Dai ragazzi, davvero ci facciamo incantare da un video emozionale per venderci un prodotto assolutamente inutile? Il video che sta circolando sui social è ben curato e ci racconta la favoletta di un tal Davide Bianchi che avrebbe inventato un prodotto rivoluzionario per farvi risparmiare carburante fino al 30%. Nel video sembra che la scoperta sia stata osteggiata dall’Università di Bologna, che avrebbe cacciato il ragazzo per questa invenzione.

Già mentre carica la pagina mi si accendono mille segnali della fuffa.

Disponibilità limitata nel magazzino 2. Stiamo riservando per te gli articoli richiesti…

Quella sopra è un’animazione uguale a sé stessa ogni volta che ricaricate la pagina, magari cambia il numero di magazzino, ma non c’è nessun collegamento con un database dei pezzi disponibili, serve solo e unicamente a convincervi a comperare il prodotto subito, “prima che vada esaurito”.

L’invenzione magica si chiama appunto EcoFuel e viene venduta sul sito ecofuel24pro. Modica cifra di 44,99 euro per un singolo marchingegno, 69,99 per tre, 89,99 per 5. Un affarone. Chi non ha 5 amici a cui regalare questo favoloso pezzo di plastica?

Nel mentre ero sul sito un pop-up mi avvertiva di quanti EcoFuel venissero venduti durante la mia visita. Messaggini acchiappaclienti compaiono costantemente nel pop-up, mi raccontano di quanto velocemente il prodotto vada esaurito. Tutta psicologia per indurmi a comperarlo.

VAI K. di Yuma ha appena comprato 3 EcoFuel

L’azienda responsabile ha sede a Malta, il sito è registrato in forma anonima, sulla pagina contatti ci viene detto che se vogliamo contattare l’azienda dobbiamo chiamare un numero britannico che risponde solo in inglese.

Lo capite che siete di fronte al classico pacco?

Davvero vi viene da spendere 50 euro per un pezzettino di plastica che collegato alla vostra auto dovrebbe farvi risparmiare benzina? Abbiamo già trattato dispositivi simili, sono tutte truffe. Ogni volta i sistemi per convincervi a comperarli cambiano, ma il video emozionale mi mancava.

Fossi nell’Università di Bologna onestamente cercherei l’azienda maltese e farei loro causa. Perché sostenere che l’inventore del prodotto sia stato cacciato dall’università di Bologna è seriamente diffamante nei confronti dell’Ateneo.

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Non credo sia necessario aggiungere altro, so bene che non ho sbufalato il prodotto e che qualcuno resterà convinto della sua utilità, se volete che faccia test su strada basta che ne acquistate uno voi per me e provvederò a usarlo e smontarlo per voi. Io dati di carta di credito o del mio account PayPal su quel sito non li metto, nemmeno per scherzo.

maicolengel at butac punto it

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