VACCINI

Ci risiamo, quando ecco che le cose sembrano andare bene per TeamVaxItalia ecco che un titolone di giornale ci riporta all’amara realtà dei fatti:

Vaccini e autismo, condannato il Ministero della Salute

Così difatti titolava WIRED pochi giorni fa, e la stessa notizia è ovviamente rimbalzata su vari siti antivaccinisti col solito clamore. Ma le cose non stanno proprio come ci sono state raccontate, e forse sarebbe il caso per tanti giornalisti imparare a moderare certi sensazionalismi da titoloni quando si tratta di notizie relative alla medicina, specie quando si parla della salute dei giovanissimi e di un argomento così delicato come le vaccinazioni pediatriche.

Wired, sia chiaro, è tutto tranne che felice per la sentenza, e l’articolo è chiaramente pro vaccini, ma il modo in cui i fatti vengono narrati è decisamente incompleto, tale da rendere necessarie alcune precisazioni.

Wired rimanda correttamente a due articoli apparsi su Repubblica, uno dei due è la fonte, ed è quello che spiega i fatti al meglio.

Il ministero alla Salute dovrà risarcire la famiglia di un ragazzo autistico siciliano per danni da vaccino. E se non lo farà entro due mesi, sarà commissariato. Lo ha deciso il Tar Sicilia, cui i genitori del giovane ormai sedicenne si sono rivolti per riscuotere i circa 250 mila euro stabiliti da una sentenza del tribunale civile di Palermo diventata definitiva nel 2014…

…Nel caso del ragazzo agrigentino il ministero non si è opposto alla decisione del giudice del lavoro e ora dovrà pagare. La sentenza fa luce su quello che avveniva e forse avviene ancora all’interno delle commissioni mediche ospedaliere istituite dal ministero e chiamate in causa in casi del genere. Una storia che inizia nel 2006, quando i genitori originari della provincia di Agrigento chiedono di accedere ai servizi assistenziali. Il bambino – allora aveva sei anni – viene visitato dalla commissione medica ospedaliera che ha sede all’ospedale militare di Palermo. I medici diagnosticano il “disturbo pervasivo dello sviluppo” insorto dopo la vaccinazione tetravalente (difterite, tetamo, pertosse ed Epatite B) e antipolio. Ma giudicano “intempestiva” la domanda e la rigettano. La famiglia fa ricorso ma il ministero rigetta di nuovo, questa volta negando il nesso di causalità e non che la domanda fosse fuori tempo massimo.

A questo punto – siamo nel 2011 – si passa alle vie legali. Il giudice del lavoro chiede una consulenza tecnica d’ufficio, che sostanzialmente conferma la valutazione medica. Ma il ragionamento del giudice si sviluppa piuttosto in punta di diritto: in sostanza, non si può riformare in fase amministrativa la valutazione della commissione medica ospedaliera, perché questo viola un parere del Consiglio di Stato del 2012. Insomma, l’errore, se è vero – come sostengono ora gli esperti – che non c’è relazione tra vaccino e autismo, lo ha commesso la commissione. Ma alla famiglia spetta comunque il risarcimento concesso dalla legge 210 del 1992. Passati quasi due anni dal verdetto mai impugnato, i genitori non hanno però visto un euro e si sono rivolti all’avvocato Girolamo Rubino che ha presentato un ricorso per ottemperanza al Tar. E lo ha vinto: una beffa per il ministero che rischia l’invio di un commissario ad acta e dovrà pagare pure la mora per ogni mese di ritardo che è passato e che passerà.

Quindi non è che una sentenza abbia ribaltato alcunché; nel 2006 una commissione medico-ospedaliera ha sostenuto la correlazione tra vaccini e autismo (sarebbe curioso avere i nomi dei componenti e sapere come la pensano oggi, a distanza di dieci anni, e come si pongono di fronte alle evidenze dell’OMS che dimostrano la non correlazione).

Vediamo di fare un elenco per i meno attenti:

  • 2006 I genitori di un bambino chiedono di avere accesso ai servizi assistenziali.
  • La commissione medico ospedaliera, che deve giudicare se si ha diritto ai servizi, diagnostica il “disturbo pervasivo dello sviluppo” insorto dopo la vaccinazione tetravalente.
  • 2007-2011 La richiesta di accesso ai servizi viene rigettata perché intempestiva. Viene rigettato anche il ricorso presentato.
  • 2011 Viene interpellato il “giudice del lavoro” che richiede una consulenza che conferma la valutazione della commissione (saremmo curiosi anche qui di avere il nome del team che ha fatto la consulenza).
  • 2014 Il giudice sulla base del parere della commissione e del consulente insiste nel dare ragione alla famiglia e a dare loro accesso ai risarcimenti previsti dalla legge 210/1992; il Ministero non fa ricorso.
  • 2016 Passati due anni senza aver visto un soldo la famiglia fa intervenire il proprio legale che presenta ricorso per ottemperanza, che viene ovviamente vinto.
  • Ora la palla sta al ministero, non avendo fatto ricorso a suo tempo, ed essendo passati ormai due anni dalla sentenza che assegnava l’indennizzo si trova costretto a pagare.

Spero sia chiaro che la diagnosi della commissione ha diecianni, la diagnosi del consulente (che ha spiegazioni sempre valide) ne ha due, oggi l’unica cosa che è stata vinta è il ricorso per non aver ottemperato alla sentenza, e la famiglia ha ragione: hanno vinto la causa (anche se per colpa di gravi errori valutativi della commissione), se il Ministero non fa ricorso hanno diritto all’indennizzo.

Non spiegare tutto ciò fa sì che la stessa notizia possa venire usata più e più volte da chi si occupa di anti vaccinismo, che da una storia tirerà fuori almeno tre sentenze che danno ragione a lui. Quando invece è una sola, che PER ERRORE o INCOMPETENZA sostiene la correlazione tra vaccino e autismo, mentre quella attuale è solo un giusto ricorso per non aver ottemperato alla sentenza.

Il Ministero probabilmente può ancora fare ricorso al Consiglio di Stato e la storia può venire ancora ribaltata.

Ma purtroppo i tanti articoli incompleti che circolano fanno passare un messaggio differente, e sarebbe il caso di starci più attenti.

maicolengel at butac punto it

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