ALFANO1MILIARDO

La notizia “reale” risale a marzo 2016, ma i soliti noti la stanno facendo rigirare in questi giorni seguendo una classica strategia pre elettorale, spargere disinformazione sull’avversario dei nostri beniamini politici premia sempre. Sia in termini di voti che di entrate pubblicitarie per merito dei click. Gente che ha l’etica sotto la suola delle scarpe. Ma ormai sappiamo che la politica in Italia, quando è online, la si gioca così.

ALFANO TOGLIE 1 MILIARDO AI DISABILI PER DARLI AI PROFUGHI!

È ormai da una settimana che me la segnalate, ma solo oggi sono riuscito a dedicarmici un po’.

Vediamo di partire da quella che è probabilmente la prima fonte della storia, un articolo de Il Giornale, che titolava così:

Dopo aver tagliato ai disabili, Renzi regala un miliardo ai richiedenti asilo

Già dal titolo intuiamo che la notizia non è esattamente come la si sta facendo passare oggi. Ma cosa ci raccontava con precisione Il Giornale 3 mesi fa?

Per i richiedenti asilo hanno, infatti, stanziato oltre un miliardo di euro a discapito dei bisognosi e dei disabili italiani. “Per cui per gli autobus, gli scuolabus o il sostegno ai disabili da Roma non c’erano più soldi disponibili – tuona il deputato leghista Paolo Grimoldi – ma per i clandestini sì, i soldi ci sono”.

Il buonismo di Renzi con gli immigrati ha fatto infuriare la Lega Nord. Perché, come fa notare Grimoldi, ii soldi stanziati da Alfano per tutte le Prefetture italiane per accogliere i richiedenti asilo sono soldi di quegli stesso contribuenti che poi si vedono tagliare le corse dei bus per mancanza di fondi o annullare gli scuolabus il sabato perché le Province, a causa dei tagli del governo, non hanno avuto i fondi per erogare questi servizi essenziali.

Quindi le cose non sono collegate, il “taglio dei fondi ai disabili” è in realtà un taglio alle province. Che secondo un deputato leghista hanno causato anche disagi ai disabili. Qui su Butac dei “tagli ai disabili” avevamo già parlato, spiegando per filo e per segno la notizia, nel 2014. E nel 2016 avevamo parlato della “tassa sui disabili“.

A marzo quindi la vera lamentela non riguardava i disabili, ma il fondo per gli immigrati, di un miliardo. Come stanno esattamente le cose?

Non trovo una dichiarazione di Alfano o di Renzi che parli di nuovi stanziamenti per gli immigrati a marzo 2016. Ma leggendo più attentamente l’articolo de Il Giornale trovo questa frase (i grassetti sono miei):

In questi giorni le prefetture di tutta Italia stanno chiudendo i bandi per l’accoglienza dei richiedenti asilo per il secondo semestre del 2016. Alfano ha già messo in conto un aumento del 25% di ricezione sul territorio nazionale. Ci sarà, insomma, un’invasione di gran lunga più pesante rispetto ai circa 73mila ospitati nel 2015 il cui costo di mantenimento si è aggirato intorno al miliardo di euro. Si tratta di cifre ovviamente stimate al ribasso dalle prefetture ma variabili in aumento in base al numero di sbarchi che si verificheranno nei prossimi mesi.

Quindi non stiamo parlando di una vera dichiarazione del Governo, ma qualcosa basato su un ipotesi del giornalista, fatta sulle dichiarazioni del deputato leghista. Sia chiaro, non so quanti immigrati arriveranno nel 2016, e quanti soldi serviranno per aiutarli. Non lo so io, come non lo sa il giornalista.

Ma un conto è affermare che sono stati stanziati più soldi per quest’anno, un conto è dire che ne serviranno di più, altro conto ancora sostenere che siano stati tolti dai fondi per classi deboli, come i disabili.

Si tratta di arte della manipolazione, vecchie tecniche applicate per parlare alla pancia dei lettori, che purtroppo abboccano come pesci all’amo.

Abbiamo parlato spesso dei fondi stanziati per gli immigrati, spiegandovi bene come funzionano i 35 euro circa che costano al giorno allo stato, da dove arrivano, come vengono calcolati e come andrebbero impiegati.

Come vi abbiamo spiegato che non si tratta di soldi solo nostri, ma arrivano in parte dalla Comunità Europea, e vengono regolarmente intascati da associazioni e cooperative che si occupano di quest’accoglienza, alcuni bene altri decisamente male.

Quindi si tratta di soldi che per la maggior parte ritornano in tasca ad italiani che lavorano nel settore accoglienza, italiani che senza quei soldi dovrebbero cercarsi un altro lavoro. Italiani che forse prima dell’impiego nell’accoglienza si trovavano senza lavoro.

Sui numeri degli immigrati degli ultimi anni sul sito Formiche.net troviamo un’analisi fresca proprio di poche settimane fa, che faceva il punto della situazione per il triennio 2013-16:

I numeri del triennio sono da maggio 2013 a maggio 2016, dunque differiscono dalle normali statistiche annuali. Nel primo anno sono arrivate 64.257 persone, nel 2014-2015 sono state 171.710 e negli ultimi 12 mesi 154.719. In tre anni sono stati arrestati 1.727 scafisti. Oltre il 90 per cento degli sbarcati è stato fotosegnalato: negli ultimi due anni dal 43 al 47 per cento circa dei migranti arrivati è composto da irregolari mentre gli altri hanno presentato richiesta di asilo (e bisogna aspettare la fine dell’iter per capire quanti effettivamente ne hanno diritto). Il boom degli arrivi dalla Libia nel 2014 rese necessario un aumento delle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale: da 23 sono diventate 47 e i provvedimenti emessi sono aumentati del 179,2 per cento. Nel ribadire che l’Italia prima salva le vite e poi valuta chi è da accogliere (e magari redistribuire in Europa…) e chi da rimpatriare, Alfano ha fornito cifre per dimostrare che l’Italia subisce un peso molto minore di altre nazioni: su un totale di oltre 1 milione 255 mila richieste di asilo nell’Ue, l’Italia ne ha poco più di 83 mila (il 6,6 per cento), che equivalgono a 1.369 per ogni milione di abitanti mentre l’Ungheria ne ha 17.699 per ogni milione di cittadini. Cifre inoppugnabili che però si scontrano con il ben noto problema della percezione di sicurezza che non si basa sui dati ufficiali.

Purtroppo articoli come quello del Giornale a marzo generano mostri come l’immagine che sta girando in questi giorni, mostri che non si fermeranno neppure di fronte a questa semplice analisi dei fatti.

Articoli come questo al massimo generano rosiconi scocciati di aver svelato qualche trucchetto della pseudopolitica da web. Purtroppo i rosiconi al massimo diffamano, ma di più non son capaci di fare.

Michelangelo Coltelli aka maicolengel at butac punto it

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