quotation-christiane-amanpour-world-television-good-journalism-meetville-quotes-32892

Sono due giorni che ho un’interessante discussione online con un lettore. Lui sostiene che siamo incappati noi in una bufala quando a suo tempo avevamo trattato alcuni articoli che riguardavano l’ISIS e la decapitazione dei bambini che non volevano convertirsi all’ISLAM. La discussione è (per ora) rimasta su toni civili e visto l’argomento trovo importante cercare anche con voi di fare un po’ di chiarezza.

Il nostro lettore mi scrive così:

State dando argomenti validi a gente che difende questi terroristi. … fateci una riflessione

E non ha mica torto, è verissimo che i nostri post vengono usati come difesa su gruppi che supportano l’ISIS (ma anche in altri casi). Beh, devo dire che forse non è ben chiaro il concetto di cosa facciamo, credo che serva una qualche spiegazione.

Fare corretta informazione vuol dire (cercare di) riportare i FATTI, quelli verificati, evidenziati da prove inconfutabili, supportati magari da altre testimonianze, ma senza le prove inconfutabili non si sbufala nulla. Nel caso in evidenza gli articoli di cui avevamo parlato erano tutti o bufala o disinformazione (in un caso si sosteneva di una strage di bambini per mano dell’ISIS quando i fatti parlavano di alcuni morti avvelenati perché per fame avevano ingerito delle piante, senza sapere fossero tossiche; sia chiaro, la cosa è comunque tragica e va raccontata, ma sostenere fossero bambini cristiani uccisi per mano delle milizie dell’ISIS è ben diverso che spiegare che sono profughi scappati sulle montagne, che in mancanza di cibo hanno fatto un grosso errore di valutazione).

Ma non è neppure questo il punto.

Quello che vorrei cercaste di capire è che BUTAC (come anche gli altri siti di debunking) tratta singoli articoli, non siamo la verità assoluta, non vogliamo essere presi per oro colato, tutt’altro, vorremmo che imparaste a leggere le news con occhi diversi, a farvi più domande, rendervi un poco più scettici riguardo a ciò che compare sulle testate note. La verità è sempre alla portata di tutti, basta studiare, analizzare, cercare, non fermarsi di fronte a quelle che sono le nostre convizioni!

Noi quando analizziamo un fatto ci limitiamo a quello. Se un articolo dice che il latte fa venire il cancro e invece gli studi verificati ad oggi dicono che non sia provato, noi stiamo con le fonti verificate e questo ci limitiamo a spiegarvi; se tra due anni qualcuno potrà dimostrare che invece era vero sarà nostro compito spiegare come e perché, ma ad oggi la cosa è non verificata, e spacciarla per buona è da uTonti (o da gente che sta cercando proseliti per la propria fede alimentare).

È davvero successo che siano stati decapitati dei bambini dai miliziani dall’ISIS?

Non lo posso sapere, come non lo sa SNOPES o la comunità internazionale, e difatti quando se ne parla le testate serie riportano la cosa sempre come CLAIM, dichiarazione, di qualcun altro.

Data la natura problematica di rapporti precisi e tempestivi dalle zone di guerra, la riluttanza degli abitanti di quelle zone di mettersi in pericolo da apertamente parlando di quello che hanno assistito, la natura aneddotica di molti di questi racconti, e il potenziale politico per le varie parti di demonizzare gli avversari  promulgando false o meno-che-accurate informazioni, è difficile a questo punto valutare con precisione in quale misura le forze ISIS abbiano davvero ucciso dei bambini civili, se hanno specificamente preso di mira bambini cristiani (più di qualsiasi altri aderenti non musulmani o non-sunniti), e quanti (eventuali) di tali esecuzioni abbiano assunto la forma di decapitazioni.

Come vedete spiegano chiaramente la scarsa possibilità di verificare le informazioni, cercano di mettere in evidenza le problematiche nel parlare della vicenda, come penso (spero) di esser riuscito a fare io nei vari articoli in cui l’ho trattata. Se i giornalisti che siete soliti leggere invece che spiegarvi questo danno le informazioni come dati di fatto, beh, non sono giornalisti che continuerei a leggere, perché si tratta di persone che non hanno interesse a informarvi, ma solo a passarvi quella che è la loro opinione. Lo stesso vale per le associazioni umanitarie, che spesso hanno poco interesse a fare vera informazione, ma più ad attirare l’attenzione del mondo (e si attira molta più attenzione – tristemente – parlando di bimbi uccisi, quando qualsiasi civile che perda la vita in un conflitto dovrebbe esser importante allo stesso modo).

warning-8Non sto prendendo le difese dell’ISIS, come non le prendo per quanto riguarda nessun  argomento, io sbufalo (se necessario) il singolo articolo che mi viene da voi segnalato. Se prendete le mie sbufalate come dichiarazioni d’amore verso l’argomento di cui prendo le “difese” non avete davvero capito come funziona il debunking e non capisco cosa stiate ancora a fare da queste parti.

Esistono tantissimi siti dedicati a chi ha già idee preconcette, che siano sulla salute o sulla politica; BUTAC non è fra quelli.

Non scrivo per compiacere una fazione, non scrivo per leccare il sedere a un’associazione umanitaria, non m’importa nulla di cosa pensino quelli di destra o di sinistra, i cattolici o i musulmani, gli ebrei o i buddhisti. Mi importa che quanto scrivo sia supportato da fonti, che quanto riporto sia il più possibile corretto. Quando sbufalo notizie sulle minoranze e poi leggo i commenti di certa gente mi cadono le braccia, tra chi mi accusa di essere colluso con la microcriminalità, chi di difendere la feccia, chi mi dà del comunista; davvero, ce n’è per tutti i gusti, ma la realtà è una sola.

Mi è capitato a volte di pensare a lungo se sbufalare o meno qualcosa, preoccupato di cosa avrebbe commentato la gente, non intimidito, ma solo preoccupato: ecco, se parlo a favore dei musulmani avrò amici cristiani che mi vedranno come un nemico, se difendo gli israeliani avrò amici palestinesi che non mi potranno sopportare, se difendo i rom il mio amico a cui han rubato in casa mi odierà… eh no…

Alla fine ho deciso: a me non interessano i soggetti delle mie sbufalate, ma solo e unicamente difendere la corretta informazione. Quella che tento di dare da un anno e mezzo a questa parte credo lo sia, e sono sempre pronto ad ammettere dove sbaglio, ma vedermi ogni giorno accusato di una nefandezza nuova mi sta iniziando seriamente a stufare… perdonate lo sfogo!

cr_04025_03_v6

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon! Può bastare anche il costo di un caffè!