No, non è l’Ucraina ad aver iniziato la guerra

Mappe che circolano senza il corretto contesto: uno degli esempi più comuni di malinformazione

maicolengel butac 8 Giu 2026
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Da qualche giorno, secondo le segnalazioni che abbiamo ricevuto, sta circolando un’immagine – che potete vedere qui sotto – recante cinque mappe che arrivano dal sito di OSCE, Organization for Security and Co-operation in Europe, e in particolare dalla Special Monitoring Mission to Ukraine (SMMU).

La fonte originale come si vede è il Substack Kanekoa, noto per le sue posizioni filorusse, e risale al 2022. Kanekoa è una newsletter con oltre 56.000 iscritti, non esattamente un sito di ricerca indipendente. RT (già Russia Today) ha più volte citato i contenuti di Kanekoa come “prove” che la rivolta di Maidan del 2014 fosse un colpo di stato orchestrato dagli USA, usando come fonte, tra l’altro, screenshot di risposte di ChatGPT.

L’ADL ha segnalato Kanekoa News come esempio di pubblicazione potenzialmente ingannevole su Substack, nel contesto di un’analisi più ampia sulla disinformazione presente sulla piattaforma.

Sia chiaro, i numeri citati nell’immagine sono verificabili sui report originali OSCE, sono reali, provengono dai vari report giornalieri pubblicati in forma accessibile a tutti in quegli anni. Nulla di segreto. Il problema è come quelle mappe e quei numeri vengono usati. Siamo di fronte all’ennesimo caso di malinformazione da manuale portata avanti dai filorussi.

L’elefante nella stanza

Come dicevamo le mappe sono autentiche. I report giornalieri della SMM sono pubblici e consultabili sul sito ufficiale OSCE. I numeri corrispondono: il report SMM n. 39/2022 del 19 febbraio registra 591 violazioni nel Donetsk e 975 nel Luhansk; il report n. 41/2022 del 22 febbraio registra 703 nel Donetsk e 1.224 nel Luhansk. Nessuna manipolazione delle cifre, nessuna mappa inventata. Ma appunto c’è un elefante nella stanza che quelle mappe non raccontano. La SMM registrava le violazioni del cessate il fuoco totali, da entrambi i lati del fronte, senza attribuire automaticamente la responsabilità a una parte sola. L’escalation di quei giorni, documentata anche da France 24 e da analisti indipendenti in tempo reale, veniva letta come un preludio all’invasione, non come una provocazione ucraina.

E c’è un “minuscolo” dettaglio che nell’immagine e negli articoli di Kanekoa non viene mai menzionato: il 24 febbraio 2022, le colonne corazzate russe entravano in Ucraina simultaneamente da est (Donbas), da nord (Bielorussia, verso Kiev) e da sud (Crimea). Non è la mossa di chi risponde a una provocazione localizzata nel Donbas, bensì una guerra pianificata su tre fronti. Non una risposta a violazioni del cessate il fuoco.

Ma l’elefante nella stanza è proprio il Donbas. Cerco di spiegarmi con esempio forse più comprensibile a noi italiani: immaginiamo che le Brigate Rosse negli anni Settanta avessero occupato militarmente una provincia, dichiarato una repubblica autonoma, e che l’Unione Sovietica avesse inviato “volontari” con armamenti pesanti a difenderle. Le violazioni del cessate il fuoco in quella zona sarebbero state “colpa dell’Italia”?

Anche sul sito del Dipartimento di Stato americano, durante l’amministrazione Biden, veniva pubblicata con regolarità una sezione dal titolo Disarming Disinformation, redatta dal Global Engagement Center. Sezione che con l’arrivo di Trump è stata chiusa. Chiusa ma, per nostra e vostra fortuna, è stata archiviata, non fatta completamente sparire dal web. A febbraio 2023 in quelle pagine veniva pubblicata una lunga disamina dal titolo:

Disinformation Roulette: The Kremlin’s Year of Lies to Justify an Unjustifiable War

Anche gli americani, con fonti al seguito, smentivano determinate narrazioni, spiegando per filo e per segno perché si trattasse di propaganda del Cremlino per giustificare l’invasione del 2022.

Concludendo

Come dicevamo dati reali, contesto falso: malinformazione. Perché è così che si avvelena il pozzo al meglio, non inventando nulla, ma limitandosi a scegliere cosa mostrare e cosa celare.

Chiunque abbia diffuso quell’immagine con le mappe convinto di star diffondendo una “verità nascosta” in realtà sta facendo il gioco del Cremlino, inquinando il dibattito con informazioni parziali decontestualizzate. Che è lo stesso che stiamo vedendo succedere con la “campagna elettorale” in Italia spinta dai partiti sovranisti e populisti di estrema destra e sinistra.

So che la maggioranza dei lettori di BUTAC non ha bisogno di questo suggerimento, ma la prossima volta che vedete un’immagine con titolone che sta parlando alla vostra pancia e non alla vostra testa, prima di condividerla, fermatevi un secondo a chiedervi chi l’ha prodotta e cosa non vi sta dicendo!

maicolengel at butac punto it

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