Metodo Di Bella e cause in tribunale

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AGGIORNAMENTO del 8 SETTEMBRE 2015

Ricevo posta, che mi intima a modificare l’articolo:

Ho stampato vecchia versione e la nuova versione del post.
Procederò a denunciare il reato alla Polizia Postale venerdì mattina qualora non vengano rettificate

Mi viene detto che la sentenza non è stata bloccata, ma anzi che la Corte d’appello di Bari avrebbe rigettato l’istanza di sospensione dell’esecuzione all’udienza del 12 maggio 2015.

Tristemente la sentenza con cui viene rigettata la sospensione non mi è stata data, pertanto devo fidarmi delle sue parole. ne prendiamo atto, ma questo nulla toglie all’articolo. Se continuiamo a lasciare che siano giudici del lavoro a prendere delle decisioni che riguardano la salute siamo messi davvero male.

Per il resto chi mi minaccia vorrebbe che noi eliminassimo dall’articolo qui sotto le nostre spiegazioni del perché non ci si dovrebbe rivolgere ad un Tribunale del lavoro per le richieste di rimborso dei farmaci, e questo non lo metto in dubbio.  Ma se davvero si crede nel MDB si deve far ricorso al TAR perché accetti il Metodo come valido (ovviamente dopo avere svolto tutte le sperimentazioni necessarie), e si eviti tutta la trafila. Credevo la cosa fosse abbastanza chiara, ma evidentemente mi sbagliavo.

Chissà come mai tutte le sperimentazioni necessarie però non vengono mai rifatte, e ci si continua a lamentare di quelle vecchie.

DIBELLAONCEAGAIN

 

La Fucina si dedica ad un tema che su Butac abbiamo già trattato più volte. Ma certe testate amano cavalcare la pseudomedicina. Senza però mai parlare di medicina, o raccontare i fatti dall’inizio alla fine.

Io non sono un medico, quindi mi limiterò a riportarvi cosa ci dice La Fucina e spiegarvi cosa manca dal racconto.

Prosegue l’infaticabile battaglia dell’avvocato G**** O****, marito di M**** guarita dal cancro grazie alle cure del metodo Di Bella. Ricostruiamo brevemente i fatti. Alla fine del 2009 M**** I**** in gravidanza scopre un nodulo al seno destro e nel mese di novembre gli viene diagnosticato un carcinoma duttale infiltrante. Dopo una serie di estenuanti peripezie nella sanità italiana, i due coniugi pugliesi si affidano al Metodo Di Bella riuscendo a sconfiggere completamente il male di M****…

…Successivamente l’avvocato ha inviato una lettera al Presidente Mattarella in cui, dopo aver illustrato il suo caso, chiede di essere ricevuto personalmente, insieme al Dr. Giuseppe Di Bella, per illustrargli chiaramente la questione, affinché lo Stato sia faccia sentire più vicino ai cittadini sofferenti, passando anche dalla rivalutazione del Metodo Di Bella. Dopo poche settimane arriva la risposta di Mattarella che intende indirizzare la questione direttamente al Ministro della Salute affinché possa valutare il da farsi. Era il 12 marzo 2015 e, ad oggi, l’avvocato O**** non ha ricevuto risposte da Roma.

Subito dopo viene riportato il testo della lettera a Mattarella. Ma direi che non serva alla nostra brevissima analisi.

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Cosa manca dal racconto riportato da La Fucina? Manca il fatto che M**** ha già denunciato la cosa al Tribunale del Lavoro di Foggia, e la sentenza del giudice sia stata favorevole all’erogazione gratuita da parte del SSN dei farmaci per la cura. Ma l’ASL ha fatto ricorso in appello e la sentenza è stata bloccata.

Ho già provato a spiegarvi il “giochino” delle sentenze dei tribunali del lavoro, parlavamo di vaccini, ma il succo rimane lo stesso:

Quali sono i punti importanti? Il fatto che le sentenze di cui si parla sono sempre emesse da un Giudice del Lavoro. I denari che si “vincono” sono sempre piccoli indennizzi e mai grossi risarcimenti. Il Dott.Francia ci spiegava la cosa per bene ed in maniera concisa durante l’incontro “Vaccini tra paure e realtà”, ve ne riporto le esatte parole:

“Questi chiedono un indennizzo, l’indennizzo sono alcune decine di migliaia di euro. Non chiedono un risarcimento, perché un risarcimento vuol dire andare in un contraddittorio – perché lo capite anche voi, se uno ha un figlio che è diventato autistico a causa della vaccinazione, il danno è da 4-5 milioni di euro, non decine di migliaia – però questi cosa sanno? Che se vanno in un giudizio reale, dove chiedono un risarcimento, perdono.

La storia è uguale identica. Se la signora M**** e il marito avvocato avessero le prove “provate” che la terapia Di Bella sia la ragione unica della sua guarigione invece che andare da un Giudice del lavoro si sarebbero presentati di fronte al TAR, e avrebbero presentato li le loro richieste. Richieste che dal Tribunale sarebbero state valutate in maniera molto più seria, magari invitando una commissione scientifica ad analizzare i dati. Ma i coniugi, presentando le stesse prove portate al Tribunale del Lavoro, di fronte alla commissione avrebbero perso. E lo sanno benissimo, come lo sanno bene i sostenitori della terapia in oggetto. Se in tanti anni nessuno in Italia o all’estero è riuscito a dimostrare l’efficacia della cura Di Bella ci sarà pure un motivo, o no?

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Il fatto che in tutti questi anni non sia mai stato presentato uno studio serio, fatto con tutti i corretti parametri, che dimostri l’efficacia del Metodo dovrebbe essere prova sufficiente dell’inutilità della cura. Come abbiamo già detto altre volte, chiunque fosse in grado di dimostrare che ha trovato una cura per il cancro verrebbe ricoperto d’oro da qualsiasi azienda farmaceutica. Perché invece, pur lasciando l’equipe Di Bella libera di operare, nessuno si è impossessato di questa gallina dalle uova d’oro? Non vi viene alcun dubbio?

Attendo i sostenitori del Metodo e le loro cartelle cliniche che dimostrino quanto affermano, prima, durante e dopo le cure mediche sostenute e il trattamento Di Bella. Chiunque altro commenterà a favore del Metodo non presentando la corretta documentazione verrà bollato come fuffaro.

 

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac.it

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.