Tito Boeri è il presidente dell’INPS, ed è finito nel mirino di una certa stampa online dopo una dichiarazione di Matteo Salvini, nostro ministro dell’Interno.

Tra i tanti che hanno scelto di seguire la narrativa del ministro c’è il solito VoxNews, che con un gioco di prestigio copia e incolla un articolo di Quotidiano.net di marzo 2017 (senza spiegare che a parte due righe in testa e due in coda tutto il resto è materialmente copiato e incollato). Comprendere che dietro questo genere di operazioni ci sono squadre ben organizzate sarebbe importante. Qualcuno ha rilevato che i contenuti del pezzo di Quotidiano.net vanno benissimo ricondivisi un anno e due mesi dopo, gli si regala nuova veste con intro e chiusura scritti per l’occasione. Et voilà, ecco che l’attacco del 4 luglio 2018 risulta perfettamente credibile come nuovo articolo. Tanto il pubblico medio di VN non ha la pazienza di fare ulteriori ricerche.

Sia chiaro, l’articolo di Quotidiano.net (pur non raccontando nulla, visto che mancavano i dati sullo stipendio reale di Boeri) riportava somme corrette, relative a precedenti dirigenti INPS. Quelle di Boeri però all’epoca ancora non erano state pubblicate. Vox invece le sfrutta per il titolone (che però non ha alcun senso, visto quanto viene riportato nell’articolo):

BOERI: 100MILA EURO DI STIPENDIO PER RACCONTARCI CHE GLI IMMIGRATI CI PAGANO LE PENSIONI

L’aggiunta che fa VoxNews in chiusura è questa:

Quindi, solo per i superburocrati, l’Inps spende in stipendi 10 milioni di euro. Con i loro superstipendi si potrebbe dare un bonus di 100 euro a 100mila pensionati al minimo. E non ci romperebbero le palle raccontandoci favole sulla risorsa immigrazione come Tito Boeri.

Evitando di raccontare ai propri lettori quello che invece il Fatto Quotidiano riportava sempre l’anno scorso:

Boeri è presidente dell’Inps e ha approntato una spending review sui costi gestionali dell’ente. La sola revisione di questi costi – dato il carattere elefantiaco del conto economico dell’Inps – sembra abbia procurato 900 milioni di euro alle casse dello Stato.

Per capirci, la spending review è una revisione dei conti, fatta per poter portare un risparmio alle casse dello Stato, anzi direttamente alle casse dell’ente. Boeri con la sua squadra è riuscito in poco tempo a farne una che porta 900 milioni di risparmio, Boeri e la sua squadra costano alle casse dello stato 10 milioni di euro, la precedente dirigenza costava cifre simili e non ha, di fatto, realizzato una riduzione di spesa paragonabile a quella fatta da Boeri. Capire che tra i 900 milioni risparmiati e i 10 spesi per gli stipendi (cifra che oltretutto deve essere ancora confermata) il conto è totalmente in attivo per lo Stato non è così complesso.

Ma le narrative seguono il filone che devono raccontare. Quindi Quotidiano.net – che informa quanto basta per restare testata legata al centro destra – evita l’attacco diretto, ma comunque è critica nei confronti di questi stipendi d’oro. Il Fatto Quotidiano nello stesso periodo invece che attaccare difendeva Boeri, spiegando che si meriterebbe più soldi rispetto a quelli che probabilmente incassava. Ma all’epoca non era visto come amico del PD bensì come dirigente dell’INPS e professore d’economia alla Bocconi, uno pagato laute cifre per portare un risparmio ancora più lauto alle casse dello Stato. Sarei curioso di vedere come Travaglio tratterebbe Boeri oggi.

Ma a parte questo, vediamo di approfondire anche la questione 100 euro in più a 100000 pensionati. In Italia ci sono 18milioni di pensionati. Di questi, riportava Repubblica nel 2017:

Sei su dieci sotto 750 euro

Il che significa che circa dieci milioni di pensionati avrebbero bisogno di quel bonus a cui fa riferimento VoxNews. Il risparmio dato dall’eventuale riduzione/eliminazione dello stipendio di Boeri, come pare minacciare il ministro dell’Interno, potrebbe portare un euro (anzi un po’ meno) di bonus a testa. Quando Boeri, con la sua revisione della spesa, ha portato un possibile bonus di circa 83 euro per ognuno di quegli oltre dieci milioni di pensionati.

La matematica non è un’opinione. Ma la narrativa di testate come VN tende a negare le regole matematiche, in favore di quel parlare alle pance e non ai cervelli che piace tantissimo alle redazioni fuffare.

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, puoi sostenerci su PayPal! Tutto fa brodo, anche il costo di un caffè!