Quando vado a parlare nelle scuole una cosa che porto sempre ad esempio è come i media ci abbiano abituato a un certo modo di fare informazione. Ci capita spesso di vedere argomenti dibattuti come in un tribunale, con ospiti che difendono strenuamente il proprio punto di vista.

Lo spettatore di fronte a questo genere di spettacoli ovviamente viene posto nella condizione di credere che ci siano due pareri contrastanti sull’argomento di discussione. Due pareri che hanno evidentemente lo stesso peso.

Vi stanno prendendo per i fondelli

Ma non è così, spesso e volentieri i media si atteggiano in questa maniera solo e unicamente per questioni di audience: non sono realmente interessati a darvi una visione reale dei fatti di cui discutono, ma solo ad avere più pubblico da casa che li legge o guarda.

Si fa così da anni, ed è un sistema davvero dannoso. Un esempio eclatante fu il confronto tra il Prof. Roberto Burioni e Red Ronnie, per parlare di vaccinazioni pediatriche. Un medico professore universitario e un dj televisivo, siamo seri?

Questo genere di linguaggio, questo sistema di fare informazione porta danni alla società, danni che possiamo vedere molto chiaramente nella foto qui sotto.

Un totem apparso in una libreria Feltrinelli di Roma, un totem che pubblicizza dei libri sui vaccini. Sei volumi esposti, il cartello in testa al Totem dice:

VACCINI

qual’è la scelta giusta?

Intanto se lavori in libreria e usi l’apostrofo per “qual è”, perdonami, ma non dovrebbero permetterti di preparare cartelli pubblicitari, al massimo dovrebbero tenerti in magazzino a spacchettare i colli e metterli in ordine.

Ma il problema sono i libri esposti.

Vediamoli insieme:

  • Giulia Innocenzi – VacciNazione
  • Gianni Lannes – Vaccini, dominio assoluto
  • Giulio Tarro – 10 cose da sapere sui vaccini
  • Roberto BurioniLa congiura dei somari
  • Henry Joyeux – Vaccini, come orientarsi
  • Stefano Montanari, Antonietta Gatti – Vaccini sì o no?

I lettori abituali di BUTAC credo abbiano già notato il problemuccio. Su 6 libri esposti 5 sono voci contrarie all’obbligo vaccinale. Due sono scritti da soggetti che non hanno nulla a che fare con la medicina, Giulia Innocenzi, giornalista, e Gianni Lannes, blogger e videomaker. Uno è scritto da un oncologo francese (Henry Joyeux) che non è stato radiato dall’Ordine nazionale del suo paese solo per merito della strenua difesa da parte dell’Ordine regionale di cui fa parte. Poi abbiamo il libro del dinamico duo Montanari-Gatti, rispettivamente farmacista e fisico, che qui su BUTAC conoscete bene. C’è Giulio Tarro che in rete viene spesso presentato come pluricandidato al Nobel (peccato che ai Nobel non esistano nomination o candidature),medico e professore  che insegna virologia oncologica. Solo il libro del prof. Burioni, guarda caso tra tutti l’unico con una riconosciuta specializzazione sul tema, è pro-vaccinazioni pediatriche. Questo dovrebbe farci capire chiaramente di essere in una libreria gestita da qualcuno contrario ai vaccini.

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Perché dico questo?

Perché siamo di fronte ad un classico caso di manipolazione della percezione del pubblico. 5 libri su 6 dicono che i vaccini fanno male, quindi il pubblico è portato a pensare che i vaccini fanno male. Non lo dice il direttore della libreria, lo sottintende con quel totem. Si chiama false balance, falso equilibrio. Lo vediamo fare da tanti, lo vediamo fare costantemente. Mettere due posizioni sullo stesso piano quando in realtà non lo sono.

Chiunque abbia studiato la questione vaccini sa benissimo che la comunità scientifica non è minimamente divisa sul tema. Su oltre 350mila iscritti all’Ordine dei Medici in Italia solo una percentuale inferiore all’1% ha espresso dubbi al riguardo. Per capirci ancora meglio, se la Feltrinelli di Viale Libia avesse solo libri sui vaccini e volesse rappresentare il parere della comunità scientifica dovrebbe fare una vetrina con 350 libri, 346,5 provaccini e 3,5 dubbiosi. Invece vediamo un totem che al lettore finale passa il messaggio che su 6 pareri solo un è pro vaccinazioni.

Lo capite il grosso problema che c’è?

Si tratta di manipolare la realtà, in maniera sottile, ma d’impatto. E sia chiaro, sono quasi sicuro che se oggi potessi fare un giretto nelle librerie della mia città troverei lo stesso tipo di esposizioni, magari senza totem, ma il libro di Roberto Burioni viene sempre affiancato da almeno 3-4 volumi che sono al suo opposto. Perché sono più le case editrici che amano lucrare sull’ignoranza di quelle che cercano di portare un po’ di luce nelle case.

Onestamente ho smesso di acquistare libri da case editrici che spacciano fuffa. Da oggi smetto anche di visitare librerie gestite in questa maniera. Se avete segnalazioni di questo genere inviatecele (pubblicamente, magari nei commenti dei social network) in modo che il problema sia più esposto possibile.

maicolengel at butac punto it

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