Creme solari, tumori della pelle e fai da te…
L'ennesimo caso di studio esistente, ma che dice tutt'altro rispetto a quanto sostenuto da chi lo diffonde

Nota redazionale: articolo di follow-up a “La crema solare nel flusso del sangue” (15 giugno 2026) dove trattavamo il post di “Mr.Pool” con lo studio JAMA sull’assorbimento e lo studio McGill di Alli et al. Qui trattiamo un filone diverso, con un nuovo studio strumentalizzato e un volto nuovo (almeno su questo argomento): Nicolas Hulscher.
Su alcune piattaforme social hanno cominciato a circolare video che mostrano come realizzare delle creme solari fatte in casa, video che vengono condivisi sull’onda di un allarmismo legato alla notizia (sbagliata) che le creme solari possono causare tumori.
Ad esempio ecco su X il profilo verificato di Sabrina F. (oltre 100mila follower che seguono un soggetto che spaccia disinformazione populista e sovranista, ottimo) che a fine giugno rilanciava questo testo in italiano:
CREMA SOLARE E TUMORI DELLA PELLE.
– DOMANDA: “Mi hanno mentito sulla crema solare che Mi dovrebbe proteggere dal tumore?”
– NICOLAS HULSCHER, EPIDEMIOLOGO DELLA FONDAZIONE MCCULLOUGH:
“Si, purtroppo ci hanno mentito a tutti.
Questo studio massiccio su più di 470.000 persone lo conferma.
È molto preoccupante.Quando hanno confrontato quelli che usavano la crema solare, e quelli che non la usavano, hanno visto che quelli che la usavano avevano un rischio elevato di avere tutti i tumori maggiori della pelle: il melanoma, il carcinoma spinocellulare ed il carcinoma basocellulare.
Dunque, tutti questi tumori erano in crescita, ma la scoperta la più preoccupante era che il melanoma invasivo era del 300% più alto sugli utilizzatori della crema solare.
Nel loro studio, hanno preso in conto il colore della pelle, il tempo passato fuori, il sesso, l’età e molte altre cose, e nonostante ciò, hanno trovato questi rischi di tumori aumentati.
Quando usate sempre la crema solare, bloccate la capacità del vostro corpo a sintetizzare la vitamina D che è essenziale per la difesa contro il cancro. Non potete disattivarla.
È apparso uno studio del JAMA, che ha rivelato, che tutti questi ingredienti attivi nella crema solare, penetrano nella vostra circolazione, penetrano nel vostro corpo al di là dei limiti regolamentati dalla FDA.
Quello che direi è di evitare le creme solari. Se dovete veramente usarla, se dovete stare sotto il sole 6 ore, un giorno di piena estate, e volete usare qualcosa, userei della crema solare a base di zinco, e non di ossibenzone.
Non usate nessuno di questi prodotti chimici interferenti endocrini.
Si tratta della trascrizione tradotta di un video che Sabrina e altri profili stanno condividendo su tante piattaforme. Ma chiunque segua BUTAC o altri fact-checker dai tempi della pandemia avrà già attivato il senso di ragno leggendo che questo materiale arriva dalla McCullough Foundation, nata durante la pandemia e fondata da uno dei maggiori disinformatori seriali che il COVID ci ha regalato: Peter McCullough. Hulscher è il suo epidemiologo di fiducia, e non è nuovo a rimaneggiare studi veri per fargli dire cose che non dicono, infatti lo avevamo già incontrato in passato.
Lo studio esiste
Come spesso avviene quando chi disinforma lo fa usando la malinformazione, siamo di fronte all’ennesimo caso di studio esistente, ma che dice tutt’altro. Titolo dello studio a cui fanno riferimento:
Gene-environment analyses in a UK Biobank skin cancer cohort identifies important SNPs in DNA repair genes that may help prognosticate disease risk
Risale al 2023, e fin dal titolo dice tutto quello che Hulscher si guarda bene dallo spiegare: è uno studio di genetica, non uno studio sull’efficacia delle creme solari. I ricercatori della McGill University hanno passato al setaccio quasi 9.000 varianti genetiche cercando di capire quali interazioni gene-ambiente predicano il rischio di tumori della pelle. L’uso della crema solare era una delle undici variabili che gli autori hanno controllato per isolare il segnale genetico, non l’oggetto della ricerca.
È vero che nei dati emerge una correlazione tra uso più frequente di crema solare e maggiore incidenza di tumori della pelle. Ma i ricercatori che lo notano lo definiscono “paradosso”, spiegando che:
…the increasing risk of skin cancers with increased sunscreen use, which we posit can be explained by greater exposure to UV light and/or a lack of reapplication of sunscreen throughout the day, or due to increased use of sun protection following skin cancer diagnosis
…l’aumento del rischio di tumori della pelle con un maggiore uso di crema solare può essere spiegato da una maggiore esposizione ai raggi UV e/o da una mancata riapplicazione della crema durante il giorno, oppure da un maggiore uso di protezione solare in seguito a una diagnosi di tumore della pelle.
Che spiegato in parole povere: chi si espone di più al sole tende a usare più crema (ma non a sufficienza, o non riapplicandola), e chi ha già avuto una diagnosi di tumore della pelle inizia a proteggersi di più dopo. Questo paradosso rientra nei casi di “confounding by indication”, un bias noto.
Cos’è il confounding by indication?
Per spiegare cosa sia questo bias la strada più semplice è quella di fare un esempio. Se analizzassimo i dati grezzi sulla mortalità dei pazienti che assumono antidolorifici oppioidi ci accorgeremmo che i loro tassi di mortalità sono decisamente più alti di quelli di chi non assume i suddetti antidolorifici. Ma se io pubblicassi uno studio dove do per assunto che la causa di quell’aumento di mortalità sia dovuta all’assunzione degli oppioidi sbaglierei. Perché la ragione per cui a qualcuno viene prescritto l’oppioide è che ha un dolore grave, spesso legato a una malattia grave (cancro terminale, trauma severo). Quindi non è il farmaco a essere la causa principale della morte, ma è la condizione che ha reso necessario il farmaco la vera colpevole. Per essere ancora più chiari, succede quando una persona riceve un trattamento o assume un comportamento protettivo perché è già a rischio più alto, e questo fa sembrare che sia il trattamento a causare il danno, quando in realtà è il rischio di partenza che spiega entrambe le cose.
Concludendo
La crema solare, per quanto ne sappiamo oggi, resta lo strumento di prevenzione più efficace ed economico che abbiamo contro i tumori della pelle causati dai raggi UV. Il “paradosso” non sta nella crema. Sta in chi continua a leggere gli studi a modo suo per venderci l’ennesima teoria del complotto sanitario. In una società utopica chi si comporta così verrebbe messo in condizioni di non danneggiare disinformando gli altri, da noi per ora vige un’immunità pressoché infinita per chi malinforma, ma chissà che in futuro le cose non possano cambiare in meglio.
maicolengel at butac punto it
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Immagine di testa di Lawrence Krowdeed su Unsplash