Samantha e il Foglio

maicolengel butac 10 Apr 2015
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GOOD-SAMANTHA-FOGLIO
No, niente bufala stavolta, solo un piccolo sfogo!
Ieri sul Foglio quotidiano è apparso questo breve articoletto:

“Dobbiamo fare più ricerca” dice Renzi in collegamento con l’astronauta Samantha Cristoforetti. Troppo giusto. Prego i ricercatori che usufruiranno dei prossimi finanziamenti renziani di rispondere a questa domanda: un nome adespoto come Samantha, la cui fortuna è in buona parte dovuta alla serie televisiva americana “Bewitched” (“Vita da strega”), socialmente parlando produce gli stessi effetti di un nome presente in calendario, con santo patrono e tradizione onomastica famigliare capace di collegare le diverse generazioni? Seconda domanda: portare ad esempio un’astronauta, ossia una donna che per lungo tempo vive lontana anzi lontanissima dal proprio uomo, è utile nel momento in cui sappiamo che la causa principale del presente declino economico è il declino demografico? (“Non ho figli, e per questo per me è meno difficile coniugare visita professionale con vita privata. I compromessi, a questi livelli, sono necessari” ha dichiarato Samantha).

L’ho letto e mi son detto, “Sarà stato pubblicato il 1 aprile”. E invece no, è proprio di ieri; non è un pesce, è solo spazzatura quotidiana! L’articoletto è tutto lì, non dice nulla. Passa solo un messaggio sbagliato, sbagliatissimo, degno di un foglio dell’Ottocento e non di un giornale pubblicato nel 2015. Ma ormai in Italia pubblichiamo tutto e tutti ovunque.
Giusto per fare le pulci a chi l’ha scritto, Samantha è un nome adespoto in quanto manca una Santa con quel nome. Benissimo, ma a noi che ce frega? Potranno decidere i genitori di chiamare la figlia con un nome che risale comunque al 1600? Non ci trovo nulla di male, non è un nome che amo in Italia, ma fossi nato all’estero non avrei trovato nulla di male a chiamare mia figlia così!
Ma andiamo oltre… cosa dovrebbero fare i nostri ricercatori? Studiare se un nome adespoto produce gli stessi effetti di un nome classico? Ma prima di scrivere questa roba, quanto vin santo si è bevuto l’autore del piccolo pezzo? E ancora, quanto ne deve aver bevuto per poter sostenere che non sia giusto usare la Cristoforetti come esempio in quanto donna?

Ma perché si lascia questa gente libera di scrivere su testate nazionali?

Siamo nel 2015. Ci sono donne astronauta come anche donne che fanno i medici, gli ingegneri, gli architetti, i soldati. Chi più ne ha più ne metta! Non è colpa di questo se c’è calo demografico, ma della società in generale. Specie nel caso italiano: siamo uno dei pochi paesi al mondo che non prevede l’IVA azzerata sui prodotti per neonati e che non obbliga le aziende ad aiutare le mamme desiderose di lavorare e fare anche le mamme.
A me quella frase “una donna che per lungo tempo sta lontana dal proprio uomo” mi ha fatto venire in mente un articolo come questo: Decalogo della moglie perfetta. Mi cadono davvero le braccia!
the-good-wifes-guide
 
Ho 42 anni, sono sposato e ho due figli, ma sopratutto ho una splendida moglie indipendente, capace di fare, laureata e con una pazienza proverbiale. Mia moglie ha sempre lavorato (come me d’altronde) e l’ha sempre fatto col sorriso sulle labbra, anche quando stipendio e condizioni lavorative non erano delle migliori. L’ammiro per questo, oltre ad amarla!
Chi vuole la mogliettina che stia a casa a fare l’aiutante domestica vorrei che si estinguesse. Quando sento l’amico che si lamenta che la sua mogliettina non gli ha stirato i boxer o il pigiama, o non gli ha pelato la frutta, vorrei pigliarli a calci nel culo. Esattamente quello che vorrei fare con l’autore del Foglio. Ma alla fine sto zitto, evito di frequentarli e di comperare giornalacci così.
Rimpiango i bei tempi quando sul Foglio leggevo il piccolo editoriale della cara Guia @laSoncini, ma il vento sta davvero cambiando. E in peggio…
maicolengel

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