La Picierno deve 20mila euro al PD

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In queste ore alcuni blog di “informazione” stanno facendo circolare una notizia che vede Pina Picierno protagonista:

Fate la carità a sua ignoranza Picerno. Guadagna 20 mila euro al mese e non paga i debiti. Ha il coraggio di dire che non ha soldi

L’eurodeputata che riesce a fare la spesa per due settimane con appena 80 euro ha chiesto un piano di rientro al partito (ma mica è Equitalia?) per onorare il debito di 20mila euro che, per contratto, deve versare al PD momento della candidatura/elezione…

La notizia ha cominciato a circolare su Direttanfo, blog di supporter del Movimento 5 stelle, ma basta una ricerca veloce sul web per accorgersi che tutta la notizia non è altro che un copia e incolla risalente al 2014. Farlo circolare oggi senza spiegare che è notizia vecchia denota poco interesse a informare e tanto invece a manipolare.

Comunque anche fosse notizia di due anni fa è interessante andare a verificare i fatti, è vero che la Picierno doveva (e forse deve ancora) 20mila euro al PD.

Forse non tutti sanno che

Come spiegava il Fatto Quotidiano già nel 2013:

Un gettone d’ingresso per diventare parlamentare. È quello che chiedono il Pd e il Pdl ai loro candidati. E più precisamente ai primi sei nella lista al Senato e i primi nove della Camera. Quasi fosse un balzello, un pegno da pagare perché tanto quei soldi, a spese dei contribuenti, rientreranno attraverso lo stipendio. La differenza della pratica bipartisan sta solo nelle cifre: il Pd chiede 35mila euro, il Pdl 25mila. Ma la differenza è anche nel metodo di pagamento: i berluscones pretendono che la somma sia cash e assolutamente anticipata, nel partito di Bersani c’è invece la possibilità di rateizzare la cifra. Più alta, ma pagata nei mesi di mandato attraverso una detrazione dallo stipendio di deputato a favore del partito.

Quindi fino al 2013 il Fatto Quotidiano sottolineava la scelta del PDL di voler quei soldi subito e in contanti. Nel 2014 invece fa scandalo solo che la Picierno non li abbia già restituiti, ma come spiegava il FQ il PD prevedeva il pagamento rateizzato (non si specifica in quanto tempo), quindi mi viene il dubbio che tutta la questione sia solo un po’ di sana manipolazione politica. Ancora.

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È triste rendersi conto che è su questi temi e con questi contenuti che si fa politica nel nostro Paese, è su questi articoli che i cittadini si scannano fra di loro per un voto, non rendendosi conto che vengono quotidianamente presi per i fondelli da chi questi articoli li fa girare.

A questo vorrei aggiungere che tutti abbiamo preferenze politiche, a tutti c’è qualche candidato che sta sulle scatole più di altri, e nel privato magari usiamo aggettivi poco carini quando parliamo di loro, ma in pubblico, su blog letti da migliaia di utenti, usare questo genere di linguaggio lo trovo davvero segno di bassezza politica. Più si offende l’avversario più sembriamo bambini delle elementari a cui il compagno ha rotto il giocattolo, non lamentiamoci se poi nel resto del mondo non si fidano più di noi.

Io sono decisamente preoccupato.

maicolengel at butac punto it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.