LIBIA-SBARCHI-TRITON

Qui si rasenta l’ignoranza pura, visto che il post conta proprio sulla vostra fiducia: perché non andrete mai a verificare se quanto riportato sia vero… o sbaglio?

La maggior parte di quelli che hanno condiviso l’immagine ha solo cliccato “mi piace” senza porsi il minimo problema. Dà addosso al governo, agli immigrati, ai paesi che non c’interessano. Cosa chiedere di meglio, per attirare stuoli di uTonti nelle file degli analfabeti funzionali?

E infatti: partiamo col dire che gli ultimi accadimenti in quella zona sono avvenuti ad aprile 2015 e nessuno li nega. Questo è uno dei punti più importanti su cui si basa la richiesta del nostro Governo, insieme a quelli francese e tedesco, di chiedere a gran voce all’Unione Europea interventi più significativi nel bloccare gli scafisti prima che possano partire. Un blocco già in partenza, insomma. Alla fine, ciò che riporta il cartello messo in circolo da Catena Umana non è che quanto spiegato su Repubblica da Renzi:

“Un blocco navale va capito come lo si fa, se fatto in certi modi può fare un favore a scafisti, perché sei costretto a prendere i profughi, e finirebbe per essere un servizio taxi”.

Se vogliamo fare i pignoli e proviamo a sovrapporre la cartina di Catena Umana con quella dell’ANSA, notiamo una piccola discrepanza di posizioni:

mappa-salvataggio

Nulla di grandioso sia chiaro, il pin di Google Maps è dove Governo e Ansa spiegano siano stati tratti in salvo gli immigrati. Quello in bianco viene dalla piantina di Catena Umana. L’altro punto che ho evidenziato è Lampedusa, più vicina alla zona di salvataggio di Malta, giusto per esser chiari e non farci mancare nulla.

Vogliamo raccontare un po’ di fatti? Gli scafisti hanno caricato su una carretta del mare circa 700 persone, di cui molte nella stiva; le hanno fatte partire dalle coste libiche – ricordiamo che su quelle coste si trovano circa 200mila persone che stanno cercando di lasciare il paese scosso dalla guerra civile. A circa 70 miglia dalla costa libica gli immigrati hanno lanciato una richiesta di soccorso, procedura abbastanza standard da quando esistono questi sistemi di fuga.
La richiesta è stata raccolta dalla Guardia Costiera italiana che l’ha rigirata a un mercantile portoghese che già si trovava in zona. Alla vista del peschereccio, i passeggeri della carretta si sono spostati su di un lato della fatiscente imbarcazione, facendola così rovesciare.

Chi era nella stiva è morto intrappolato. Si sono riusciti a salvare solo 28 persone. Su circa 700.

Per alcuni, sarebbe stato meglio se anche quei 28 fossero morti.

L’operazione Triton in funzione da Novembre 2014 non è un’operazione italiana. È controllata da FRONTEX, l’Agenzia Europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione europea. È pagata dall’Unione con soldi già messi in bilancio proprio per iniziative come questa. I soldi vengono da 15 stati membri dell’Unione: Islanda, Finlandia, Norvegia, Svezia, Germania, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Portogallo, Italia, Austria, Svizzera, Romania, Polonia, Lituania e Malta. Si parla di circa 2,9 milioni di euro al mese per la gestione, con due aerei di sorveglianza, tre navi e sette squadre di personale. L’operazione rimpiazza quella tutta italiana denominata Mare Nostrum e giudicata troppo onerosa per un singolo stato europeo. Mare Nostrum però evidentemente funzionava molto meglio di Triton, visto l’aumento di morti annegati da quando la situazione è stata presa in mano da Frontex; questo l’hanno evidenziato in tantissimi, ma l’Italia non poteva sostenere la cosa da sola, come è giusto che sia.

Ma tornando al meme di Catena Umana, cosa ci raccontava?

La freccia rossa indica il punto dove siamo andati a salvare 14 imbarcazioni con circa 4000 migranti di conseguenza. Ma li andiamo a prendere o li soccoriamo quando sono nelle nostre acque? FATEMI CAPIRE???

Non c’è moltissimo da capire. Nel caso più recente evidenziato poco sopra, NOI non siamo andati da alcuna parte: si è mosso un mercantile portoghese, esattamente come in tutti i casi da Novembre 2014 ad oggi. NOI non abbiamo voce in capitolo, NOI non abbiamo migliaia di uomini dispiegati: si tratta di Forze Europee messe in campo e gestite dall’Unione.
Mare Nostrum invece agiva in altro modo. Completamente italiana come operazione, si trattava di una missione di salvataggio; salvare vite umane, specie quelle di disperati in fuga, è sempre la scelta eticamente corretta senza se e senza ma, con tutti i problemi del caso.
Sapere che ci sono uomini, donne, bambini, che stanno annegando in mare e non fare nulla per impedirlo, è come essere complici nella loro morte. Mare Nostrum in un anno di attività ha prestato soccorso e salvato oltre 150mila immigrati. 150mila persone che potevano essere cibo per pesci.

Capite l’importanza della questione? Capite vero che in mezzo a quelle persone ci sono dei disperati senza più una casa dove stare? Famiglie, minorenni, persone come noi – persone che hanno diritto ad essere salvate, o perlomeno meritano che ci si provi.

Se durante Mare Nostrum la Marina italiana è andata così vicino alla costa libica per salvare qualcuno, io non sono scandalizzato. Il raggio d’azione dell’Operazione era maggiore di quello di Triton:

foto11

La nostra era una vera operazione di salvataggio in mancanza di alternative umane praticabili. Quello che Catena Umana non spiega in alcuna maniera (e non me ne sorprendo) è che la scelta al momento sia solo una: farli morire in mare.

Al momento attuale non è possibile distruggere i barconi sulle coste libiche, quando ancora sono vuoti: primo, perché si bombarderebbe una nazione in guerra con le possibili gravi conseguenze del caso; secondo, perché si metterebbe a rischio la vita di chi su quelle coste vive. Credo capiate tutti che affondare le barche con i migranti in mare non sia un’opzione possibile. E quindi? Lasciamo che muoiano in acqua comunque, sarebbe come se avessimo contribuito alla loro morte…

Un ultimo minuscolo appunto a chi rabbrividisce a sentire le cifre che costano questo tipo d’operazioni, come ci spiegava Eurasia:

L’Italia è il primo attore commerciale nel bacino del Mediterraneo, come evinto dal rapporto della SrM, Studi e ricerche per il Mezzogiorno, ed ha superato Germania e Francia sulla base di un volume di affari di 57,7 miliardi. Le proiezioni fino a tutto il 2013, in uno scenario intermedio, segnano una crescita dell’interscambio totale italiano fino a 72,1 miliardi.

Spendere 3,5 o 10 milioni al mese per proteggere anche questi scambi commerciali è nulla. cosa sono 100 milioni di euro a fronte di un traffico del valore di 72 miliardi di euro? Lo so che per “noi comuni mortali” si tratta di numeri non immaginabili, ma quella spesa è nulla rispetto a quanto generato dal commercio italiano nel Mediterraneo in un anno.
Fate finta di avere 72mila euro in banca. Togliere 100 euro non sarebbe un grosso problema. Credo valga la pena spenderli per salvare vite umane e proteggere i nostri scambi commerciali.

maicolengel at butac.it

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