SBATTILMOSTRO

Questa sembra una delle regole d’oro del giornalismo italiano, da anni ormai.

Tanto il mostro fa sempre vendere.

Anche quando chi lo indica come Mostro è un signor nessuno. E questo è quanto sta succedendo ad un parroco di provincia.

“Il parroco ha l’hobby della caccia con le offerte dei fedeli”

Clamorosa denuncia alla procura dell’Associazione difesa animali: “Vogliamo sapere se i soldi per i poveri sono utilizzati invece per uccidere altre creature di Dio”
Dopo gli insulti su Facebook anche un esposto in procura. L’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente oggi presenterà una denuncia contro don Luciano Bardesono, il parroco di Ozegna, Lusigliè e Ciconio, rimasto vittima di un incidente, la scorsa settimana, mentre andava a caccia. Gli animalisti, come ha confermato ieri il presidente Lorenzo Croce sul blog ufficiale dell’associazione, è convinta che il sacerdote utilizzasse le offerte dei fedeli per pagarsi gli hobby, caccia compresa. «Noi – dice Lorenzo Croce presidente di Aidaa e firmatario dell’esposto – vogliamo vederci chiaro, e soprattutto vogliamo sapere se i soldi raccolti per i poveri vengono usati per la licenza di uccidere altre creature di Dio. Scriveremo comunque anche una lettera al vescovo dai cui dipende la parrocchia di Ozegna per segnalare l’accaduto». L’esposto sarà presentato oggi alla procura di Torino. Reato ipotizzato: truffa.
Chi pubblica l’articolo è La Stampa, ma molto simile lo si trova su tantissime altre testate. Sono tutti frutto di un singolo comunicato stampa emesso dall’AIDAA. Associazione che ama fare denunce per lo più basate sul nulla, ama fare comunicati stampa per lo più basati sul nulla. Ma non si sa come e perché qualche giornale le continua a pubblicare. Trovo la cosa rivoltante, visto che è una gogna mediatica favolosa, basata sul nulla, se non l’annuncio del Croce di aver denunciato il soggetto.
L’ordine dei giornalisti, come sempre, è carente, nessuno controlla le fonti, nessuno fa la minima verifica dei fatti. tanto sono notizie che verranno pubblicate nelle pagine interne, nulla per cui strapparsi le vesti.
Però la foto del povero Parroco la si posta, e ce ne si frega se tutta la storia può basarsi su fondamenta di gelatina.
Lo capite vero che tutto questo è profondamente sbagliato? Che è solo perché il povero parroco non decide di rivalersi su chi lo sta de facto infamando (e non è il Croce in questo caso, ma gli sciocchi giornali che pubblicano i suoi comunicati senza nessuna verifica). Capiamoci, c’è un signore che scrive ai giornali “Io domani denuncio Pinco Pallino perché è un bastardo che usa i soldi delle offerte per andare a caccia”, prove della cosa, nessuna, neppure che la denuncia sia stata inoltrata. Il povero signore per la legge è INNOCENTE fino a prova contraria. E invece si titola con:

Gli animalisti denunciano il parroco: «Va a caccia con i soldi delle elemosine»

Come riportava Quotidiano Canavese che già che c’era riportava nche tutto il comunicato di Lorenzo. Io non ve lo riporto, non è mia intenzione dare ulteriore pubblicità ad una gogna mediatica a cui vorrei venissero esposti altri soggetti:

  • Alessandro Previati da La Stampa
  • La Redazione di Torino Today
  • La Redazione di QN Animali
  • La Redazione di Rete L’Abuso
  • Jacopo Ricca di Repubblica Torino
  • La Redazione di Quotidiano Canavese
  • La Redazione di Quotidiano Piemontese

e credo potremmo andare a scavare ancora, e trovarne altre di testate che così per il gusto di riempire una mezza paginetta con la pubblicità hanno scelto di pubblicare qualcosa che potesse attrarre lettori.

Io non biasimo Croce, lui è un animalaro puro, ha letto una notizia che lo indigna (un parroco che ha avuto un’incidente di caccia) e per rivalsa nei confronti di quest’essere, secondo lui indegno, ha deciso di dire la sua con un esposto (se l’esposto è stato fatto realmente è ancora da dimostrarsi, ma tant’è). Lorenzo Croce non ha investigatori sparsi per il territorio. Su Torino la sua pagina Facebook conta poco più di 100 like. I due post contro il povero parroco non hanno ricevuto nemmeno una condivisione, il suo è livore nei confronti di chi va a caccia. Nulla di più. Pubblicare i suoi comunicati stampa denota davvero poco amore per il giornalismo.

Mi piacerebbe poter dire che almeno lo stesso risalto verrà dato all’archiviazione della denuncia, mentre invece sappiamo bene che nessuna delle testate sopra citate riporterà mai gli esiti del processo. Lasciando così nella memoria collettiva del web solo quest’accusa, che nessuno di loro sa se possa aver qualche fondamento.

Oltretutto non solo l’accusa resterà nel web, ma anche i gentili commenti che si trovano sotto al post su Facebook.

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Lo capite vero dov’è il tragico errore? Chiunque, sfruttando, può far arrivare qualsiasi denuncia diffamante su qualsivoglia soggetto, sfruttare l’incapacità del redattore di turno, e sputtanare (a torto o ragione) il suddetto.

 

 

 

E se per caso questo provocasse dall’altra parte un gesto estremo? Se qualcuno trovatosi alla gogna senza colpa alcuna accusasse il colpo e cadesse in profonda depressione? Croce ovviamente esulterebbe, ma le testate che sono complici della gogna?

Riflettete gente, e per favore, siate buoni, fate sentire il vostro parere anche alle testate sopra citate.

CROCEAIDAA-VOLANTINO

maicolengel at butac.it