Svezia, tablet a scuola e politica

La Svezia dice addio alla tecnologia? No, rivede semplicemente alcune decisioni sulle risorse da utilizzare negli asili...

Tante testate italiane, specie tra quelle più conservatrici, hanno titolato esultando alla notizia che la Svezia stia abbandonando i tablet a scuola e tornando a usare i libri cartacei. Articoli come questo su Il Sussidiario:

Scuola: la Svezia dice addio alla tecnologia/ “È dannosa e riduce l’apprendimento, torniamo alla carta”

O Il Giornale:

Svezia, via tablet e dispositivi elettronici dalle scuole: “Apprendimento in calo”

L’Avvenire:

La lezione svedese: via i tablet da scuola, si disimpara a leggere

O Radio Radio:

A lezione di cultura dalla Svezia: perché i bambini tornano a scrivere a mano e abbandonano i tablet

Quasi tutti riportano la notizia senza alcun approfondimento, scatenando le reazioni social di chi, senza a sua volta aver approfondito alcunché, detesta la tecnologia – specie se in relazione allo studio – ed è felice di poter dire “ve l’avevo detto che col tablet non si impara nulla”.

Ma ci sono alcune informazioni da chiarire. La prima è che la decisione del ministro svedese ha già generato critiche in Svezia, da parte sia di docenti che di studiosi della materia, i quali sostengono che questo ritorno all’antico non sia una mossa nell’interesse degli studenti, ma più un’iniziativa particolarmente popolare tra i politici conservatori, di cui il ministro svedese fa parte. In partica la lamentela è che si tratti di una mossa più politica che strategica.

Ma l’informazione che ci interessa di più sottolineare è che questo “ritorno a carta e penna” è per gli studenti delle scuole materne. Non per tutti gli studenti svedesi. Sì perché vedete, in Svezia era un po’ di anni che l’uso delle nuove tecnologie era stato portato anche nelle scuole materne, che da qualche anno avevano adottato i tablet al posto dei libri.

Spiega Associated Press:

Quando i bambini piccoli sono tornati a scuola in tutta la Svezia il mese scorso, molti dei loro insegnanti hanno posto una nuova enfasi sui libri stampati, sui tempi di lettura tranquilli e sulla pratica della scrittura a mano e hanno dedicato meno tempo ai tablet, alla ricerca online indipendente e alle abilità di tastiera.

Il ritorno a modalità di apprendimento più tradizionali è una risposta ai politici e agli esperti che si chiedevano se l’approccio iperdigitalizzato del Paese all’istruzione, inclusa l’introduzione dei tablet negli asili nido, avesse portato a un declino delle competenze di base.

…Il ministro ha annunciato il mese scorso in un comunicato che il governo vuole annullare la decisione dell’Agenzia nazionale per l’istruzione di rendere obbligatori i dispositivi digitali nelle scuole materne. Si prevede di andare oltre e di eliminare completamente l’apprendimento digitale per i bambini sotto i 6 anni, ha detto anche il ministero all’Associated Press.

Tutto ciò è nato dal fatto che i ragazzi svedesi hanno visto un calo nel loro punteggio per quanto riguarda la capacità di lettura. La Svezia è comunque davanti a tanti altri Paesi europei nella classifica internazionale del Progress in International Reading Literacy Study. Per capirci, l’Italia (che usa pochissimo la tecnologia a scuola) ha, nella classifica per i bambini di quarta elementare, un punteggio di 537, la Svezia è a 544, Singapore che guida la classifica ha un punteggio di 587. La Svezia è ottava, l’Italia quattordicesima. Austria, Germania, Olanda, Spagna, Portogallo, Slovenia, Francia, Serbia, Albania, Belgio sono tutti dietro di noi, anche di svariate posizioni; il fatto che l’Italia, che non usa strumenti digitali alla materna, sia comunque indietro rispetto alla Svezia, dove se ne fa uso, porta a pensare che non sia quella la discriminante

Sia chiaro, il Karolinska Institute ad aprile 2023 aveva espresso il proprio parere (critico) sulla digitalizzazione delle scuole materne. Ed era stato pubblicato un lungo testo, che abbiamo tradotto e che è possibile riassumere in questi punti:

  • Ci sono dubbi sulla capacità della digitalizzazione di aumentare l’interesse degli studenti nel campo tecnologico, di migliorare la distribuzione di genere nelle formazioni tecniche e di migliorare la fornitura di competenze nel mercato del lavoro.
  • La definizione di competenza digitale e come misurarla è vaga.
  • La digitalizzazione può avere effetti negativi sull’apprendimento degli studenti a causa delle distrazioni.
  • Gli studenti che utilizzano laptop durante le lezioni tendono a essere distratti e a ottenere risultati peggiori nei test.
  • L’OCSE ha pubblicato una relazione che mostra un chiaro legame negativo tra l’uso elevato di computer a scuola e i risultati PISA in matematica e lettura.

Vedremo come andranno le cose per gli studenti svedesi, se miglioreranno realmente i propri punteggi grazie alla manovra del ministro o se il calo degli ultimi anni non fosse causato (come sostengono alcuni docenti) dai problemi derivanti dalla pandemia. Ma quello che c’interessa sottolineare e ripetere è che la scelta del ministro riguarda, per ora, i bambini della materna.

Arrivato in fondo a quest’articolo ho cercato se qualcuno avesse già provato a fare chiarezza sulla questione e ho trovato un articolo pubblicato su ItaliaCheCambia.org, a firma Daniel Tarozzi, articolo decisamente ben scritto che vi suggerisco per approfondire.

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