Scandalo: italiana spogliata e umiliata alla dogana!

maicolengel butac 23 Apr 2016
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SVIZZERA

Qualche giorno fa Il Giornale titolava così:

“Spogliata e umiliata alla dogana svizzera”

“Mi sono dovuta spogliare e togliere addirittura l’assorbente. Poi, nuda di fronte a lei, sono stata perquisita in tutto il corpo, parti intime incluse”. Così una giovane ragazza italiana racconta la sua disavventura con la polizia svizzera di confine

Il Giornale ci racconta questa bruttissima avventura della giovane italiana, lo fa con dovizia di particolari, riprendendo un pezzo della Gazzetta di Modena, che è la fonte della notizia, con una dettagliata intervista alla povera ragazza.37664-image

Sia il Giornale che la Gazzetta riportano le parole della ragazza, che spiega come la polizia di frontiera l’abbia fatta scendere dal pullman per poterla perquisire meglio, avrebbero trovato tracce di polvere bianca sulla sua carta d’identità. Il dubbio? Che sia cocaina, e sempre secondo il racconto avrebbero usato uno strumento che ne ha rivelate altre ancora sul suo vestito.

Voi foste un poliziotto di frontiera che fareste? Vi trovate di fronte una giovane donna, belloccia, che ha tracce di polvere bianca sia sul vestito che sulla carta d’identità? Vi fidate della frase:

Non ho mai fatto uso di droghe in vita mia

O la perquisite a fondo? Onestamente mi aspetto che di fronte ad un ragionevole dubbio la polizia perquisisca sempre. Lo dico per la mia sicurezza, per quella dei miei figli, dei miei cari. Le dogane sono punto di traffico di merci, che si tratti di droga, esplosivo, valute, armi. Necessitano persone che non si fermino di fronte a nulla, anche se si tratta di un soggetto dall’aria insospettabile. Io non ero presente ai fatti, come non lo era il cronista della Gazzetta e del Giornale. Quanto ci racconta la povera ragazza è umiliante, e capisco lo sfogo e la rabbia. Ma tenere presente la questione del legittimo sospetto è importante.

Fin qui i fatti, da qui in poi qualche personale considerazione.

Quello che ho trovato curioso è che entrambe le testate puntino il dito contro i doganieri svizzeri, senza evidenziare più di tanto il legittimo sospetto. Solo una delle due testate mostra la ragazza, modenese dalla nascita, ma di colore. Chissà, forse al Giornale hanno pensato che avrebbe indignato di meno spiegare che si trattava di una ragazza che pur essendo nata qui è frutto di quell’immigrazione di cui tanto parlano? Quando invece sarebbe stato un elemento chiave per indignare ancor di più: alla dogana svizzera hanno fermato e perquisito in maniera violenta una giovane di colore, non ho mai letto una storia simile con una ragazza bianca, non è che alla dogana svizzera discriminano in base al colore della pelle?

A tutto questo vorrei aggiungere qualcos’altro, io sono un piccolo blogger, non ho grande modo di fare verifiche e quant’altro, ma sarei curioso di sapere quale sarebbe il “rilevatore di sostanze stupefacenti” che ha trovato tracce di cocaina ad un esame veloce con la ragazza con ancora indosso i suoi vestiti? O si trattava solo di una “lampada di Wood” che ha evidenziato pulviscolo bianco che la ragazza non ha saputo giustificare?

Un vero giornalista dovrebbe andare a fondo della questione. La protagonista della storia è nominata in entrambi gli articoli, si chiama Maye Kakisingi secondo la Gazzetta, Maye Kakisingiera secondo il Giornale, su Facebook ha un altro pseudonimo con cui credo cerchi di perseguire la carriera di modella/attrice, Laly Dupont, ma a questo nessuna delle testate era arrivata.

maicolengel at butac.it

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