Il clickbait emozionale dei setti cani fuggiti in Cina
Una storia diventata virale negli scorsi giorni che ha la stessa struttura narrativa di un film Disney

Sono tantissime le testate e le pagine social in giro per il mondo ad aver riportato la storia di cui parliamo oggi. Per riassumerla uso il post pubblicato da Radio Deejay su Facebook il 24 marzo 2026:
Sette cani rubati ai loro proprietari nel nord-est della Cina sono riusciti a fuggire dai loro rapitori e sono riusciti a tornare a casa percorrendo insieme 17 chilometri tra campi e autostrade. Il video della loro storia, che sembra quella di un film, è diventato virale rapidamente.
Gli animali sarebbero stati sottratti da trafficanti per essere venduti in un mercato cinese di carne. I cani sono riusciti a scappare da un camion in movimento mentre percorreva l’autostrada Changshuang. Si ritiene che il gruppo abbia percorso circa 17 km, guidato da un Corgi, attraversando strade e campi. Durante il tragitto, durato due giorni, il Corgi ha assunto il ruolo di leader indicando la strada, mentre gli altri cani proteggevano un Pastore Tedesco ferito a una zampa, assicurandosi che nessuno rimanesse indietro.
Testimoni che hanno cercato di avvicinarsi per aiutarli hanno raccontato che i cani hanno ignorato ogni intervento umano, restando uniti e concentrati solo sul ritorno verso il loro villaggio.
Grazie ai video della loro traversata diventati virali sui social, volontari e residenti hanno potuto seguirne gli spostamenti. Alla fine, tutti e sette i cani sono riusciti a tornare a casa sani e salvi, riunendosi con i proprietari che ormai li davano per persi. La polizia locale ha aperto un’indagine sul furto e sul possibile traffico illegale.
Sia chiaro, come Radio Deejay – con il suo post che al momento su FB ha oltre 15mila like – sono tantissime anche le testate giornalistiche che hanno riportato la storia, sia italiane che straniere, perché si sa: una buona storia attira i lettori come mosche (e cos’altro attira le mosche lo sapete benissimo anche voi). So bene che quest’articolo subirà critiche perché sto facendo il pelo e il contropelo alla classica storiella edificante che piace a tutti, a destra e a sinistra, a novax e sivax, a complottisti e razionali; e infatti i like che vedo sono anche di una discreta fetta di amici di BUTAC.
Proprio per questo ho deciso di parlarne, perché non è possibile che basti una storiella carina per azzerare completamente lo spirito critico di una fascia di popolazione.
Partiamo dall’inizio
La fonte internazionale della storia è il StHeadLine che il 21 marzo, con pochi dettagli, racconta la storia. Gli stessi pochi dettagli che dovrebbero farci scattare in testa mille domande.
Cosa sappiamo per certo
StHeadLine racconta:
Secondo quanto riportato dai media locali, un utente di internet ha recentemente condiviso un video girato la sera del 16 sull’autostrada Changchun-Shuangcheng nella provincia di Jilin. Il video mostra sette cani, tra cui un pastore tedesco, un golden retriever, un corgi e un labrador, che camminano insieme in preda al panico sul ciglio della strada. Il pastore tedesco sembrava avere una zampa ferita e faceva fatica a camminare, fermandosi spesso per riposare. Gli altri sei cani si fermavano e lo circondavano per proteggerlo.
Il video è diventato rapidamente virale online, attirando l’attenzione dei volontari animalisti locali. Grazie all’aiuto di droni e utenti della rete, i sette cani sono stati localizzati e restituiti ai proprietari.
Il rapporto indica che i sette cani smarriti, appartenenti a diverse famiglie dello stesso villaggio, erano stati rubati da ladri di cani e destinati a essere trasportati in un macello per la macellazione e la vendita. Durante il tragitto, i cani sono apparentemente riusciti a fuggire dalle loro gabbie, dando luogo alla miracolosa scena in cui li abbiamo visti camminare insieme per oltre 17 chilometri fino a casa. Un esame ha rivelato che avevano riportato solo lievi ferite ed erano altrimenti in buona salute.
Cercando sui siti cinesi si scopre qualcosa di più: l’utente che ha girato il video si chiama Lu. Esiste un altro video dei cani girato da altro utente, i cani in quel caso sono in un campo di grano. Gli altri dettagli li riporta qualche giorno dopo il South China Morning Post, che scrive:
Il rifugio per cani randagi di Bitter Coffee ha riferito che i cani provengono dallo stesso villaggio, che di solito vagano liberamente insieme e che hanno stretto forti legami di amicizia. In risposta, la base ha inviato diversi volontari e persino un drone per rintracciare i cani e facilitarne il ritorno a casa in sicurezza.
