Il turista israeliano, l’ospedale e la fuffa

Un video reale che viee fatto circolare con l'attribuzione di una falsa nazionalità al protagonista

maicolengel butac 22 Ott 2025
article-post
Aggiungi Butac tra le tue fonti preferite su Google

Su alcune bacheche social sta circolando un video in cui si vede una scena che sarebbe avvenuta in un ospedale italiano. Il video riporta in sovraimpressione il logo di RaiNews.it e la scritta in italiano:

Turista israeliano attacca ospedale

e in inglese:

An Israeli tourist in an italian hospital refused to wait, demanded priority…

Il video lo potete vedere qui sotto finché non verrà, si spera, rimosso:

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Timothy Rudolph (@rudol9h)

Ma si tratta di un falso, o meglio, il video è vero, sono le scritte in sovraimpressione a essere completamente false. Come raccontato ad esempio da Fanpage:

L’episodio si è verificato intorno alle 15 del 18 ottobre all’ospedale di Vigevano. Un 35enne, di nazionalità marocchina e già noto alle forze dell’ordine, era stato accompagnato al pronto soccorso da un’ambulanza, chiamata da suoi parenti, perché dolorante a un braccio già ingessato e perché in stato di agitazione. Una volta arrivato, è stato fatto accomodare in sala d’attesa, dove il personale sanitario gli ha spiegato che avrebbe dovuto attendere il suo turno e dare la precedenza ai pazienti più gravi.

Ad un certo punto, però, il 35enne si sarebbe spazientito. Avrebbe iniziato a colpire la vetrata che separa la sala d’attesa all’area per il triage con la testa e con lo stesso braccio ingessato, danneggiandola. I presenti sono stati fatti evacuare per precauzione, mentre medici e infermieri si sono chiusi nell’ufficio accettazione.

Quindi non israeliano ma marocchino. Il fatto resta gravissimo, ma è grave anche il fatto che venga condiviso sui social sottolineando la nazionalità dell’aggressore, visto che si tratta di una falsa attribuzione. Gli algoritmi di Meta dovrebbero essere in grado in pochi secondi di analizzare contenuti come questo e rendersi conto che narrano storia sbagliata, bloccando la circolazione del contenuto e i profili che violano – almeno nella teoria – termini & condizioni della piattaforma, sicuramente profili fasulli che hanno come unico scopo avvelenare la rete.

Più contenuti fasulli vengono diffusi online meno affidabile è il navigare su internet; comprendere che chi getta questa immondizia in rete danneggia tutti sarebbe prioritario. Ma pare che a Meta e ai governi mondiali questo importi sempre meno. Peccato – e lo dico da pioniere della rete – perché più la si lascia andare così, più mandiamo in rovina una delle più importanti evoluzioni tecnologiche dell’ultimo secolo.

Non posso aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!

Un altro modo per sostenerci è acquistare uno dei libri consigliati sulla nostra pagina Amazon, la trovi qui.

BUTAC vi aspetta anche su Telegram con il canale con tutti gli aggiornamenti e il gruppo di discussione, segnalazione e quattro chiacchiere con la nostra community.

Quanto segue non è un fact check, ma un piccolo editoriale, uno sfogo, su un comportamento giornalistico che trovo inammissibile, e che andrebbe sanzionato dall’Ordine dei Giornalisti – se fosse un Ordine di una qualche utilità. Indagando una notizia che ci era stata segnalata ho dovuto fare una ricerca su un nome e cognome, autore […]

maicolengel butac | 18 giu 2026

La notizia che Tulsi Gabbard ha pubblicato documenti declassificati sui finanziamenti statunitensi a oltre 120 biolaboratori sta facendo il giro del mondo. La notizia viene sfruttata dai filorussi come la dimostrazione che l’Ucraina, dove si troverebbero oltre 40 dei suddetti laboratori, ne abbia anche alcuni dove si conservano armi biologiche. Ma le cose che vengono […]

maicolengel butac | 17 giu 2026

Sotto al nostro articolo in cui parlavamo del ministro Valditara e della propaganda gender è arrivato un commento che mi ha convinto della necessità di un articolo su una storia che, a distanza di anni – ed evidentemente per disinformare – riesce ancora a essere usato nel dibattito sull’identità di genere; il problema è che […]

maicolengel butac | 17 giu 2026

Un amico di BUTAC ci ha segnalato un caso esemplare di come il giornalismo italiano trasformi un comunicato di parte in caso nazionale. Titola ad esempio Il Messaggero: «Prendi la scopa per imparare a fare qualcosa», la frase sessista del sindaco diventa un caso E alla stessa maniera fanno quasi tutti i quotidiani italiani. Cosa […]

maicolengel butac | 16 giu 2026