RAPIMENTO

Questo è quanto sembra di capire leggendo il titolone de La Stampa:

Tentano di rapire tre bambine in un parco di Genova

Momenti di terrore ieri ai giardini dell’ Acquasola, nel pieno centro città

A cui segue il racconto del terrore:

Una ragazzina di circa 14 anni e un suo complice che attendeva in auto, hanno tentato di rapire tre bambine che giocavano al parco dell’Acquasola, in centro a Genova. Secondo quanto denunciato alla polizia dai genitori delle bimbe, la ragazza avrebbe avvicinato le piccole mentre giocavano e le avrebbe convinte a uscire dal recinto dei giochi per poi cercare di caricarle in un’auto. Le bimbe sono state salvate dai genitori di altri bambini che notata la scena hanno messo in fuga i due.

Poi pigliamo in mano la Repubblica e i toni cambiano anche se il titolo resta allarmistico:

Genova, “volevano rapire tre bimbe all’Acquasola”. La polizia indaga

Il titolone c’è, ma dopo poche righe d’introduzione viene riportata ben chiara la ricostruzione della Squadra Mobile:

Secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile,  la storia potrebbe essere diversa. Ieri verso le 17 una ragazzina italiana, ben vestita, dall’apparente età di tredici anni, apparentemente con qualche problema psichico, si è avvicinata a tre bambine all’interno del parco giochi dell’Acquasola nei pressi del tribunale per i minorenni. Ha detto di voler giocare con loro e ne ha prese due per mano. La madre di una delle tre, notando il fatto, si è avvicinata. Lei ha risposto, riferiscono gli inquirenti, che le bambine “sono con me”. A queste parole, la madre si è allarmata e ha ripreso con sé le piccole. La ragazza, a quel punto, non si è allontanata ma è rimasta nel parco a passeggiare. Nessuno ha notato alcuna auto andare via.

La donna (che stamane, ripensando all’accaduto, ha deciso di segnalare il fatto in questura) l’ha poi avvicinata di nuovo. La ragazza ha riferito il proprio nome di battesimo e ha detto di essere in compagnia del padre. Non si trattava, precisano gli inquirenti, di una nomade. Difficile, spiegano gli inquirenti, pensare a un sequestro, perché chi tenta un rapimento e viene scoperto certamente non si ferma poi sul posto. Gli inquirenti comunque esamineranno ora le telecamere di sorveglianza della zona. I genitori hanno sporto denuncia stamani. Pattuglie delle Volanti sono state messe a controllo del parco e delle vie adiacenti, e i volontari che abitualmente sorvegliano il parco sono stati allertati per controllare l’area. L’Acquasola è una delle zone verdi del centro città, molto frequentata da bambini e famiglie.

Chi abbia colorito la storia per i giornali non è ben chiaro. La ricostruzione della Squadra Mobile, invece, è chiarissima. Una ragazzina, italiana, molto giovane, che sembrava avere problemi psichici, ha avvicinato tre bambine, ha chiesto di giocare con loro le ha prese per mano, ma appena qualcuno si è fatto avanti e ha ripreso le bimbe la ragazzina è rimasta a giocare nel parco. Era un tentativo di rapimento? Non mi pare. Molto più semplicemente una bimba con qualche ritardo ha provato a giocare con altre bimbe. Non c’era nessuna macchina, la ragazzina non è fuggita, non ci sono stati momenti di terrore. Onestamente non capisco a che pro sia stata sporta denuncia. I fatti mi sembrano abbastanza limpidi. Se proprio i genitori avessero voluto far chiarezza avrebbero potuto chiamare subito una volante e fare attendere la ragazzina con loro.

Non posso dirvi con certezza come siano andate le cose, o chi fosse la ragazzina, ma trovo davvero sciocco l’uso sensazionalistico della notizia. È giusto mettere in guardia i genitori da possibili pericoli, ma qui mi pare che più di un pericolo ci sia stato un fraintendimento. E invece dal fraintendimento il rischio è passare alla psicosi attenzione rapimenti.

Chissà se ci sono parenti della ragazzina che riconoscendone la descrizione sui giornali si faranno avanti per spiegare al meglio i fatti. Al momento comunque quella di Repubblica sembra la ricostruzione migliore, visto che usa le parole della Squadra Mobile. La Stampa purtroppo no.

maicolengel at butac punto it

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46 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre tremila articoli come autore, oltre a collaborazioni varie. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire, non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.