Cosa non sappiamo
Ovviamente i cani non hanno potuto raccontare come siano andate le cose. Il punto critico principale riguarda il presunto furto. Un volontario ha affermato che individui collegati a una macelleria di carne canina avrebbero rubato i cani, ipotizzando che poi gli stessi fossero scappati dal camion dei presunti ladri; ma non esiste alcun testimone del furto, della partenza o della fuga. Ovvero l’intera premessa narrativa (ladri, camion, destinazione al macello) si basa su quella singola dichiarazione senza che ci sia un riscontro diretto.
Chi la rende internazionale?
Il 22 marzo la storia viene ripresa da un sito che si chiama MustShareNews.com che la diffonde in inglese, senza raccontare che già il 20 marzo, nella sezione commenti in cinese della fonte da loro scelta (guancha.cn) si potevano leggere questo genere di considerazioni:
- Sembra tutto costruito a tavolino…
- Era chiaramente una messa in scena…
- Non è la prima né la seconda volta che gli attivisti per i diritti degli animali hanno inventato notizie false.
- Gli amanti dei cani scrivono e mettono in scena regolarmente articoli commoventi.
- È più probabile che si tratti di una sceneggiatura, dato che al giorno d’oggi chiunque può inventare una notizia controintuitiva per generare traffico.
- Spesso si mettono in scena questo tipo di foto per manipolare l’opinione pubblica, di chi è la colpa?
- La mia prima impressione è stata che si trattasse di uno scherzo su internet.
- Ciò smaschererebbe l’inganno; era tutta una trovata pubblicitaria per generare traffico.
- Brevi drammi creati con l’intelligenza artificiale!
E poi c’è lui, che riporta tutte quelle domande che si sarebbero dovuti fare i tanti giornalisti internazionali:
Ieri quando ho visto questo video ho subito sentito che qualcosa non tornava. Dalla ripresa lampo sull’autostrada, come faceva chi filmava a sapere già che erano cani rubati? Come sapeva che erano 17 km e che venivano tutti dallo stesso villaggio? Un villaggio intero svuotato dei suoi cani in un colpo solo? E gli abitanti del villaggio dov’erano?
Poi, con i farmaci anestetici o stordendoli a botte, i conti non tornano comunque: se li avevano appena caricati e percorso 17 km, di sicuro sarebbero ancora storditi e non potrebbero scappare. E poi era di notte — anche i cani lasciati liberi di girare di giorno, di notte i contadini li richiamano in cortile. Questi ladri sarebbero stati così bravi da entrare in ogni casa del villaggio per rubare i cani?
Se avessero davvero questa capacità — e tanto varrebbe lo stesso reato, furto con scasso — perché non rubare qualcos’altro di più valore? Portarsi via qualche cellulare sarebbe stato molto più comodo e leggero dei cani. E gli anestetici, quelli li regalano?
Il meccanismo narrativo
La storia ha tutti gli ingredienti del racconto perfetto per diventare virale, come una sceneggiatura da film (che onestamente non andrei a vedere). Abbiamo il cattivo (i ladri), il ferito da proteggere (il pastore tedesco), le vittime simpatiche (cani di razza, non randagi) e l’eroe inatteso (il piccolo corgi che si gira a controllare il gruppo). Viene raccontata con la stessa struttura di un film d’animazione Disney o Pixar, cosa volere di più?
Sia chiaro, questo non significa che tutta la storia sia sicuramente falsa, ma solo che è stata confezionata in modo da massimizzare la risposta emotiva, e che i media di tutto il mondo l’hanno rilanciata senza troppe verifiche delle parti non documentate. Il tutto per un pugno di click.
Concludendo
Finché il giornalismo italiano e internazionale continua a comportarsi in questa maniera è molto difficile aiutare i lettori a rinforzare il proprio spirito critico e stare attenti alle narrazioni fatte apposta per parlare alle pance. Il sensazionalismo emotivo è uno dei cavalli di battagli del clickbait; occorre imparare a starci sempre più attenti, anche perché, grazie alle IA, inventarsi storielle del genere sta diventando sempre più facile.
maicolengel at butac punto it
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