Il 15 luglio 2018 su un blog che non conoscevo (inedito .net) viene pubblicata questa notizia che mi avete segnalato prontamente.

Ragazzo di 23 anni scopre i ladri in casa, li prende a fucilate e li uccide tutti e 3: non sarà indagato

La notizia risale al 2017 e possiamo definirla corretta. Ma i fatti vanno raccontati, non come fanno i tanti che l’hanno ripresa in Italia per cercare di portare acqua al proprio mulino (ovvero spingere per la modifica della legge sulla legittima difesa).

Il ventitrenne ha sparato a tre intrusi che erano all’interno di casa sua, armati con tirapugni e coltello. Il ragazzo ha avuto timore che attentassero alla sua vita e ha sparato, poi è scappato in camera da letto da dove ha chiamato il 911 spiegando cosa era avvenuto e chiedendo in fretta un’ambulanza, perché aveva paura d’aver colpito in maniera grave uno dei tre che sentiva lamentarsi dal di là della porta. L’ambulanza è arrivata ma per i tre non c’è stato nulla da fare. Morti tutti. Chi ha subito un processo per la loro morte non è stato Peters, il ragazzo che ha sparato, ma la complice dei ladri che faceva da palo e attendeva fuori i tre adolescenti. È stata lei a finire sotto processo perché è stata lei a pianificare il furto, assoldare i minorenni e portarli sul luogo dove poi sono stati uccisi.

Vedete, anche in Italia, se troviamo qualcuno di fronte a noi, in casa nostra, con un’arma in mano, possiamo difenderci. È quando gli spariamo alle spalle mentre stanno fuggendo che le cose cambiano. Far circolare articoli come questo serve a cercare di manipolare i fatti, dare delle narrative valide a chi non è in grado di discernere tra una cosa e l’altra, e sull’onda di articoli come questo farà pressioni perché anche in Italia si possa fare qualcosa di simile, senza aver compreso che, con le dovute analisi caso per caso, non siamo di fronte a qualcosa di così lontano da com’è attualmente la legge italiana in merito.

Lascio a voi ogni ulteriore considerazione.

maicolengel at butac punto it

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