Samuel, gli immigrati e La Luce di Maria

maicolengel butac 12 Feb 2026
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Circola una notizia fatta apposta per parlare alle pance dei tanti italiani che non verificano alcunché.

Samuel, il bimbo di 8 anni malato di tumore senza una casa: il Comune dice no, ospita già 1812 profughi

Me la segnalate su TgQuotidiano, sito in black list da tempo che evito il più possibile di trattare per non dargli la benché minima visibilità. Quindi perché questo articolo? Ma perché la fonte originale non è TgQuotidiano, bensì La Luce di Maria, sito e pagina social di cui avevamo indirettamente parlato ai tempi dell inchiesta di BuzzFeed sulla galassia degli spargibufale italiani.

La Luce di Maria è un sito da cui la stessa comunità ecclesiastica italiana dovrebbe prendere le distanze. Spargono bufale e disinformazione con la stessa facilità con cui il prete diffonde acqua santa durante le benedizioni. A destra e a manca, sopra e sotto. Hanno un discreto seguito di soggetti, convinti di essere su una pagina “devota e pia”, e che quindi si seguano i dettami della religione cattolica. Nei dieci comandamenti, all’ottavo posto, si parla della falsa testimonianza. E al catechismo ci viene spiegato che:

La gravità della menzogna si commisura alla natura della verità che essa deforma, alle circostanze, alle intenzioni del mentitore, ai danni subiti da coloro che ne sono le vittime. Se la menzogna, in sé, non costituisce che un peccato veniale, diventa mortale quando lede in modo grave le virtù della giustizia e della carità.

La notizia su Samuel porta un danno nei confronti degli immigrati, presi come capro espiatorio di una situazione che comunque non è imputabile a loro. Sembrerebbe proprio quello che viene definito un peccato mortale.

Ma di Samuel cosa possiamo dire? Sulla base del testo de La Luce di Maria possiamo dire poco, ma per fortuna ci viene incontro Avvenire, che ha pubblicato un articolo molto più completo – che guarda caso non nomina gli immigrati. L’articolo di Avvenire spiega molte cose, e lamenta il grande disagio della famiglia. Ma alla luce di quanto viene riportato appare chiaro perché la situazione non si sblocchi: i Comuni possono fare qualcosa solo seguendo regole precise, i favoritismi in base alle situazioni individuali non esistono. Quindi io prima di tutto devo essere residente nel territorio, e sulla base di quella residenza devo fare richiesta dei servizi sociali a cui ho diritto. Non devo cercare “un incontro col sindaco” ma seguire un preciso iter, che significa fare richiesta di una casa popolare, e portare le carte che certifichino la situazione d’indigenza in cui ci si trova la famiglia e la situazione di Samuel, che necessita attenzione. Sulla base di quella richiesta e in base alle disponibilità del Comune si cerca di trovare una soluzione.

TgQuotidiano e la Luce di Maria non sono affatto interessati a raccontarvi la storia di Samuel, ma solo a cercare la vostra indignazione e la facile condivisione sulla base di un titolo.

Che lo faccia una testata che – essendo digitale – manco possiamo usare al posto della carta igienica è un conto, che la sua fonte sia una testata magari considerata da qualcuno punto di riferimento morale un altro.

maicolengel at butac punto it

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