No, non si è staccato un pezzo di sole

Spieghiamo di cosa si tratta, cercando di eliminare il sensazionalismo...

SP 20 Feb 2023
article-post

Gli ultimi giorni hanno visto alcuni giornali, tra cui il nostro Corriere della Sera, parlare di come un pezzo del Sole si sia staccato, e di quanto gli scienziati e gli astronomi siano sbalorditi. L’articolo del Corriere parla di un enorme filamento di plasma che si è staccato dalla superficie del Sole il 2 febbraio scorso e di come il fenomeno sia stato ripreso dal telescopio James Webb della NASA e condiviso su Twitter da Tamitha Skov, meteorologa spaziale, spiegando che tale fenomeno non era mai stato documentato prima.

Se davvero si fosse staccato un pezzo dal Sole ne avrebbero parlato tutti i giornali e i telegiornali, e invece la notizia ha avuto una copertura relativamente bassa e un’attenzione mediatica non adeguata all’entità della notizia stessa. Come mai? Sarà perché è stata riportata in modo sensazionalistico?

Andiamo a guardare meglio la notizia grazie soprattutto all’analisi di Forbes a cura di Jamie Carter: tutto è nato da un tweet dell’astronomo Dr. Tamitha Skov, meteorologo spaziale, del 2 febbraio. Skov parlava di “vortice polare” e mostrava delle immagini del Sole catturate dal Solar Dynamics Observatory della NASA in cui si vedeva come il materiale proveniente da una protuberanza settentrionale si fosse staccato dal filamento principale, e ora stesse circolando in un enorme vortice polare attorno al polo settentrionale della nostra stella.

In pratica è successo che una “normale” protuberanza sul Sole, ovvero un anello di gas elettricamente carico chiamato plasma – che spesso fuoriesce dalla stella – si è staccata, e ha preso poi a roteare sopra il polo nord del Sole. L’eccezionalità non sta nel fatto che una protuberanza si stacchi dal Sole – spesso è possibile vedere questo fenomeno a occhio nudo durante la fase di totalità di un’eclissi solare totale – ma che la stessa abbia cominciato a roteare sopra il polo, un evento raro, ma che si verifica regolarmente ogni undici anni.

Quindi tranquilli, non si è staccato nessun pezzo dal Sole, ma fa tutto parte del balletto di plasma della nostra stella.

Riguardo al telescopio James Webb della NASA che avrebbe ripreso la scena, il JWNT è puntato permanentemente lontano dal Sole e ha un enorme e complesso scudo per impedire che la luce solare si avvicini all’ottica o addirittura la riscaldi leggermente, perché altrimenti ne verrebbe completamente distrutta. L’evento è stato invece registrato dal Solar Dynamics Observatory della NASA, che osserva il Sole dal 2010.

Ora siete liberi di andare verso l’infinito e oltre.

S.P.

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!
Un altro modo per sostenerci è acquistare uno dei libri consigliati sulla nostra pagina Amazon, la trovi qui.

Negli stessi ambienti in cui vengono fatti circolare gli articoli de La Verità sui vaccini anti-COVID circolano spesso post che portano la firma dell’avvocato Renate Holzeisen. Oggi vorremmo trattare questo testo che vediamo condiviso su molti gruppi Telegram legati all’antivaccinismo e al complottismo sanitario: Se l’Istituto Superiore di “Sanità” – ISS (presieduto da chi gode […]

maicolengel butac | 29 apr 2026

Nei giorni scorsi il sito La Fionda, che nella sua pagina Chi Siamo si definisce sito di un gruppo di studiosi impegnati “nella lotta contro il femminismo”, ci ha dedicato ben due articoli firmati da Vincenzo Moggia. Il loro scopo è smontare i pezzi sull’educazione sessuale e sugli standard OMS che abbiamo pubblicato nelle scorse […]

Redazione Butac | 28 apr 2026

Il 24 aprile La Verità pubblica un articolo che porta la firma di Patrizia Floder Reitter, autrice di cui ci siamo già occupati più volte in passato. L’articolo titola: L’ISS ignora gli effetti avversi e pensa al clima E fin dal titolo si sta già disinformando, perché in realtà attualmente l’ISS pubblica ancora bollettini periodici […]

maicolengel butac | 28 apr 2026

Su BUTAC c’è un articolo che dal 2016 non smette di essere letto e condiviso, e che si intitola: la macchina che cura il 90% dei tumori. Risale al 2016, dieci anni fa, un’altra epoca verrebbe da dire. In dieci anni infatti ci si potrebbe aspettare che la gente sia cresciuta, cambiata, maturata. E invece, […]

maicolengel butac | 27 apr 2026