In questi giorni convulsi sono tanti i soggetti che hanno ritenuto importante passare alla popolazione il proprio messaggio in merito al coronavirus e al contagio da CoVid-19. Io onestamente ritengo che a volte si farebbe migliore figura a stare zitti. Specie se della materia si conosce solo quello che si è letto sui giornali a noi più simpatici, che non è detto siano anche affidabili. Tra i tanti che hanno esternato la propria opinione c’è un soggetto che a noi della redazione di BUTAC ha dato particolarmente noia in queste ultime ore. Al punto che Tommaso Di Mambro ha deciso di scrivere alcune considerazioni su uno dei suoi ultimi video pubblicati sui social network.


Vittorio Sgarbi, deputato e sindaco di Sutri, qualche ora fa ha postato sulla sua pagina Facebook un video dal titolo “Il virus del buco del culo. Vi spiego perché” che sta diventando virale.

 

Cosa c’è che non va? Tutto! Mi concentrerò su tre aspetti rilevanti del suo discorso, senza cadere nella trappola del linguaggio volgare che utilizza per mettersi in mostra, o forse per mancanza di vocabolario colto.

  1. Affermazioni come “chi di voi sta male veramente?” o “io non credo al coronavirus” fanno intendere quanto Sgarbi conosca la scienza e il metodo scientifico: in queste settimane di emergenza COVID-19 forse, almeno spero, qualche persona in più sta capendo il ruolo fondamentale che la scienza dovrebbe avere nell’attuale società italiana. Non si tratta di credere nella scienza, si tratta di ascoltarla e di comprendere quanto lavoro c’è dietro ogni piccola scoperta. Possiamo non credere in un dio, possiamo non aver fede in una religione, ma possiamo affermare con certezza che i coronavirus sono un genere di virus a RNA. Perché? Perché la scienza fa uso del metodo scientifico, che è basato su osservazioni obiettive e prevede che qualsiasi ipotesi venga suffragata da dati sperimentali.
  2. I virologi, come tanti altri biologi e medici, durante la loro carriera universitaria e professionale hanno speso abbastanza del loro tempo a studiare i virus. L’onorevole Sgarbi, oltre a ripetere nuovamente il concetto del non credere con frasi come “Io devo credere a quello che mi raccontano (i virologi)?”, ci rende partecipi di una gran bella castroneria, ovvero “a 26 gradi muore, bevi un tè caldo e muore (il virus SARS-CoV-2)”. Siamo tutti consapevoli del fatto che il tè, fortunatamente, non finisce nei nostri polmoni? Bene, allora non serve andare oltre e dare ulteriori spiegazioni.
  3. Alla fine del suo video dice “Se siete a letto alzatevi, andate in giro, andate a Codogno”. La pochezza di queste parole e il pessimo messaggio che vuole lanciare sono sconcertanti. Tutta la comunità scientifica, il governo italiano, l’ISS sta cercando di fare chiarezza e corretta informazione per mantenere in allerta tutti i cittadini, senza generare panico. Può un deputato fare delle affermazioni del genere? Non è prevista alcuna sanzione per i cialtroni come lui che svolgono un rilevante ruolo pubblico? Io ho un’idea: chieda scusa e si dimetta sia da deputato sia da sindaco, con la promessa di non inquinare ulteriormente la politica italiana.

Per dirla alla Linneo: Capra hircus, Capra hircus, Capra hircus!!!

Tommaso di Mambro


Nelle ore successive alla pubblicazione del video a cui fa riferimento Tommaso, Sgarbi ha pubblicato un altro video, dicendo di basare le sue convinzioni sulle parole di Giulio Tarro, nostra vecchia conoscenza. Se la comunità scientifica internazionale dà precise indicazioni, seguire quello che dicono isolate voci fuori dal coro non è fare un servizio alla cittadinanza. Tarro da anni sostiene affermazioni non provate scientificamente, e chi lo segue sono perlopiù antivaccinisti e sostenitori di varie tesi del complotto. Sgarbi al momento per noi di BUTAC rientra tra quelle schiere.

maicolengel at butac punto it

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