L’Unione Europea vieta le caldarroste?
No, l'UE vieta di superare un limite di sostanze inquinanti nei centri abitati, poi la Regione Lombardia decide di estendere il divieto a ottobre e gli Alpini decidono di arrostire le caldarroste bruciando rifiuti...

L’antieuropeismo si nasconde ovunque nel nostro Paese, anche in notizie che a prima vista sembrano confermate, come quella che trattiamo oggi. Ci avete segnalato un breve video su YouTube, pubblicato sul canale di Debora Billi, giornalista, blogger, antropologa, e chiacchierona (o perlomeno così si presenta sul suo canale YT). Il video è questo:
Il contenuto parte da una notizia di cronaca che troviamo riportata su Il Dolomiti, che titolava:
Oltre 600 euro di castagne acquistate dagli alpini per i bimbi, ma la normativa blocca la festa tanto attesa: “Una pugnalata al cuore”
Notizia raccontata anche da L’Eco di Bergamo, che titolava:
Torre Boldone, annullate le castagnate: «Non sono a norma». Gli alpini: «Amareggiati»
Ma le castagne non hanno nulla di sbagliato. Debora Billi nel suo video omette di spiegarlo e dà la colpa all’Unione Europea. La norma citata dal Comune è regionale: il divieto di abbruciamento in vigore dal 1° ottobre al 31 marzo nei territori sotto i 300 metri di quota. Torre Boldone sta a 280 m, quindi rientra in questo limite. L’UE si limita a fissare la soglia di PM10 – le polveri sottili classificate dallo IARC nel Gruppo 1 come agente cancerogeno per l’uomo – ma non dice niente su come rispettarli, né tantomeno sulle caldarroste. Il divieto di ottobre è una scelta lombarda, previsto oggi dalla DGR 4843 del 28 luglio 2025, che estende il periodo rispetto a quello nazionale (da novembre a febbraio). In pratica, senza le regole regionali, a fine ottobre quel divieto non ci sarebbe stato.
Quel divieto però non riguarda le caldarroste. Riguarda l’abbruciamento dei residui vegetali. Ed è proprio qui il punto: non era vietato cuocere le castagne, il problema era farlo dando fuoco ai bancali. Se erano pallet di scarto, si sarebbe potuta configurare la combustione illecita di rifiuti prevista dall’art. 256-bis del D.Lgs. 152/2006. E in questo caso la norma è nazionale.
Quello che deve essere chiaro è che l’UE non ha legiferato sulle castagne, e non ci sono divieti a comprarle e cuocerle. Esistono leggi regionali e nazionali per evitare di inquinare con i PM10. Leggi istituite per preservare la nostra salute, sia quella della giornalista Debora Billi sia quella dei bambini che sarebbero stati presenti alla castagnata.
E aggiungo: se esiste un divieto va rispettato. Non è che siccome a organizzare erano gli Alpini allora va bene. Se fossi un privato che ha preso una multa per la stessa infrazione, e vedessi che agli Alpini è concesso, non gradirei. Addossare la colpa della mancata castagnata all’UE senza spiegare quanto sopra è malinformazione, non dimentichiamocene.
maicolengel at butac punto it
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