DIVULGAZIONE-GAVA

Leggendo l’ultimo articolo del Dott. Roberto Gava mi ritrovo a pensare cosa sia la corretta informazione.

Si parla del vaccino antinfluenzale Fluad.

In questi giorni si sta discutendo molto su una sua possibile correlazione con la morte di alcuni persone a cui è stato somministrato. Al momento gli studi preliminari sui lotti di vaccini sono risultati negativi per contaminazioni di ogni genere e molti dei decessi sono stati collegati ad altri stati morbosi già presenti prima della vaccinazione, spesso di origine cardiologica o vascolare.

Nell’articolo del Dott. Gava tutto ciò viene riportato. E non solo,  viene anche posto un’interessante argomento di dibattito: quello sulla reale efficacia del vaccino antinfluenzale, seguendo gli studi pubblicati da Tom Jefferson (qui una review sull’efficacia nei bambini pubblicata sulla Cochrane Library nel 2012). Dalla lettura di questa review viene legittimo interrogarsi sulla reale efficacia del vaccino antinfluenzale nella vaccinazione pediatrica. Il vaccino risulterebbe infatti efficace nei bambini dopo i due anni. Nei bambini al di sotto di questa età invece la sua efficacia viene messa in dubbio dal fatto che il vaccino non sarebbe sufficientemente immunostimolante per il sistema immunitario ancora in fase di sviluppo. Inoltre lo studio dimostra una differenza tra l’efficacia e l’efficienza del vaccino. Questo è il punto di partenza per interrogarsi su questo vaccino e su come debba essere utilizzato. Ultimo punto sollevato nelle conclusioni risulta essere quello di una elevata ingerenza delle case farmaceutiche negli studi condotti, fattore che deve essere tenuto di conto nella valutazione degli studi stessi.

Quindi da un punto di vista delle fonti l’articolo è impeccabile. Lo studio è serio, ben condotto e senz’altro importante. Mai nulla deve essere dato per scontato, è possibile che le nostre attuali tecnologie di sviluppo dei vaccini inattivati siano ancora troppo grezze o lente per poter ottenere un vaccino antinfluenzale ad alta efficacia ed efficienza. In questo caso è bene quindi continuare nella ricerca e capire dove e cosa si possa migliorare.

Ma non è di questo di cui voglio parlare.

Voglio descrivere invece il profondo senso di sfiducia che viene emanato dall’articolo nei confronti dei vaccini. Il senso è velato, forse solo apparente, ma io l’ho percepito. Si tratta di  malafede, che affiora passo dopo passo, parola dopo parola. Spesso ho parlato di come tra il mondo della medicina e quello del quotidiano sia presente un baratro.In questo caso mi sembra che si stia cercando di allargare questo burrone, almeno questo è l’effetto che suscita l’articolo. Si crea una sospensione della credulità sul singolo vaccino che però poi si spande a macchia d’olio su tutto ciò che gli è vicino come associazione mentale.

Non sono qui a difendere il vaccino antinfluenzale, ma la chiarezza nell’esposizione dei concetti. Ritengo che essi sia necessaria soprattutto su un canale di comunicazione come quello di internet, dove l’interpretazione di ciò che viene detto non sempre è cristallina. Non mi pronuncio sulle presunti morti legate al vaccino (anche se al momento il mio spirito critico tende a escludere il nesso, ma sono pronto a rivalutare la mia idea in presenza di dati e prove del contrario), mentre per quanto riguarda la sua efficacia ritengo che sia necessario un serio approfondimento con studi in cui non siano presenti conflitti di interessi da parte delle case farmaceutiche.

Concludendo vorrei solo più dire che la corretta informazione non è quella che ti dice ciò che vuoi sentirti dire, non è quella che cerca di fare proseliti, non è quella che cerca di venderti uno stile di vita o un prodotto. La corretta informazione è quella che ti da i dati reali ed oggettivi, senza piegarli alla propria necessità e ti permette di formulare tu stesso un tuo giudizio sull’argomento.

PA