Sabato mi avete taggato su Twitter sotto a un post che linkava un articolo di Imola Oggi, dal titolone:

Scuola elementare, compito in classe: “uccideresti prima tuo padre o tua madre?”

L’articolo, se così lo possiamo definire, ci racconta:

A Torino, in una scuola elementare due insegnanti hanno dato ai bambini un compito da svolgere che verteva su un argomento a dir poco scioccante. La traccia del tema diceva così: “Chi uccideresti per primo: tuo padre, tua madre o tuo fratello?”.

Quindi il luogo dove sarebbero avvenuti i fatti è Torino (o meglio una scuola in provincia, vicino a Ivrea). Fonte della notizia? BariItaliaNews, sito amatoriale di informazione giornalistica. Sito registrato a un soggetto autore, tra l’altro, su altri siti sempre della zona, di articoli con titoli così:

Entra in ascensore, le porte si chiudono, si impigliano le cuffiette e muore decapitata

Durante la festa di matrimonio il cognato fa una battuta sull’abito da sposa e scoppia la rissa, la serata finisce in ospedale

Poliziotto irroga una multa per la ragazza alla guida è troppo bella, poi i suoi superiori aprono un’indagine

Nessuna di queste notizie riporta una fonte verificata, esattamente come non la riporta la storia del tema su Chi uccideresti prima…

BarItalia fa pesca a strascico, usando titoloni acchiappaclick che vengono ripresi da siti come Imola Oggi e VoxNews. Il gioco direi sia ovvio: attirare e indignare i lettori. Purtroppo sappiamo bene che attira di più questo genere di titoli rispetto ai fatti, quelli verificati, e lo sa bene Armando Mannocchia, il proprietario di Imola Oggi.

La notizia guarda caso subito è stata ripresa da alcune pagine Facebook, di quelle con migliaia di follower che postano solo robaccia (e sono purtroppo tante, e tanti sono quelli che le seguono e si fidano).

I commenti ai post sono di questo genere:

  • Chi sono queste insegnanti, di sinistra? Facciamoci una domanda,….
  • Mahhhhh!!!!!!!!!!!!!!! 😑 ma che teste ci sono in giro?
  • Ma scusate.. Vi sembrano domande da fare a dei bambini??

La stessa notizia, sorprendentemente, è stata rilanciata dai soliti profili anonimi su Twitter, quelli pieni di bandierine italiane che ricondividono principalmente informazione sovranista.

Non è possibile sbufalare una notizia che non riporta alcuna fonte, non è possibile perché sta a chi per primo l’ha pubblicata dimostrare che la notizia sia reale, con dati sufficienti che la provino. I famosi “chi, cosa, come, dove e quando” del giornalismo. Quando un articolo manca di quei dati non è da condividere. Qui avevamo solo un vago chi, “due insegnanti prossime alla pensione”, un vago dove, “un paese in provincia di Torino”, un certo cosa, “il tema”, e basta.

Non fatevi fregare.

La cosa che mi fa più sorridere è vedere il video di Mannocchia in cui sostiene di essere stato diffamato dalla tv di regime (fa riferimento a un servizio di Report, uno dei pochi che ho apprezzato, dove il suo sito e VoxNews venivano pesantemente attaccati).

Mannocchia a un certo punto dice che chi lo attacca sono soggetti che “appartengono al mainstream di regime, servi dei poteri finanziari mondialisti”. Io attacco ImolaOggi dal 2013 circa, lo faccio non solo in nome della corretta informazione, ma anche perché l’idea che il sito abbia il nome di un paesino bellissimo in provincia di Bologna mi innervosisce alquanto.

 

Sfido Mannocchia a dimostrare il mio essere servo di qualcuno o di ricevere finanziamenti dai mondialisti.

ImolaOggi dal 1997 pubblica qualsiasi cosa che possa portare acqua al suo mulino, ovvero qualsiasi cosa serva ad attaccare le fazioni politiche che non stanno simpatiche al suo direttore.

Non credo serva aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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