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La scorsa estate, nei caldi giorni di Luglio, è uscita su varie testate nazionali la notizia di un bambino di circa un anno ricoverato in ospedale a causa di una grave malnutrizione. Tutti i titoli hanno vertito attorno a quella che è risultata essere la parte più succulenta del piattone: “I genitori sono vegani”.

Da lì è partita una tempesta mediatica che per noi spettatori si è risolta in poco tempo, ma per la famiglia del piccolo ha avuto effetti molto pesanti. In effetti l’equazione sembrava molto semplice e incredibilmente appetibile per la stampa, Vegano + Bambino Denutrito = Notiziona!

In realtà a settembre la stessa coppia ha voluto rilasciare un’intervista in compagnia del loro avvocato, cercando di mostrare cosa è accaduto sotto un’altra luce. L’intervista è stata pubblicata su Repubblica il 17 Settembre 2015. Dall’intervista si può capire che i genitori non sono vegani, ma vegetariani. Inoltre viene descritto tutto l’iter attraverso cui sono passati per arrivare a chiarire la diagnosi. Da come si può leggere il bimbo presentava una ipovitaminosi riguardante la vitamina B12, il che sarebbe dovuto a una carenza della stessa nella madre.

La vitamina B12 (cobalamina) è essenziale per la riproduzione cellulare perchè necessaria per la produzione di molecole che servono a formare il DNA. La sua carenza si manifesta in primo luogo con un deficit di globuli rossi, chiamata anemia megaloblastica (i globuli rossi che si vengono a creare sono più grandi del normale). Inoltre la vitamina B12 è intercalata in una via biochimica necessaria per la corretta formazione degli assoni dei nervi, i cavi lungo cui viaggiano gli impulsi nervosi. E’ molto importante ripristinare in rapido tempo i livelli di vit. B12 soprattutto nel bambino perchè i danni nervosi possono diventare irreversibili.

Le principale fonte quotidiana di cobalamina è quella alimentare, principalmente attraverso l’uso di prodotti di origine animale quindi carne, latticini e uova. Questo ci spiega il perchè del deficit nel neonato, in quanto è possibile che la madre con un’alimentazione non perfettamente equilibrata per il suo stato prima di donna in gravidanza e dopo di neo mamma può aver scatenato il problema, ma questo è stato affrontato dai medici che hanno avuto a che fare con la situazione (in realtà la situazione potrebbe essere più complessa ma non ci è dato saperlo).

La considerazione che voglio fare è che ci troviamo davanti a una situazione di doppia mala informazione. Da un lato c’è stata la gogna mediatica che ha calcato la mano sull’apparente scelta di stile di vita dei genitori del piccolo, ma senza realmente arrivare a chiedere ai diretti interessati quali fossero le loro scelte alimentari. Dall’altro la probabile disinformazione sulla corretta alimentazione da parte della coppia. Stiamo parlando per ipotesi in questo momento, ma per arrivare a una situazione del genere è necessario utilizzare un’alimentazione molto selettiva (sempre che invece la madre non abbia una patologia di base che non le permetta di ottenere la vitamina B12 come nel caso di un’Anemia Perniciosa) e soprattutto essere lontani da un buon pediatra.

Quello che vi ho portato qui quindi è un esempio di come l’assenza di una corretta informazione, per quanto possa sembrare un’inezia, può produrre a catena degli effetti collaterali che possono risultare molto gravi. Ritorno quindi a ribadire da un lato la necessità di una nuova e più forte alleanza tra mondo del quotidiano e mondo della medicina e dall’altro la necessità di controllare attentamente ciò che si va pubblicando sulle persone, perchè si rischia di marchiare in modo indelebile.

A presto, PA