Scie chimiche, litio e condivisioni non verificate

maicolengel butac 14 Set 2017
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Il presidente di un’associazione consumatori, dalla sua pagina social, rilancia un vecchio articolo di Sputnik News, utilizzando queste parole:

La #Nasa ammette di spruzzare l’atmosfera con scie chimiche velenose. Ma lo fa, per il bene della scienza e della ricerca, nella ionosfera

L’articolo di Sputnik risale a ottobre 2016 e la sua fonte italiana è Sapere è un dovere (blog che non vi suggerisco di seguire, ma ognuno è masochista a modo suo) e la fonte che citano è un articolo su The Waking Times, blog noto per diffondere da anni fuffa varia. Il fatto che un soggetto che difende i diritti dei consumatori decida di condividere articoli su testate di questo genere per me è sintomo della poca voglia di verificare i fatti.

Ma vediamo cosa ci raccontava Sputnik:

Per anni il governo federale e non solo hanno etichettato come complottisti coloro che manifestavano preoccupazione per le sostanze chimiche spruzzate sulle popolazioni, le scie chimiche, ma l’agenzia spaziale nazionale ha appena ammesso che i “complottisti” avevano ragione al 100 percento.

Come riporta The Waking Times, uno scienziato della NASA ha ammesso che la sua agenzia sta mettendo nei gas di scarico dei razzi il litio (ascoltate qui ), che successivamente viene disperso nell’atmosfera. Non solo, il rilascio di litio è in corso sin dagli anni settanta, come ammette Rowland nel video, che è la registrazione di una telefonata.

Benché secondo Rowland il litio non sia dannoso per l’ambiente, questa sostanza è stata usata per decenni come farmaco psichiatrico. Funziona alterando i livelli di serotonina e di norepinefrina che sono secreti dal sistema endocrino umano. Il litio altera fortemente gli schemi cerebrali, ma nella registrazione Rowland afferma che “non è pericoloso.”

Mettendomi sulle tracce di questa notizia trovo un bell’articolo di Snopes che l’aveva trattata e sbufalata ad aprile 2016; la fonte però non era The Waking Times, bensì nientepopodimeno che HQAnon, altro blog che condivide tanto materiale non verificato.

Snopes ci spiega:

…è vero che uno studio del 2003 ha esaminato la fattibilità della vaccinazione di massa per via aerea, ma ciò non ha affatto suggerito che la NASA stia dosando gli inconsapevoli americani con il litio senza il loro consenso.

AnonHQ conclude dicendo “speriamo di aver stabilito che questo sta accadendo ora”, quando né l’articolo né il video avevano stabilito nulla del genere. Quello che è successo veramente è che la gente (uno dei quali ha molestato uno scienziato della NASA e ha incoraggiato gli altri a fare lo stesso) ha frainteso la ricerca scientifica pubblicizzata per adattarla a una teoria di cospirazione già esistente. Nelle conversazioni tra Rowland e Sue (durante le quali le porzioni erano chiaramente elite) le uniche ammissioni fatte sono quelle riguardanti il ​​dettaglio dello studio dell’atmosfera superiore, già pubblicamente riportato dalla NASA…

Che chi presiede un’associazione nota a livello nazionale non si preoccupi di verificare le informazioni che diffonde in rete è a mio avviso grave, l’idea che mi sono fatto è che alcuni stiano condividendo fuffa per cercare di attrarre soggetti suscettibili alle bufale, come fanno gli avvocati antivaccinisti e i tanti sciachimisti. Se fai parte di quelli che ne condividono credendoci, sappi che l’unica cosa che vogliono da te certi soggetti sono i tuoi soldi (o in alcuni casi il tuo voto), non gli interessa chi sei, che vita fai, che problemi hai, ma solo sfruttarti proprio per merito della facilità con cui sei portato a fidarti di loro.

Sia chiaro, come già detto in precedente occasione ritengo che le associazioni che difendono il consumatore rivestano un ruolo importante nella società attuale dove tutti tentano di fregarci, ma chi gestisce le stesse dovrebbe stare molto attento a quali battaglie intraprendere.

Qui su BUTAC avevamo già trattato supposte ammissioni della NASA con un bell’articolo di Neil Perri, nel 2014.

I colleghi di Bufale.net erano intervenuti sull’argomento irrorazione di Litio con un articolo a marzo 2017.

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