Susanna Ceccardi, la carne di maiale e le tradizioni
Una revisione del menu scolastico allo scopo di sprecare meno cibo e di avere pasti più salutari diventa uno scontro di civiltà. Nel frattempo, i bambini musulmani mangiano serenamente i loro pasti senza carne di maiale

Il 10 ottobre Susanna Ceccardi pubblica un video sulle sue piattaforme social, un video che condivide con queste parole:
Giù le mani dai piatti dei nostri figli e dalle nostre tradizioni! A Piacenza sparisce la carne di maiale dalle mense scolastiche. Ma da quando, per rispettare le abitudini di alcuni, dobbiamo cancellare le nostre? Menù alternativi per chi li desidera, senza imporre rinunce a tutti gli altri.
La notizia è in realtà già vecchia: dopo le polemiche il Comune ha scelto di fare un passo indietro e rimettere nei piatti dei ragazzi perlomeno la lonza. Vale comunque la pena spiegare alcune cose che Ceccardi, e chi ha cavalcato la vicenda prima di lei, ha omesso.
Come nasce il caso
Il caso l’ha sollevato Sara Soresi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Piacenza. Secondo lei non poteva trattarsi di una scelta nutrizionale, visto che è sparita “soltanto” la carne di maiale. A ruota sono arrivati la Lega locale e Futuro Nazionale, tutti con la stessa tesi: il Comune si starebbe adeguando alle abitudini alimentari delle famiglie musulmane.
Due dettagli però non tornano. Il nuovo menu non l’ha deciso la giunta ma il Servizio Dietetico dell’Ausl. E le motivazioni erano pubbliche. Come spiegato dalla sempre precisa Giulia Crepaldi su Il Fatto Alimentare il 7 ottobre 2026:
Le motivazioni indicate, però, sono molto più prosaiche e non hanno nulla a che vedere con una presunta “islamizzazione” delle mense: riguardano infatti sicurezza, gradimento dei piatti, riduzione dello spreco e periodica rotazione degli alimenti.
Come ha spiegato in un post la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi, nel caso della coppa le commissioni mensa hanno raccolto segnalazioni relative alla difficoltà di somministrazione ai bambini più piccoli, anche per il rischio di soffocamento. La lonza, invece, è risultata scarsamente gradita dai bambini, che la lasciavano spesso nei piatti, contribuendo allo spreco alimentare, già importante nella ristorazione scolastica. Il prosciutto cotto, infine, è uscito dal menu per una ragione ancora più semplice: la normale rotazione degli alimenti.
La polemica appare ancora più pretestuosa se consideriamo che nelle mense scolastiche esistono già menu speciali per motivi etico-religiosi, che prevedono anche l’esclusione della carne suina per i bambini musulmani. Non c’è quindi alcuna necessità di modificare il menu di tutti gli altri bambini per andare incontro alle loro esigenze alimentari.
Il “menù alternativo per chi lo desidera” che chiede Ceccardi, quindi, esiste già. È proprio il motivo per cui la tesi dell’islamizzazione non regge. Sempre dall’articolo de Il Fatto Alimentare trovo giusto aggiungere che:
Dal 2015 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) classifica nel gruppo 1, cioè tra gli agenti per i quali esistono prove sufficienti di cancerogenicità per gli esseri umani, in particolare per il tumore del colon-retto. Questo non significa che i salumi debbano essere banditi dall’alimentazione. Sono però alimenti da consumare con moderazione e non certo indispensabili in un menu scolastico…
…Trasformare la normale revisione di un menu scolastico in uno scontro identitario rischia così di oscurare proprio le questioni di cui avrebbe senso discutere: qualità nutrizionale dei pasti, sicurezza, gradimento, sprechi e criteri con cui sono scelti gli alimenti da servire ai bambini.
Ricapitolando: un servizio sanitario rivede un menu per ragioni di sicurezza, spreco e rotazione. I bambini musulmani hanno già il loro menu dedicato. Tre partiti trasformano la revisione in una guerra di civiltà, e un’eurodeputata la rilancia quando il Comune ha già fatto marcia indietro.
Del rischio di cancerogenicità e di soffocamento dei più piccoli, nei post indignati, non c’è traccia.
maicolengel at butac punto it
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Immagine di testa di engin akyurt su Unsplash