro dell’Interno, secondo le regole attualmente in vigore, non può fare quanto riportato nel post fasullo. Anche se volesse. La scorta viene assegnata non su richiesta, ma solo dopo che la magistratura (come fanno notare nei commenti e come avevo spiegato qualche giorno fa) il tutto dipende dall’UCIS che come riportavo:

…sulla base delle normali attività di indagine e su particolari segnalazioni da parte delle forze di polizia, un prefetto può segnalare all’UCIS che Tizio ha bisogno della scorta. Nella segnalazione spiega in base a quali analisi e indagini si è arrivati alla conclusione che quella persona possa essere a rischio. L’UCIS esamina la richiesta e sulla base di altri accertamenti dispone che sia assegnata una scorta, stabilendo inoltre con quale modalità (numero di agenti, mezzi a disposizione e via discorrendo). Quindi non è la persona ritenuta a rischio a dotarsi di una scorta, l’assegnazione compete all’UCIS.

Se un prefetto ha ritenuto che sia una manovra necessaria per tutelare un cittadino verso cui sono state fatte minacce ritenute credibili (poco conta che lui la scorta la voglia o meno) si muove l’UCIS. La prefettura può decidere di togliere la scorta a Saviano (e chiunque altro ne faccia uso) solo quando le condizioni di pericolo cessano, o quando un’analisi dei fatti ritiene siano cessate.

Non è difficile, e chi in queste storie ci casca con entrambi i piedi è qualcuno che ignora come verificare i fatti, ma anche un personaggio totalmente privo del minimo spirito critico.

Mancanza di spirito critico

È un problema serio quello del non capire. Serio per davvero.  Io non amo i politici italiani, non ce ne è uno che mi stia simpatico, eppure vengo via via accusato di essere pro questo o quest’altro da lettori che non sanno usare nemmeno un motore di ricerca. È frustrante.

È grave anche vedere quelli che danno loro retta, perché sono per lo più persone ignoranti, nel senso che ignorano le basi del fact-checking. Non capiscono, non si rendono conto. È deprimente ed è un problema serio.

Il debunking non serve

Qualcuno qualche tempo fa diceva che il debunking non serve, fece uno studio in merito, poi ne fece un altro. Tutto materiale interessante da leggere, peccato che poi non si sia mai arrivati a un punto, il debunking non serve, e quindi? Lasciamo questa gente nell’ignoranza in balia di soggetti come il caro lettore? Ho paura della risposta, perché quello che vedo sui social ma anche dal vivo è un Paese che va sempre peggio.

Ciaone…

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un  caffè!