Ci risiamo, ancora una volta molte testate (internazionali) hanno scelto di pubblicare qualcosa senza fare alcun approfondimento. In Italia la notizia ha circolato così:

La Repubblica:

Tumori uccisi dall’assenza di gravità. Dallo spazio una nuova frontiera per le cure

Il Fatto Quotidiano:

Cancro, “così le cellule tumorali muoiono in assenza di gravità”

Il Messaggero:

Tumori, nuova frontiera dello spazio. «Cellule killer muoiono a gravità zero»

Poi ci sono quelli che perlomeno sono stati un filo meno sensazionalistici, come FanPage:

Cancro, l’assenza di gravità uccide i tumori: dallo spazio speranze per una cura

O ancor meglio SkyTg24:

Futuri esperimenti sull’Iss per uccidere i tumori

I primi tre titoli sono sensazionalismo puro. L’articolo originale pubblicato da ABC Australia titolava:

Space the new frontier in the battle against cancer

Senza sensazionalizzare nulla; sono anni che vengono fatti esperimenti di vario tipo sulla Stazione Spaziale Internazionale, dove però non c’è assenza di gravità (che è ridotta solo del 10% rispetto alla gravità terrestre) ma chi vi abita è in un costante stato di caduta libera, per quello sembrano fluttuare. Ma non sono in “assenza di gravità”. Un oggetto che pesa 100 chili sulla stazione spaziale ne pesa 90, non zero come avverrebbe in assenza di gravità una persona che salisse una scala fino alla Stazione Internazionale e che pesasse 100 chili a terra, arrivata in cima alla scala ne peserebbe 90. La gravità è quella che permette alla Stazione Spaziale di orbitare attorno alla terra, la gravità è quella che permette alla Luna di orbitare attorno alla Terra. Ovunque nello spazio c’è una qualche forma di gravità. La microgravità è appunto quello stato per cui c’è gravità inferiore a quella a cui siamo abituati. Ma non assenza.

Quello però che è importante da spiegare ai lettori è che questi esperimenti sono nuove strade con cui approcciare il problema, e che non sarebbe la prima volta che si trovano possibili elementi che eliminano le cellule tumorali, il problema è che non basta farlo in un laboratorio su un vetrino, bisogna che la terapia funzioni su un corpo umano senza danneggiarlo.

Quando trovate riportato che un farmaco o vitamina “ha ucciso cellule tumorali in un vetrino da laboratorio” ricordatevi sempre che anche una pistola fa lo stesso.

Credo che questa vignetta qui a destra sarebbe sensato venisse pubblicata alla fine di ogni articolo che ha parlato dell’innovativa sperimentazione, giusto per riportare coi piedi per terra giornalisti e lettori…

Che il Dott. Joshua Chou abbia scoperto che certe cellule tumorali muoiono in ambiente che simula la microgravità è sicuramente una notizia di una qualche importanza per la comunità scientifica. Che questo possa portare a una nuova terapia per i pazienti affetti da quei tumori è tutto da vedere. Guarda caso lo stesso Chou nella sua intervista su ABC spiega:

In my head, this is not supposed to be a cure, a golden bullet to cure cancer, but it can work in parallel to existing therapies, drug treatments, and so forth, to help increase the efficiency of the current treatment.

Che tradotto:

Nella mia testa, questa non dovrebbe essere una cura, un proiettile d’oro per curare il cancro, ma può funzionare parallelamente alle terapie esistenti, ai trattamenti farmacologici e così via, per aiutare ad aumentare l’efficienza del trattamento attuale.

Curioso che quasi nessun giornale abbia tradotto questa parte dell’intervista, non trovate? Peccato vedere come anche le redazioni scientifiche non facciano altro che copiare e incollare quanto hanno riportato riassunto da qualche agenzia giornalistica. Comodo essere pagati per fare copia e incolla…

maicolengel at butac punto it

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